REGGIO – Aggressione ad un detenuto, 8 misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti alla Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale “G. Panzera”

Nella mattinata di oggi 28 novembre, personale della Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari, disposta dal GIP del Tribunale reggino, a carico di 8 appartenenti alla Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale “G. Panzera” di Reggio Calabria. In particolare, per sei di essi è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre per gli altri due la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio.

Agli indagati, allo stato del procedimento in fase di indagini preliminari, sono contestati i reati di tortura e lesioni personali aggravate ai danni di un detenuto dell’istituto penitenziario ove prestano servizio. Al Comamdante del Reparto, che figura tra gli indagati ed al quale è stata applicata la misura degli arresti domiciliari, vengono contestati anche i reati di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico, di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico per induzione, di omissione d’atti d’ufficio, di calunnia e tentata concussione.

Oltre ai destinatari delle misure cautelari, sono sottoposti ad indagine ulteriori 4 poliziotti penitenziari, ai quali viene contestato il reato di tortura e lesioni personali in concorso, per i quali il GIP si è riservato di valutare la richiesta di applicazione della misura cautelare interdittiva formulata dalla Procura all’esito dell’interrogatorio, ed il medico dell’Istituto Penitenziario, indagato per il reato di depistaggio, per aver reso false dichiarazioni al Pubblico Ministero, per il quale il GIP, sempre all’esito dell’interrogatorio, valuterà la richiesta di applicazione della misura della sospensione dalla professione medica.

I fatti contestati agli indagati risalgono al 22 gennaio 2022 e vedono come parte offesa un solo detenuto, che aveva messo in atto una protesta, rifiutandosi di far rientro nella cella dopo aver usufruito del previsto passeggio esterno.  In risposta a tale condotta, secondo il provvisorio capo di imputazione, gli indagati conducevano illegittimamente il detenuto in una cella di isolamento, senza alcuna preventiva decisione del Consiglio di disciplina ovvero senza alcuna previa decisione adottata in via cautelare dal Direttore, serbando gratuite condotte di violenza e di sopraffazione fisica che cagionavano al detenuto acute sofferenze fisiche mediante più condotte e sottoponendolo ad un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.

Nello specifico,  secondo la ricostruzione operata allo stato degli atti e fatti salvi i necessari successivi accertamenti  di merito,  le condotte si sostanziavano nel colpire ripetutamente il detenuto con i manganelli in dotazione di reparto, ma anche con dei pugni, facendolo spogliare e lasciandolo semi nudo per oltre due ore nella cella ove era stato condotto.

Per coprire tali condotte, ed evitare conseguenze per una eventuale denuncia da parte del detenuto, il Comandante del Reparto, avrebbe poi redatto una serie di atti (relazione di servizio, comunicazione di notizie di reato ed informative al Direttore del carcere), in relazione ai quali gli venngono contestati i delitti di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico, di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico per induzione, di omissione d’atti d’ufficio e di calunnia.

Nei giorni successivi lo stesso ufficiale avrebbe tentato di costringere, illegittimamente, un suo sottoposto a mostrargli delle relazioni di servizio relative alla sorveglianza dello stesso detenuto, e per tale motivo è stata formulata a suo carico anche l’ipotesi di reato di tentata concussione.

Le indagini, affidate dalla Procura di Reggio Calabria, alla Squadra Mobile, sono state avviate dopo la denuncia sporta dai familiari di alcuni detenuti, tutti di origine campana, a cui le persone recluse, nel corso di colloqui telefonici, avevano riferito di essere stati malmenati all’interno del carcere.

I successivi approfondimenti investigativi, anche attraverso l’escussione dei reclusi da parte del Pubblico Ministero titolare delle indagini, avevano permesso già in una prima fase di circoscrivere ad un solo detenuto le condotte violente, così come poi confermato dalla visione e analisi delle telecamere interne dell’istituto di pena.

Va segnalato che le gravi condotte contestate sono ascrivibili alla responsabilità personale solo di alcuni appartenenti alla Polizia Penitenziaria, che presta servizio all’interno della struttura penitenziaria in questione con abnegazione, sacrificio e senso del dovere, e con pieno rispetto  dei diritti e della dignità dei detenuti ivi ristretti.

REGGIO – Catona, sequestrata dai carabinieri ditta di autodemolizione: presente scarico non autorizzato di olii e acque reflue, rinvenuti 9 veicoli fuori uso non correttamente smaltiti, denunciato titolare

Nei giorno scorsi, a Reggio Calabria – Catona, nel corso di servizio a largo raggio finalizzato a prevenire e reprimere la commissione di reati in materia ambientale, sotto il coordinamento  della locale Procura della Repubblica, miliari della  Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria e del Gruppo forestale di Reggio Calabria, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, e di personale A.R.P.A.C.A.L., hanno denunciato in stato di libertà un 42enne, coniugato, con precedenti di polizia, titolare di una ditta di rottamazione di veicoli, ubicata precisamente in località Concessa per scarico non autorizzato di olii e acque reflue e violazioni delle prescrizioni relative al trattamento di veicoli fuori uso.

Nello specifico, gli operanti a seguito di accesso presso l’azienda, hanno accertato la presenza di uno scarico non autorizzato ove confluivano oli e acque reflue, che venivano a loro volta sversate in una fiumara, visibile nelle adiacenze. Rinvenuti e rimossi, inoltre, 9 veicoli fuori uso depositati all’interno dell’area attenzionata, non correttamente smaltiti.

Al termine delle operazioni, la ditta di autodemolizione è stata sottoposta a sequestro preventivo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nel medesimo contesto operativo, in località Arghillà, invece, i carabinieri della Stazione di Catona hanno denunciato un 55enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, per ricettazione in quanto a seguito di un controllo alla circolazione stradale, è stato accertato trasportasse una carcassa di autovettura risultata provento di furto, all’interno di un autoveicolo cabinato.

Nel complesso, al termine del servizio di controllo del territorio, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e rimosso 24 carcasse di autovetture distrutte a mezzo incendio, costituenti rifiuto speciale.

 

Rimane sempre alta l’attenzione dell’Arma per i crimini ambientali, specie quello di abbandono e commercio illecito di rifiuti pericolosi, che costituiscono una delle maggiori minacce non solo per gli ecosistemi e le specie protette ma anche per la nostra economia e la nostra società.

Soltanto qualche mese addietro, sempre nel quartiere di Arghillà, nella zona periferica nord di Reggio Calabria, i Carabinieri avevano individuato diversi mezzi non più funzionanti, abbandonati, incendiati, e precisamente 20 carcasse di autovettura nell’esattezza rinvenute su suolo pubblico, costituenti rifiuto speciale.

Attività analoga risale anche al luglio scorso, a seguito della quale era stata posto sotto sequestro altro sito, ubicato nel medesimo comprensorio, in via Villaggio Arghillà Nord, in quanto utilizzato per attività di deposito incontrollato di rifiuti, tra i quali anche carcasse di autovetture abbandonate.

 

Il fenomeno del degrado e dell’inquinamento ambientale di acque e suolo ha ripercussioni estremamente negative sull’intera società per i potenziali rischi alla salute umana e animale, la conservazione degli ecosistemi presenti sul territorio, l’impatto sul sistema economico, il costante pericolo d’infiltrazione della criminalità comune ed organizzata nella gestione del ciclo dei rifiuti, in ragione dei rilevanti interessi economici.

In tale ottica, le irregolarità relative alla violazione di norme generali poste a tutela dell’Ambiente, più frequentemente riscontrate finora, fanno particolare riferimento all’abbandono illecito, lo smaltimento e il traffico di rifiuti speciali, la gestione non autorizzata di rifiuti, lo sversamento di liquami inquinanti che solo nell’ultima Operazione di Polizia, denominata “Deep 2” risalente all’aprile scorso, ricordiamo, hanno portato alla denuncia di 36 soggetti ritenuti responsabili della condotta offensiva verso il patrimonio ambientale.

 

L’intervento, condotto nei giorni addietro, rappresenta pertanto la prosecuzione della complessa strategia di protezione dell’ambiente e della natura che vede i Carabinieri reggini costantemente impegnati nel contrasto di ogni forma di inquinamento ambientale e nella lotta alla compromissione dell’habitat naturale dal suolo all’aria, dai centri urbani alle zone più periferiche.

Un’attività che testimonia, ancora una volta, quanto l’Arma sia radicata sul territorio e ponga particolare attenzione alle realtà del territorio, specie alle irregolarità legate all’ambiente, all’ecologia, nella provincia reggina, con l’obiettivo, sempre attraverso un impiego coordinato e simultaneo di squadre congiunte di Carabinieri dell’Organizzazione Territoriale e delle varie Componenti specializzate, tra cui l’intero comparto Forestale oltre che il Nucleo Ispettorato del lavoro (N.I.L) per contrastare ogni forma di inquinamento ambientale.

 

 

NICOTERA (VV) – Ucciso un 38enne, avviate le indagini per la ricerca dell’assassino

In tarda serata, nella frazione marina di Nicotera (VV), Giuseppe Muzzupappa, un uomo di 38 anni, si trovava in strada, nei pressi di una trattoria, quando è stato ucciso da svariati colpi di postola.

La persona che ha sparato si è data poi alla fuga ed ora si sta tentando d’identificarla.

I carabinieri della Compagnia di Tropea e del Reparto operativo del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno avviato le indagini. Secondo quanto è emerso, Muzzupappa, sarebbe stato coinvolto nell’ambiente della criminalità. Nel 2019 era stato indagato per tentato omicidio e detenzione illegale di armi, insieme ad Antonio Campisi, cugino di 31 anni, in relazione ad un presunto piano indirizzato ad uccidere un appartenente alla cosca di ‘ndrangheta dei Loielo nell’ambito della faida che la vede contrapposta a quella degli Emanuele.

REGGIO – Polizia di Stato: Arrestato un uomo per detenzione abusiva di armi

Nei giorni scorsi, gli Agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno arrestato un soggetto di 28 anni, colto nella flagranza dei reati di detenzione e porto d’armi da fuoco, clandestine e munizioni, nonché di riciclaggio e ricettazione.

Gli operatori della Volante, a seguito di una chiamata giunta al 113, hanno raggiunto uno stabile nei pressi del quartiere Sbarre di Reggio Calabria e fermato due uomini che, con fare sospetto, sostavano nei pressi del portone di un palazzo, con una busta bianca tra le mani.

Durante l’attività di controllo svolta dagli Agenti della Polizia di Stato ed estesa anche all’interno dell’immobile davanti il quale si trovavano i due soggetti, sono stati rinvenuti 3 fucili, di cui uno calibro 16 con canne modificate, 1 fucile calibro 12 risultato rubato, 1 fucile doppietta calibro 12 con matricola abrasa, nonché  146 cartucce.

Le armi e le munizioni, dopo gli accertamenti effettuati dal personale dell’UPGSP, sono risultate nella disponibilità di uno dei due uomini, il 28enne reggino, che è stato pertanto arrestato e condotto presso la locale Casa Circondariale di Arghillà, mentre il secondo uomo, un 52enne, è stato denunciato in stato di libertà per i medesimi reati.

BAGNARA (RC) – Esploso magazzino: Un morto e due feriti

Stamani, a marina di Bagnara Calabra, nei pressi della frazione Favazzina, una costruzione in legno con tetto in lamiera ha preso fuoco causando la morte di una persona e due feriti in gravi condizioni.

Secondo quanto riportato dalle squadre di soccorso di Bagnara, Palmi e Reggio Calabria, nel locale era in corso un’attività di fonderia casalinga. Per via di una fuoriuscita di gas da una bombola GPL, si è creata una sacca che, una volta causata l’esplosione, ha coinvolto i tre uomini.

I Vigili del Fuoco sono all’opera per spegnere le fiamme.

Notizie più certe verranno date in seguito.

REGGIO – Oggi pomeriggio, corteo popolare sul dissesto dei servizi cittadini

Partirà oggi pomeriggio a partire da Piazza De Nava fino a Palazzo San Giorgio, alle ore 17:00, il corteo popolare apartitico che é stato pubblicizzato in questi giorni sui social con l’hashtag #salviamoreggio.

 

L’iniziativa punta l’attenzione sullo stato fatiscente attuale della Città di Reggio Calabria: dalla carenza idrica alle strade dissestate, passando per la situazione d’emergenza rifiuti, i servizi inesistenti e le tasse alle stelle.

 

A scendere in piazza saranno tutti i cittadini che, avendo a cuore la propria Città, vogliono determinarsi per dare un segnale chiaro all’attuale Amministrazione, soprattutto nella situazione di stallo che si é creata anche a seguito del Processo Miramare.

Reggio Calabria celebra il suo 25 novembre: a piazza Italia il flash mob contro la violenza sulle donne

Presenti i rappresentanti del Comune e della Città Metropolitana. Amministratori simbolicamente uniti da un nastro rosso contro violenza e discriminazioni

Arte, letteratura, musica e danza per dire basta alla violenza di genere. In Piazza Italia molte scuole hanno risposto all’appello del Comune, in collaborazione con la Società ginnastica Gebbione, in occasione del flash mob organizzato per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, era in prima fila insieme ad assessori e dipendenti comunali con in mano un nastro rosso a voler testimoniare l’unità e la compattezza nella lotta ad un fenomeno che, purtroppo, non accenna a diminuire. In piazza, fra gli altri, erano presenti anche il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, il presidente del consiglio comunale, Enzo Marra, l’Assessora alle Politiche di Genere Angela Martino, la Presidente della Commissione Pari Opportunità Teresa Pensabene, e la Consigliera di Parità della Città Metropolitana, Paola Carbone.

Per l’assessora alle Politiche di genere, Angela Martino, «il problema è evidentemente socio educativo, considerato il rigido regime sanzionatorio in vigore nel nostro Paese». «Per questo – ha spiegato – abbiamo deciso di coinvolgere le associazioni e le scuole considerando l’importanza del ritrovarci tutti insieme in Piazza Italia, nel cuore pulsante delle istituzioni cittadine, e lanciare un messaggio forte e chiaro». «Tra l’alto – ha aggiunto la delegata di giunta – siamo a ridosso di un momento molto importante: a dicembre, infatti, il Comune consegnerà i lavori per realizzazione della “Casa delle donne”, un centro d’accoglienza, il primo rifugio pubblico, affiancato da servizi socio sanitari, che servirà ad accompagnare le donne nel percorso di emancipazione dal proprio carnefice».

Anche la presidente della Commissione Pari opportunità, Teresa Pensabene, ha sottolineato l’importanza del momento: «L’Amministrazione comunale non poteva rimanere in silenzio in una Giornata in cui tutte le istituzioni si devono stringere alle famiglie ed alle scuola per gridare forte “stop alla violenza sulle donne”».
«Il fenomeno – ha sottolineato – è in continua crescita, nonostante le norme stringenti che tutelano le donne. In questi anni, non v’è dubbio, il legislatore ha prodotto sì molto, ma la violenza non si riesce a fermare alla base. Abbiamo, dunque, voluto coinvolgere le scuole perché l’educazione è l’unica arma che abbiamo per dare vita ad una rivoluzione culturale che possa prevenire questa escalation».

«La grande partecipazione di studenti ed associazioni – ha concluso Pensabene – dimostra come la tematica sia particolarmente sentita in una società che ha un disperato bisogno di pace ed armonia. Ci auguriamo, quindi, che il numero delle vittime, arrivato soltanto quest’anno a 105, possa finalmente fermarsi. Ringraziamo le scuole che hanno partecipato e siamo felici di poterci sentire uniti alla collettività in un momento celebrativo particolare che deve servire da monito contro la violenza sulle donne».

 

Truffa nel settore dei prodotti petroliferi, 13 indagati e sequestri per circa 25 mln di euro tra Sicilia e Calabria

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania e i funzionari dell’Agenzia delle accise, delle dogane e dei monopoli della DT VII Sicilia, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura Europea di Palermo hanno dato esecuzione, nelle Province di Catania, Palermo, Enna, Catanzaro e Reggio Calabria, a un’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catania ha disposto misure cautelari reali per un valore di circa 25 milioni di euro nei confronti di 8 società, 2 ditte individuali e 13 indagati, ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa su prodotti energetici nonché di infedele dichiarazione dei redditi, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione dei redditi al fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto.

L’indagine, condotta dalle unità specializzate del Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Catania e del Gruppo Operativo Regionale Antifrode della predetta Agenzia, ha riguardato due distinti gruppi criminali che avrebbero commercializzato:

  • prodotti petroliferi illecitamente introdotti nel territorio nazionale, per la successiva rivendita a basso costo, in evasione dell’IVA e delle accise;
  • gasolio uso agricolo e miscele non autorizzate, fraudolentemente destinati all’uso autotrazione.

Le investigazioni, eseguite attraverso tecniche, di riscontro sul territorio, analisi documentali e richieste di mutua assistenza e cooperazione amministrativa, hanno consentito, nell’attuale stato del procedimento in cui non è stato ancora instaurato il contradditorio con le parti, di ricostruire i sistemi di frode che gli indagati avrebbero utilizzato.

In particolare, un primo gruppo criminale avrebbe provveduto a:

  • introdurre illecitamente nel territorio dello Stato ingenti quantitativi di prodotti energetici provenienti da Austria, Germania, Repubblica Ceca, Romania e Slovenia, formalmente indirizzati a due depositi in provincia di Verona e Catania, ma di fatto destinati ad altri siti etnei di stoccaggio gestiti dagli indagati;
  • cedere a basso costo i citati carburanti a favore di imprese di autotrasporto e distributori stradali operanti nel territorio siciliano.

La competitività dei prezzi praticati sarebbe stata assicurata grazie alla sistematica evasione delle imposte dovute sui prodotti energetici, in particolare all’IVA, ricorrendo a fatture per operazioni inesistenti e alla successiva Il secondo gruppo criminale, con base operativa in provincia di Catania, avrebbe effettuato cospicui acquisti di gasolio a uso agricolo e prodotti energetici “allungati” con oli esausti di scarsa qualità presso tre distinti depositi commerciali di Reggio Calabria, Gioia Tauro e Palermo, per poi commercializzarli nella regione sicula senza versare le relative imposte.

Le ipotesi investigative sarebbero corroborate anche dall’esecuzione di specifici incontri sulla reale movimentazione dei prodotti energetici in ambito regionale, che hanno portato al sequestro di oltre 125000 litri di carburanti di illecita provenienza, unitamente ai mezzi e alle attrezzature utilizzare per il trasporto e lo stoccaggio della merce. All’esito dell’attività svolta, è stata data esecuzione alla misura disposta dall’A.G. etnea, su proposta della Procura Europea, di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di denaro, beni e altre utilità nella disponibilità delle predette persone fisiche e giuridiche, in tutto 13 indagati e 10 soggetti economici, fino a concorrenza dell’importo di circa 25 milioni di euro, ritenuto il profitto dell’ingente evasione dell’IVA (pari a circa 16 milioni di euro), delle accise e dell’imposta di consumo.

L’attività di polizia riflette la stretta sinergia operativa tra la Procura Europea, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle accise, delle dogane e dei monopoli nella tutela degli interessi economici-finanziari dell’UE e dei bilanci nazionali nonché del corretto funzionamento degli impianti di distribuzione e della qualità dei prodotti petroliferi a garanzia dei consumatori.

REGGIO – Gangemi: “Su Castore situazione monitorata, fatture già pagate e stipendi in arrivo”

L’Assessore comunale con delega alle Società chiarisce lo stato dell’arte in merito ai pagamenti nei confronti dei lavoratori della società titolare del servizio di manutenzioni per il Comune di Reggio Calabria

“La situazione inerente il pagamento delle spettanze ai lavoratori di Castore è pienamente attenzionata. Gli uffici hanno lavorato nei giorni scorsi per il pagamento di alcune fatture maturate per servizi resi al Comune. Nelle prossime ore i pagamenti saranno visualizzati dall’azienda e saranno pagate le spettanze dovute ai dipendenti, una mensilità, maturata da circa due settimane”. Cosi in una nota l’Assessore alle Società comunali Francesco Gangemi.

“La situazione è costantemente monitorata – ha aggiunto Gangemi – già per domani era stato convocata una riunione alla presenza del Direttore Generale e di tutti i Dirigenti dell’Ente per effettuare una ricognizione di ulteriori fatture maturate che saranno erogate a stretto giro, con l’obiettivo di azzerare i crediti vantati dalla Società. Ad oggi non esistono problemi di liquidità o difficoltà economiche, ma solo passaggi burocratici che devono essere velocizzati. I lavoratori non hanno quindi nulla da temere, li aggiorniamo costantemente dello stato dell’arte della situazione e siamo consapevoli dei loro sacrifici e della loro straordinaria responsabilità. Allo stesso tempo rispediamo al mittente tutti i tentativi strumentali di coloro i quali tendono a lucrare politicamente sulle paure e sulle legittime aspettative dei lavoratori”:

“Noi continuiamo a lavorare con serietà come abbiamo sempre fatto – ha concluso Gangemi – continuando a considerare Castore come una delle figlie predilette dell’Amministrazione comunale. Altri invece tentano di buttarla in caciara aizzando le legittime preoccupazioni dei lavoratori. E’ chiaro che su episodi come questo non faremo sconti a nessuno”.

REGGIO – San Gregorio, auto in fiamme sulla SS106

Tilt sulla SS106 a causa di un mezzo in fiamme sul ponte del torrente Valanidi, poco dopo lo svincolo di San Gregorio-Valanidi.

Gli automezzi sono stati deviati all’uscita di San Gregorio.

L’intervento istantaneo delle forze dell’ordine ha permesso di gestire la situazione nel migliore dei modi, evitando ulteriori incidenti.

La vettura in fiamme è stata l’unica a rimanere coinvolta nell’incendio e nessuna persona sembra essere stata ferita.

Il traffico è completamente bloccato con conseguenze disagevoli per la circolazione della città.