REGGIO:Giornata della Memoria: venerdi a Palazzo Alvaro l’incontro “Il Giorno della Memoria. I Giorni della Storia”

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.
In piena coerenza con quanto previsto dalla legge istitutiva del Giorno della Memoria la Città Metropolitana, il Comune di Reggio Calabria e l’associazione “venticinqueaprile” organizzano per le ore 16.30 di venerdì 27 gennaio 2023 una pubblica iniziativa per far conoscere ai cittadini, ed in particolare ai giovani ed agli studenti, gli orrori della guerra e del nazifascismo.
Parteciperanno all’iniziativa, che si svolgerà dalle ore 16.30 alle ore 19.00 presso la sala “Gilda Trisolini” di Palazzo Alvaro, i Sindaci facenti funzioni Carmelo Versace e Paolo Brunetti, Sandro Vitale, Presidente di “venticinqueaprile AMPA”, Danilo Avila, Vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti, Marica Brinzi, responsabile formazione di Libera e Salvatore Marrari parente del Maresciallo Gaetano Marrari Comandante del Corpo di Pubblica Sicurezza nel Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia. Il dibattito sarà moderato da Stefano Perri, Capo Ufficio Stampa della Città Metropolitana.
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CALABRIA – ‘Ndrangheta, ‘Rinascita-Scott’: operazione Ros, 8 arresti e 3 misure interdittive

Il ROS, con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, a carico di 11 indagati1 a vario titolo per associazione di tipo mafioso (imputazione riguardante 4 soggetti), riciclaggio internazionale, trasferimento fraudolento di valori, truffa internazionale e altri reati, alcuni dei quali aggravati ex art. 416 bis 1 C.P..

L’indagine – sviluppata in un articolato contesto di cooperazione internazionale di polizia con autorità ungheresi, cipriote, francesi, danesi e britanniche con il coordinamento di Eurojust – si è avvalsa inoltre della collaborazione dell’Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia e del supporto finanziario dal progetto @ON.

L’operazione costituisce prosecuzione dell’indagine RINASCITA-SCOTT, eseguita il 19.12.2019 dal ROS che – oltre a fornire ulteriore conferma dell’unitarietà della ‘ndrangheta, al cui interno le articolazioni territoriali (locali/‘ndrine) godono di un’ampia autonomia operativa, seppur nella comunanza delle regole e nel riconoscimento dell’autorità del Crimine di Polsi (RC) – aveva consentito di ricostruire gli assetti della ‘ndrangheta presenti nel vibonese, attingendo 334 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, detenzione di armi, traffico di stupefacenti, truffe, turbativa d’asta, traffico di influenze e corruzione.

L’odierna indagine – corroborata da intercettazioni e propalazioni di diversi collaboratori di giustizia – ha documentato l’appartenenza all’articolazione territoriale di ‘ndrangheta attiva su Sant’Onofrio (VV) di quattro soggetti uno dei quali, per agevolare le attività di riciclaggio in favore della cosca, ha costituito una serie di società di diritto italiano, ungherese e cipriota, fittiziamente intestate a terzi soggetti. In tale contesto è stato colpito da Mandato d’Arresto Europeo un avvocato ungherese risultato intestatario del 50% delle quote societarie di una delle predette società.

Sono state anche ricostruire le dinamiche sottese ad una truffa, consumata nel 2017 dall’articolazione mafiosa, a danno di investitori omaniti che hanno versato la somma di 1 milione di € dietro la promessa di ottenere il 30% delle quote di una società cui era riconducibile un compendio immobiliare in Budapest.

È stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e società per un valore di circa 3 milioni di euro.

L’esecuzione del mandato d’arresto europeo è stata garantita dal supporto della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (progetto Ican), mentre il sequestro delle società e dei conti localizzati in Ungheria è coordinato da Eurojust e, nell’ambito del reciproco riconoscimento dei provvedimenti reali, si tradurrà in un congelamento di beni.

Gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile.

‘Ndrangheta, DIA e Carabinieri eseguono la confisca definitiva dei beni di una famiglia cutrese di Reggio Emilia

Questa mattina la D.I.A. e i Carabinieri hanno eseguito una confisca definitiva di beni, denaro e società, sequestrati per un valore iniziale di 13.000.000 di euro, tra Reggio Emilia, Modena, Parma, Perugia, Crotone e Cutro (KR), nonché conti bancari in Lituania e Romania, nei confronti di dieci persone, quattro delle quali si trovano tuttora ristretti in carcere perché giudicati appartenenti a una famiglia di stampo ‘ndranghetista, di origine cutrese, legati al clan di Nicolino Grande Aracri.

Il procedimento per l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale era stato avviato con la richiesta del Direttore della D.I.A. all’esito di una analisi delle infiltrazioni della criminalità organizzata di origine calabrese nei settori imprenditoriali dell’Emilia Romagna.

Nel 2014 era stato disposto un sequestro, in via di urgenza, dal Tribunale di Reggio Emilia, sempre su richiesta del Direttore della D.I.A., sottoponendo i beni alla gestione di un Amministratore Giudiziario. Il sequestro era stato richiesto dagli investigatori del Centro Operativo D.I.A. di Firenze che avevano rilevato, da parte di un familiare di uno degli “attenzionati”, tentativi di distrarre ingenti somme di denaro chiedendo la monetizzazione di titoli del valore di centinaia di migliaia di euro.

Nel 2018, le indagini condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Modena nell’ambito dell’operazione Æmilia e i successivi procedimenti collegati, avevano consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna di richiedere ed ottenere un’estensione della misura di sequestro in atto.

Nel 2020 è arrivata la confisca dei patrimoni eseguita dalla D.I.A. e dai Carabinieri, ed ora, a seguito del giudizio definitivo della Corte di Cassazione, supportato anche dagli esiti dell’operazione “Æmilia” della DDA della Procura della Repubblica di Bologna, la confisca è divenuta irrevocabile a carico degli originari destinatari.

Oggi passano all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBCS) ventitré immobili, di cui quattro a Reggio Emilia, sei a Bibbiano (RE), tre Vezzano sul Crostolo (RE), nove a Montecchio Emilia (RE) e uno a Cutro (KR), quattro terreni per un totale di quasi cinque ettari, dei quali uno a Perugia, uno a Reggio Emilia e due a Crotone, nonché tredici mezzi tra auto, scooter e autocarri.

Sono state confiscate anche otto società con sedi in Italia e all’estero, in particolare tre a Parma, una a Reggio Emilia, una a Modena e tre in Romania, operanti, a vario titolo, nel settore delle costruzioni, una ditta individuale con sede a Montecchio Emilia (RE) nonché quarantacinque rapporti finanziari intesi come conti correnti, libretti, polizze, cassette di sicurezza, carte di debito/credito tra Italia, Lituania e Romania, dei quali dieci intestati a società e trentanove conti intestati a persone fisiche facenti capo, per la maggior parte, ai dieci destinatari della misura.

Gli altri beni già sequestrati sono stati venduti ed il ricavato patrimonializzato a favore dello Stato.

REGGIO – Spaccio e porto abusivo di armi, arrestato 30enne

Nascondeva maijuana e hashish nello zainetto.

Nei giorni scorsi, a Reggio Calabria, i Carabinieri, nell’ambito di servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e repressione di reati in genere, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente e porto d’armi od oggetti atti ad offendere, un 30enne reggino, celibe, disoccupato, con precedenti di polizia.

Nello specifico, l’uomo dopo essere stato fermato, a piedi, in viale Aldo Moro e sottoposto a controllo di polizia dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Reggio Calabria, è stato sorpreso con diversa quantità di stupefacente occultati all’interno dello zainetto che portava indosso: diversi involucri di cellophane contenente più di 80 grammi di marijuana, oltre che diversi grammi di hashish, un bilancino di precisione di precisione, materiale utilizzato per il confezionamento. Trovato in possesso anche di un coltello a serramanico.

Lo stupefacente e quanto rinvenuto, sono stati sottoposti a sequestro, mentre l’arrestato al termine della formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato rimesso in libertà.

Rimane costante l’attività di controllo sul territorio dell’Arma che rappresenta la principale forma di prevenzione in grado di incidere direttamente sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini.

Trattandosi di procedimento in fase di indagini preliminari, rimangono salve le successive determinazioni in fase processuale.

 

 

 

Calcio, 21esima giornata di serie B

Il Palermo grazie al goal siglato al minuto 82, regala ai propri tifosi una vittoria importantissima che la fa uscire dalle zone basse della classifica ed a farne le spese è il Bari di Mignani, poco incisivo in fase offensiva non riesce ad agguantare il secondo posto.

Spal ed Ascoli pareggiano, mente il Modena batte il fanalino di coda ovvero il Cosenza 2 a 0.

Il Genoa riesce all’ultimo minuto di recupero a battere il Benevento, i liguri ora sono al secondo posto che equivale alla promozione diretta.

Vittoria soft per il Parma che batte il Perugia 2 a 0, mentre Como e Pisa pareggiano con un 2 a 2.

La Reggina trova una vittoria importantissima contro la ternana 2 a 1 il risultato, ora Inzaghi & co. cercheranno di non perdere punti in vista di partite che ci regaleranno tante emozioni.

Gli altri risultati Sudtirol – Venezia 1 a 0, Cittadella – Cagliari 0 a 0, Brescia – Frosinone 1 a 3.

G.S.

TAURIANOVA E CITTANOVA (RC) – Operazione New Age: arrestate nuove leve dedite allo spaccio di stupefacenti

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, a Taurianova e Cittanova, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, nell’ambito dell’operazione denominata “New Age”, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dall’ Ufficio del G.I.P. di Palmi nei confronti di 13 persone ritenute responsabili – di associazione finalizzata alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti.

L’odierna operazione, giunge ad esito di un’attenta attività investigativa condotta dai militari dell’Arma dal gennaio 2020, che ha consentito di acclarare la presenza di un articolato giro di spaccio, al centro del quale è stata riscontrata l’operatività di alcuni soggetti risultati, punto di riferimento di numerosi consumatori di sostanza stupefacente del comune di Taurianova, oltre che di alcuni comuni limitrofi.

In particolare, le attività investigative sono state avviate a seguito dell’arresto in flagranza eseguito dai Carabinieri della Stazione di Cittanova, di uno degli odierni destinatari del provvedimento, per detenzione ai fini di spaccio, poichè trovato in possesso di quasi 8.000 dosi di marijuana pronte ad essere vendute. Nella circostanza, ad esito della perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’uomo, erano state rinvenute diverse buste con le infiorescenze di marijuana, nascoste all’interno del doppiofondo ricavato in uno degli armadi della camera da letto, che se immesse sul mercato, avrebbero garantito proventi per oltre 7.000 Euro.

Fondamentale si è rilevata, a partire da questo evento, l’attività info – operativa, avviata dai militari dell’Arma che ha permesso di analizzare i profili dei contatti dell’arrestato, e di risalire alla ramificata rete di distribuzione e dei canali di approvvigionamento dello stupefacente, identificando le nuove leve dello spaccio di droga in soggetti, per la maggior parte di età non superiore ai 30 anni, resisi responsabili delle condotte illecite quali l’offerta, la cessione, il trasporto, la vendita e la coltivazione oltre che del consumo dello stupefacente.

Il controllo incrociato dei dati emersi dalle verifiche effettuate ha infine consentito di ricostruire le circostanze del fatto e le condotte criminose degli indagati in circa una cinquantina di eventi delittuosi, sia sul territorio nazionale che all’estero, sintomatiche della sussistenza di una forte rete relazionale.

In particolare, determinanti in merito alla considerazione della sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico degli arrestati, si sono rivelati i numerosi recuperi effettuati nel corso nell’intera attività investigativa, di varie sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina e marijuana.

In tale quadro, si annovera, in particolare, il rinvenimento di due piantagioni di canapa indiana, di cui una scorta nel solaio della casa di uno dei soggetti arrestati mentre l’altra all’interno di un appartamento occupato abusivamente di un palazzo sito nel centro storico di Cittanova. Nello specifico, è stato appurato come gli indagati avessero meticolosamente allestito degli impianti idroponici, completi di sistemi di riscaldamento, ventilazione e illuminazione a lampade UV, destinati alla gestione di varie colture di canapa indiana, differenziate per il potenziale tossicomanigeno. Lo stupefacente, lavorato in dosi, avrebbe permesso agli indagati di ricavare guadagni non inferiore a 50.000 Euro.

Trattandosi di provvedimento in fase di indagini preliminari, rimangono salve le successive determinazioni in fase dibattimentale.

REGGIO – Calcio, REGGINA 2 – TERNANA 1: “Orgoglio e Carattere”

Successo meritato per la Reggina di Pippo Inzaghi che s’impone con il risultato di 2 a 1 su una squadra ostica come la Ternana di Mister Andreazzoli. Ad aprire le ostilità il gol degli Umbri realizzato al 29° da Pettinari proprio in una fase di gioco in cui la Reggina impone un gran bel gioco fatto di fraseggi, scambi veloci e occasioni da gol sciupate in fase di realizzazione.

La risposta degli Amaranto al gol della Ternana, giunge al 36° ad opera di Fabbian pronto a sfruttare un assist perfetto di Gori. Annullato dopo l’ennesima e impietosa sentenza della Var il momentaneo vantaggio della Reggina, Fabbian in stato di grazia, realizza al 78° il definitivo 2 a 1 per gli Amaranto.

Dunque vittoria importantissima per la Reggina il cui valore non è rappresentato solo dal secondo posto saldamente mantenuto in classifica, ma per l’atteggiamento psicologico dimostrato oggi dalla squadra Amaranto pronta a reagire con forza e determinazione al gol inaspettatamente subìto.

Un campionato quello di serie B lungo e avvincente in cui la Reggina, con “orgoglio e carattere”, lotta partita dopo partita consapevole della presenza di squadre blasonate le cui ambizioni sono quelle di raggiungere l’obiettivo Serie A. (Vedi Frosinone, Genoa, Bari) Mister Inzaghi in sala stampa : “Dopo le critiche ingiuste rivolte ai ragazzi riguardo la sconfitta interna rimediata con la Spal , sono andato a riguardarmi la classifica pensando fossimo all’ultimo posto. Alcune volte leggo cose senza senso, sembra di essere ultimi in classifica. Dobbiamo darci una regolata e fare i complimenti a questa squadra.

Una “stoccata” da parte di Mister Inzaghi rivolta a quanti, la scorsa settimana, hanno criticato quanto di buono si è fatto in questi mesi ignari che la 2a posizione occupata in classifica, è naturalmente di tutto riguardo.

Continua Inzaghi: “La squadra ha saputo reagire al gol subìto, cosa che avrebbe affossato psicologicamente anche un toro”. Sono ragazzi fantastici, nulla da imputare ai miei giocatori !Andiamo avanti per la nostra strada, senza montarci la testa.”

Prossimo avversario :Sudtirol. Avanti tutta e ⚽Forza Reggina⚽

 

 

A. N.

REGGIO – Litiga con la moglie e le frattura lo zigomo, arrestato 59enne per maltrattamenti in famiglia  

Nei giorni scorsi, gli Agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno arrestato un cinquantanovenne responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia, commesso ai danni della moglie.

Il personale delle Volanti, dopo aver ricevuto una richiesta d’aiuto tramite linea 113, ha raggiunto tempestivamente l’abitazione della vittima che, a seguito dell’ennesima lite scaturita per futili motivi, culminata con il lancio di qualunque oggetto presente in casa da parte del marito, si era nascosta presso l’abitazione di una vicina di casa.

La donna, accompagnata successivamente presso il locale nosocomio e sottoposta a cure mediche, ha riportato una frattura all’altezza dello zigomo, con prognosi di 30 giorni, verosimilmente causata da aggressioni fisiche pregresse.

L’uomo, che in presenza degli operatori ha anche proferito sottese minacce nei confronti della donna, è stato immediatamente arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Arghillà, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

 

MESSINA – DIA: 6 arresti e sequestrate quote societarie a detenuto ergastolano

LA DIA ESEGUE 6 MISURE CAUTELARI PERSONALI E SEQUESTRA QUOTE SOCIETARIE A UN SOGGETTO ATTUALMENTE DETENUTO IN REGIME DEL 41 BIS O.P.

Dalle prime ore di oggi la Direzione Investigativa Antimafia, Articolazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, sta eseguendo nel territorio della provincia di Messina un’ordinanza di misure cautelari emessa dal GIP presso il Tribunale peloritano, su richiesta della locale Procura della Repubblica-DDA, nei confronti di 6 componenti il nucleo familiare di un esponente del clan mafioso dei “barcellonesi“, indagati del reato di intestazione fittizia aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini della DIA hanno fatto emergere come l’appartenente alla famiglia criminale, condannato all’ergastolo e detenuto in regime del 41 bis o.p., continuasse a gestire diverse realtà aziendali che erano state confiscate. Le attività investigative, anche di natura tecnica, riscontrate dall’attività di analisi della documentazione amministrativa e dei flussi finanziari delle imprese, hanno infatti disvelato come il soggetto, detenuto, intervenendo nella gestione delle aziende confiscate, dettasse puntuali indicazioni ai propri familiari in merito al personale da assumere ed ai ruoli da svolgere, all’individuazione dei fornitori, ai rapporti con la clientela ed alla cura dei locali adibiti a sala ricevimento, giungendo persino ad interloquire sui compensi dei dipendenti. Tale condotta, proseguita per diverso tempo, è infine culminata nella definizione di apposita strategia finalizzata alla locazione delle imprese in confisca ad un terzo soggetto prestanome. Questi, attraverso la costituzione ad hoc di una società ”pulita“, ha consentito ai familiari del detenuto di rientrare, per suo tramite, nel pieno possesso delle imprese.

Con il provvedimento in esecuzione oggi sono state disposte le misure della custodia cautelare in carcere per il soggetto già detenuto, degli arresti domiciliari per la moglie ed il figlio e di tre obblighi di presentazione alla P.G. per la figlia, la nuora ed il padre di quest’ultima, nonché il sequestro delle quote societarie dell’impresa appositamente costituita per l’attività di locazione delle aziende.

Il provvedimento emesso nella fase delle indagini preliminari è basato su imputazioni provvisorie che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto, pertanto, della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino alla sentenza passata in giudicato.

 

Stop concorsi a 4 anni dall’annuncio, Ripepi: “Se l’amministrazione non si incarta di nuovo, i primi assunti si vedranno non prima del 2024”

I pochissimi dubbi rimasti sono diventati certezza! Per vedere il primo vero dipendente in carne ed ossa assunto dal Comune di Reggio Calabria, quasi certamente si dovrà attendere almeno al prossimo anno.

Sempre che, l’Amministrazione più scarsa di sempre, non troverà un nuovo modo per incartarsi o incaprettarsi posticipando così, per l’ennesima volta, l’entrata dei primi dipendenti a Palazzo San Giorgio.

Diventeranno dunque ben cinque, gli anni passati dalla data dell’annuncio in pompa magna di Falcomatà, insieme ai suoi fedelissimi, fatto per illudere ancora una volta la città su un argomento così delicato e sentito dai cittadini. Ieri nella seconda seduta della Commissione Controllo e Garanzia, convocata per chiarire gli ulteriori dubbi emersi dall’ultimo stop ai Concorsi, l’Assessore Gangemi, la Dirigente Mauro e il Direttore Generale sono stati abbastanza chiari. Passeranno da tre a cinque mesi prima di vedere il primo partecipante seduto davanti alla Commissione esaminatrice. Successivamente, tra espletamento delle prove di tutti i partecipanti, valutazione finale e richiesta alla Cosfel di nuova autorizzazione, supereremo certamente l’anno in corso. Non sappiamo bene quello che potrà succedere nei prossimi mesi, siamo solo certi che qualcosa avverrà e purtroppo i nostri concittadini dovranno avere pazienza, molta pazienza e la linfa vitale che deve arrivare all’interno della disastrata amministrazione può aspettare.