Un intervento tempestivo che ancora una volta testimonia la quotidiana vicinanza dei Carabinieri alle persone, soprattutto a quelle più fragili.
È accaduto in serata a Taurianova, dove una segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112 ha consentito di prestare rapidamente soccorso a un uomo di 89 anni, rimasto solo nella propria abitazione dopo essere stato colto da un malore.
La segnalazione, relativa ad alcuni lamenti provenienti dall’interno dell’abitazione, ha immediatamente attivato l’intervento di una pattuglia della Sezione Radiomobile dei Carabinieri.
Giunti sul posto, i militari hanno cercato di entrare in contatto con l’anziano. Non ricevendo risposta e temendo per le sue condizioni, hanno forzato la porta d’ingresso, riuscendo così ad accedere all’abitazione.
All’interno hanno trovato l’89enne cosciente, ma impossibilitato ad alzarsi e a chiedere aiuto autonomamente. I Carabinieri sono rimasti al suo fianco, prestando i primi soccorsi e assicurandosi che ricevesse tempestivamente l’assistenza sanitaria.
Poco dopo è intervenuto il personale del 118, che ha preso in carico l’anziano e lo ha trasportato presso l’ospedale di Polistena, dove è stato sottoposto agli accertamenti e alle cure del caso. L’uomo non è in pericolo di vita.
Un episodio semplice, ma significativo, che racconta uno degli aspetti più concreti del quotidiano servizio dell’Arma: esserci, anche nei momenti di difficoltà, intercettare una richiesta di aiuto e trasformare una segnalazione in un intervento capace di fare la differenza.
La presenza dei Carabinieri sul territorio passa anche da questi interventi, spesso lontani dai riflettori, nei quali tempestività, attenzione e vicinanza alla comunità rappresentano parte essenziale del servizio svolto ogni giorno al fianco dei cittadini.
Una conferenza dedicata al futuro del porto di Reggio Calabria e dell’Area integrata dello Stretto, valutando le prospettive di sviluppo che possono derivare da un investimento complessivo di 100 milioni di euro. È di questo che si tratterà nel corso dell’incontro di lunedì 5 ottobre, alle ore 16:30, presso il Salone Monsignor Ferro di Palazzo Alvaro.
Un momento di confronto che metterà al centro il porto reggino, quello della dirimpettaia Messina, le nuove potenzialità e il percorso di valorizzazione proprio all’interno di una più ampia visione di sviluppo del sistema portuale dello Stretto, con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo e proiettarlo verso una nuova dimensione internazionale.
All’incontro interverranno Francesco Cannizzaro, Sindaco di Reggio Calabria; Francesco Rizzo, Presidente dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto; e Federico Basile, Sindaco di Messina.
La presenza dei rappresentanti istituzionali di entrambe le sponde dello Stretto sottolinea la dimensione strategica e sinergica di un progetto molto ambizioso.
Un giovanissimo accerchiato e colpito dal branco sul corso principale della città. Dopo la diffusione dei filmati shock in rete, arriva la ferma condanna di Mariateresa Fragomeni: «Serve un’azione sinergica contro queste derive».
SIDERNO (RC) – Un brutto episodio di bullismo ai danni di un quattordicenne di origini indiane ha scosso la comunità della Locride, nella città metropolitana di Reggio Calabria. Il pestaggio, avvenuto lungo la via principale del comune, è stato registrato dagli smartphone di alcuni presenti e diffuso in rete, sollevando un’ondata di sdegno generale.
La dinamica e la gogna web
Il fatto ricalca la preoccupante deriva delle scorribande perpetrate dai branchi di adolescenti. La vittima è stata accerchiata e colpita ripetutamente con calci e pugni da un gruppo di coetanei, di età compresa tra i 12 e i 17 anni. A rendere ancora più inquietante la vicenda è stata la successiva spettacolarizzazione digitale del gesto: i filmati girati durante l’azione sono rimbalzati sulle chat di messaggistica nel giro di pochissime ore, trasformando il reato in un contenuto virale.
L’identificazione dei responsabili
I Carabinieri della Compagnia locale, grazie all’analisi approfondita dei file finiti online e alle testimonianze raccolte sul posto, si sono attivati tempestivamente individuando i presunti autori. La posizione dei minori coinvolti è adesso al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale competente di Reggio Calabria per accertare le singole responsabilità penali.
La dura reazione delle istituzioni
Il sindaco, Mariateresa Fragomeni, è intervenuta duramente sul caso per esprimere il totale dissenso da parte dell’amministrazione comunale. La prima cittadina ha rilasciato parole perentorie in merito all’accaduto:
«Siamo di fronte a immagini terrificanti. Siderno è una realtà solidale e accogliente, che rifiuta fermamente ogni forma di brutalità».
Oltre alla condanna del raid, la guida del municipio ha voluto porre l’accento sulla necessità di un intervento strutturale che intercetti il disagio giovanile prima che sfoci in simili condotte: «Questo drammatico scenario impone una profonda riflessione collettiva. Non basta solo l’indispensabile lavoro degli inquirenti e della magistratura, che ringrazio per la celerità. Serve un’azione sinergica e un patto sociale forte che veda in prima linea i nuclei familiari, le scuole e tutte le agenzie educative del territorio, per trasmettere alle nuove generazioni i valori del rispetto e della convivenza civile».
Pochi minuti fa, un incidente si è verificato lungo la carreggiata in direzione nord-sud, precisamente nelle vicinanze di una stazione di servizio. Le prime notizie indicano che sono rimaste coinvolte una motocicletta e un’auto.
Numerosi automobilisti e passanti si sono prontamente fermati per assistere il giovane motociclista, che si trovava a terra, in attesa dell’arrivo del 118.
Le forze dell’ordine e i mezzi di soccorso sono stati avvisati dell’incidente poco dopo che si è verificato.
La circolazione lungo le bretelle ha subito notevoli rallentamenti.
Dalla Statale 106 alla Salerno-Reggio Calabria cresce la protesta di agricoltori, allevatori, autotrasportatori e cittadini contro il caro carburanti e l’aumento del costo della vita. «Così lo Stato ci porta al fallimento», denunciano i manifestanti.
La protesta degli agricoltori contro il caro carburanti si allarga in Calabria. Negli ultimi giorni trattori, mezzi agricoli e manifestanti hanno occupato o presidiato diversi punti della viabilità regionale, con rallentamenti e blocchi a singhiozzo lungo alcune delle principali arterie.
Da Crotone a Vibo Valentia, passando per le province di Catanzaro e Cosenza, la mobilitazione coinvolge agricoltori e allevatori, ma anche autotrasportatori e cittadini che denunciano l’aumento dei costi di carburante, trasporti e beni di prima necessità.
Tra i punti interessati dalla protesta c’è la Statale 106, nella zona di Davoli Marina, mentre nel Crotonese sono stati organizzati presidi in località Passovecchio e in altri punti della viabilità provinciale. La mobilitazione ha interessato anche il Vibonese, dove a Pizzo si sono registrati momenti di particolare tensione nei pressi dello svincolo della A2 Salerno-Reggio Calabria.
Qui le forze dell’ordine hanno predisposto un dispositivo di sicurezza per impedire ai manifestanti di accedere all’autostrada. La tensione è salita quando alcuni partecipanti hanno cercato di avvicinarsi allo svincolo, ma il blocco dell’autostrada è stato impedito dalle forze dell’ordine.
Al centro della protesta ci sono soprattutto i costi di produzione. Gli agricoltori denunciano una situazione che, a loro giudizio, rende sempre più difficile affrontare le campagne agricole senza andare incontro a perdite.
«Far partire una campagna agraria in queste condizioni è impossibile», raccontano alcuni produttori durante i presidi. «Seminare i cereali è diventato un lusso».
Tra le testimonianze raccolte durante la mobilitazione c’è anche quella relativa ai consumi di gasolio. Alcuni operatori agricoli hanno riferito di arrivare a utilizzare fino a 1.400 litri di carburante in una giornata di lavoro. Un dato riferito a specifiche attività aziendali e che viene utilizzato dai manifestanti per descrivere il peso del caro carburante sui costi di produzione.
A questo si aggiungono, secondo gli agricoltori, gli aumenti delle sementi, dei concimi e degli altri fattori produttivi. «Con questi costi non sappiamo più come andare avanti», è una delle denunce ricorrenti nei presidi.
La protesta non si limita alle questioni strettamente agricole. A Cosenza la mobilitazione ha coinvolto oltre cento manifestanti, che hanno attraversato corso Mazzini dirigendosi verso la Prefettura. Davanti all’edificio è stato scaricato un cumulo di letame, gesto simbolico con cui i manifestanti hanno voluto esprimere la propria rabbia nei confronti delle istituzioni.
Nel corso della protesta sono emerse anche testimonianze particolarmente drammatiche. A Pizzo un agricoltore, durante le fasi di maggiore tensione, si è lasciato andare alla disperazione fino a sdraiarsi sull’asfalto in lacrime. Un’immagine che ha attirato l’attenzione e che è diventata uno dei simboli della protesta.
«Non riusciamo più a vivere del nostro lavoro», hanno denunciato alcuni manifestanti, chiedendo interventi immediati sul costo del carburante e sulle condizioni economiche delle imprese.
La mobilitazione, secondo gli organizzatori, non riguarda più soltanto una categoria. Agricoltori, allevatori, autotrasportatori e cittadini chiedono interventi sul costo dei carburanti e denunciano le conseguenze degli aumenti sui prezzi dei prodotti e sui trasporti.
«La politica ci sta portando al fallimento collettivo», è una delle accuse pronunciate durante i presidi. Un’affermazione che sintetizza il sentimento espresso da una parte dei manifestanti, che chiedono alle istituzioni risposte immediate.
Sul fronte istituzionale è intervenuto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha espresso solidarietà agli agricoltori e riconosciuto la gravità delle difficoltà denunciate dal comparto, assicurando l’impegno della Regione per affrontare le criticità.
Gli organizzatori, tuttavia, chiedono interventi concreti e immediati e hanno annunciato la prosecuzione della mobilitazione nei prossimi giorni.
L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere alta la pressione sulle istituzioni e portare la protesta anche sul piano nazionale. Per il 10 ottobre è stata infatti annunciata a Cosenza una manifestazione nazionale alla quale gli organizzatori intendono far partecipare il maggior numero possibile di lavoratori e cittadini.
La Calabria si prepara dunque a nuovi giorni di mobilitazione. La protesta nata dal mondo agricolo sta cercando di allargarsi ad altre categorie, mentre nelle piazze e lungo le strade continua a risuonare una richiesta: intervenire sul costo del carburante e sui costi di produzione prima che, secondo i manifestanti, sempre più aziende siano costrette a fermarsi.
La partita ora si sposta dalle strade ai tavoli istituzionali. Ma nei presidi calabresi la richiesta è già chiara: servono risposte concrete e servono subito.
Reggio Calabria volta pagina. Dopo anni di stop, ritardi cronici ed errori ingegneristici che hanno segnato negativamente la precedente gestione Falcomatà, il cantiere del Ponte sul Calopinace si avvia al traguardo.
L’annuncio ufficiale arriva direttamente dal sindaco Francesco Cannizzaro, che ha fissato la data e l’orario per l’apertura della struttura. Un’opera strategica fondamentale per ricucire il tessuto urbano, collegando il Lungomare cittadino al Parco Lineare Sud, rimasta a lungo ostaggio di errori tecnici.
Il momento clou è fissato per venerdì 9 ottobre alle sei del mattino, proprio alle prime luci dell’alba: un orario simbolico scelto non a caso per battezzare “l’alba di una nuova era”, fatta di programmazione, efficienza e opere che finalmente iniziano e si concludono nei tempi stabiliti. Una festa aperta alla cittadinanza per riconsegnare a Reggio Calabria un’infrastruttura moderna e metterci definitivamente alle spalle anni di immobilismo e inettitudine.
Il crollo della trasmissione simbolica ha spalancato un vuoto strutturale che la sociologia rimuove sistematicamente. Quando i luoghi deputati ad accogliere e orientare l’esistenza — mirabilmente allegorizzati nel tritacarne seriale e spersonalizzante di The Wall— dismettono il loro ruolo di sbarramento e conflitto per ridursi a pure interfacce di gestione burocratica, generano inevitabilmente orfani di auctoritas.
Fraintendere questo collasso interpretandolo alla stregua di un banale rigurgito di devianza urbana significa mancare la vera posta in gioco. La traiettoria che salda i seminterrati corporatici di Fight Club alle coreografie di massa di Storm — il manifesto visivo firmato da Romain Gavras con la musica di Yung Lean e il movimento di Damien Jalet — delinea una mutazione antropologica radicale: l’invenzione di una sintassi corporea e provocatoria radicata nella completa desertificazione sociale e istituzionale.
Considerare l’autorità tradizionale esclusivamente come un apparato di repressione da abbattere costituisce un errore prospettico fondamentale. Nelle aule scolastiche descritte da Roger Waters e Alan Parker, il maestro incarna sì una violenza disciplinare mortifera, ma definisce contestualmente un asse cartesiano, un confine e un terreno d’attrito dove sussistono una legge e una trasgressione. La modernità tardocapitalista ha operato un salto d’orizzonte differente, neutralizzando il conflitto tramite la flessibilità, l’inclusione algoritmica e la mercificazione totale del desiderio, inducendo le istituzioni ad assecondare, anziché incanalare e amministrare, privando così le nuove generazioni del loro interlocutore primario.
Quando il muro crolla per dissoluzione dei suoi confini concettuali, i giovani precipitano in un vuoto ontologico. Sprovvisti di una risposta autorevole, di una grammatica ideologica o di un’alternativa sistemica in cui riversare il proprio antagonismo, i soggetti smarriscono la direzione dell’urto e smettono di riconoscere l’avversario; ed è esattamente in questa cornice che il corpo riprende brutalmente la parola.
Nel 1999, David Fincher e Chuck Palahniuk intercettarono questo smarrimento con una lucidità chirurgica, ritraendo i protagonisti di Fight Club non come criminali ideologici, bensì come colletti bianchi lobotomizzati dal benessere materiale, prigionieri di un’esistenza derealizzata in cui il comfort coincide con l’anestesia spirituale. Il club clandestino sorge per ripristinare la soglia della frizione materiale, affidando alla carne tumefatta, ai denti spezzati e al sangue colato sui pavimenti di cemento il ruolo di protesi d’emergenza. L’individuo postmoderno, ridotto a consumatore seriale di identità intercambiabili, necessita della distruzione del proprio volto per ricordarsi di possedere una consistenza molecolare, trasformando la violenza in un defibrillatore applicato d’urgenza su un corpo sociale clinicamente morto, un atto autoinflitto finalizzato a riconquistare la consapevolezza di esistere.
Se l’universo di Tyler Durden manteneva i caratteri di una congiura privata e claustrofobica, la contemporaneità mediatica ha impresso una vertiginosa accelerazione di scala, concretizzata nel cortometraggio Storm di Romain Gavras attraverso la spettacolarizzazione del caos. Gli studenti in uniforme che popolano il video, eredi diretti e sradicati dei bambini del 1979, irrompono nello spazio pubblico per inscenare una rivolta dove, sotto la guida di Damien Jalet, la violenza si spoglia di ogni residuo di naturalezza per farsi partitura cinetica e delirio. L’uniforme scolastica sopravvive come divisa di un’insurrezione estetica sganciata da ogni ideologia, ridotta all’esplosione formale di un’energia accumulata in cui l’iperviolenza assurge a medium espressivo per eccellenza, progettato per lo schermo dello smartphone.
L’iperviolenza giovanile contemporanea si configura così come la valvola di sfogo più spettacolare messa a disposizione dal sistema stesso. Quando un’intera civiltà si rivela incapace di formulare una promessa di futuro credibile, confinando il domani in un orizzonte di guerra, precarizzazione radicale e inerzia sistemica, l’energia psichica dei giovani implode inevitabilmente in forme di disperazione puramente espressiva. I ragazzi usciti dal muro esprimono il proprio disorientamento di fronte a un mondo adulto che ha abdicato alla costruzione di senso, lasciandoli in balia di un rumore di fondo assordante in cui l’unica sponda praticabile, in assenza di un castello politico da edificare, consiste nella simulazione della tempesta, ovvero nel bruciare il presente attraverso un’aggressività così stilizzata da farsi costruzione formale, con l’unico obiettivo di costringere il display del mondo — almeno per un fotogramma — a prestare fede alla loro identità.
REGGIO CALABRIA – La Pallacanestro Viola si presenta ufficialmente alla città e lo fa nel cuore istituzionale di Reggio Calabria. Questo pomeriggio, nella Sala Perri di Palazzo Alvaro, giocatori, staff tecnico, dirigenza, istituzioni e tifosi hanno dato il via simbolico alla nuova stagione neroarancio, quella del ritorno in Serie B Nazionale. Un nuovo capitolo che arriva dopo il successo esterno all’esordio contro Treviglio e alla vigilia della prima gara casalinga, in programma domenica 4 ottobre alle 18 al PalaCalafiore contro Fiorenzuola.
Alla presentazione ha preso parte anche il sindaco Francesco Cannizzaro, che ha ribadito la vicinanza dell’amministrazione alla Viola e, più in generale, alle realtà sportive cittadine, annunciando una particolare attenzione per il PalaCalafiore e per il recupero dell’impiantistica sportiva.
La nuova Viola: dieci uomini per affrontare la Serie B Nazionale
Profondamente rinnovata rispetto alla scorsa stagione, la Viola ha affidato la panchina a Michele Carrea, tecnico chiamato a guidare il nuovo progetto in Serie B Nazionale. Il gruppo ha già fornito una prima risposta positiva sul parquet con la vittoria nella trasferta di Treviglio. Carrea, a margine della presentazione, ha sottolineato la compattezza mostrata dalla squadra e il percorso di crescita ancora da compiere.
Il roster attuale è composto da Gabriele Romeo, nuovo capitano, Leonardo Clark, Matteo Calvellini, Daniel Love, Alessio Donadoni, Celis Taflaj, Nikola Markovic, Soma Abati Touré, Leonardo Marini e Modou Baye Diouf. Rispetto alla rosa inizialmente costruita in estate, hanno lasciato il gruppo Edoardo Maresca e Simone Fiusco, mentre l’ultimo innesto è stato Soma Abati Touré.
Una squadra costruita per affrontare il salto di categoria con rotazioni profonde e che domenica potrà finalmente ritrovare il pubblico reggino al PalaCalafiore. La società ha impostato l’intera campagna stagionale sul concetto “To Be One – Essere Uno”, chiamando la città a stringersi attorno ai colori neroarancio nel ritorno sul palcoscenico nazionale.
Cannizzaro: «L’amministrazione deve stare accanto a tutte le realtà sportive»
Proprio il rapporto tra sport e città è stato al centro dell’intervento di Francesco Cannizzaro.
«Sono molto contento di partecipare a questa presentazione, che si sposa ed è assolutamente in linea con quella che è la visione della nostra città», ha dichiarato il sindaco.
Cannizzaro ha quindi chiarito quale dovrà essere, secondo la sua amministrazione, il rapporto tra Palazzo San Giorgio e il mondo sportivo:
«Ho sempre sostenuto che l’amministrazione comunale deve stare accanto a tutte le realtà sportive, dalle piccole alle grandi, quelle della massima serie e quelle che rappresentano sotto il profilo sportivo Reggio anche fuori dai confini regionali e, perché no, nazionali».
Per il sindaco, il ritorno della Viola in una categoria nazionale può diventare anche un’occasione per riavvicinare il pubblico al basket:
«Sono molto contento che la struttura della Pallacanestro Viola oggi si consolidi sempre di più e si proietti al futuro. La promozione in Serie B credo sia stata un grande stimolo anche per i cittadini a ritornare al PalaCalafiore, a tifare la nostra squadra neroarancio, che chiaramente ci dovrà regalare delle soddisfazioni».
La Viola è stata ammessa in estate alla Serie B Nazionale, tornando così nella terza serie del basket italiano.
Non solo Viola: «Domotek, Reggio Bic e tutte le realtà sportive saranno supportate»
Cannizzaro allarga quindi il discorso oltre la pallacanestro.
«Penso alla Domotek, penso alla Reggio Bic in carrozzina: realtà che l’amministrazione comunale e il sindaco intendono assolutamente supportare, ma non con le parole e con le chiacchiere, bensì con i fatti».
Un concetto che il sindaco ribadisce più avanti nell’intervista:
«Assolutamente sì, dalle piccole alle grandi realtà sportive. Io credo che il motore di questa città sia soprattutto il tessuto sociale sportivo».
Per Cannizzaro le associazioni rappresentano infatti uno strumento fondamentale per permettere a bambini e ragazzi di coltivare passioni e talenti nel basket, nel calcio, nella pallavolo, nell’atletica, nella danza e nelle altre discipline.
Il PalaCalafiore al centro: «Lo renderemo più funzionale e attrattivo»
Uno dei passaggi più significativi riguarda il PalaCalafiore, casa della Viola e struttura sulla quale l’amministrazione intende concentrare investimenti e grandi eventi.
«Sono molto contento di ribadire quanta attenzione stiamo riservando al PalaCalafiore, che è un po’ il fulcro sportivo dove concentreremo le attenzioni anche per richiamare eventi internazionali», ha spiegato Cannizzaro.
Il sindaco ha richiamato in particolare l’appuntamento internazionale di tennis previsto a dicembre, sostenendo che gli investimenti sull’impianto produrranno benefici permanenti anche per le società che lo utilizzano:
«Abbiamo la possibilità di investire risorse di cui poi beneficeranno anche le realtà sportive come la Pallacanestro Viola, perché renderemo più fruibili, più funzionali e più attrattive le strutture».
Da qui l’impegno nei confronti dei neroarancio:
«Siamo qui per manifestare il supporto, l’aiuto e l’assistenza in questo campionato, che speriamo possa vederci vincitori e non vinti. Noi ci saremo, come siamo stati vicini in queste settimane e in questi mesi, e continueremo a farlo».
Basket, tennis, concerti: un piano per evitare sovrapposizioni
Proprio l’intensificazione degli appuntamenti al PalaCalafiore pone il problema della convivenza tra partite della Viola, manifestazioni sportive, concerti ed eventi culturali.
Interpellato sulla programmazione, Cannizzaro assicura che l’amministrazione sta lavorando in questa direzione:
«È chiaro, soprattutto nel momento in cui abbiamo inteso candidare il PalaCalafiore ad essere una meta non solo per gli eventi sportivi ma anche culturali e musicali. L’amministrazione comunale sarà molto vigile, attraverso un’iniziativa organizzativa con tutte le realtà che dovranno usufruire del PalaCalafiore, affinché gli eventi non possano accavallarsi».
E nei casi in cui la contemporaneità dovesse comunque verificarsi, aggiunge, «si trovano le alternative».
Il sindaco ricorda di essersi trovato davanti a un problema simile già nelle primissime ore del suo mandato: «In un paio d’ore abbiamo risolto il problema. Figuriamoci se non lo facciamo adesso che siamo leggermente più organizzati».
Cannizzaro torna sull’evento del Granillo: «Oltre 5mila ragazzi, iniziativa spettacolare»
Il ragionamento sullo sport porta Cannizzaro anche a richiamare la grande manifestazione dedicata alle scuole andata in scena ieri al Granillo, alla quale hanno partecipato oltre cinquemila studenti provenienti dal territorio metropolitano.
«Ieri al Granillo abbiamo fatto questa iniziativa spettacolare, a mio avviso unica in Italia, che ha aggregato oltre 5mila persone», ha affermato.
Proprio quella giornata, secondo il sindaco, avrebbe mostrato concretamente il ruolo delle associazioni sportive nella crescita dei più giovani:
«Grazie alle associazioni sportive di appartenenza hanno la possibilità di esercitare il proprio talento e la propria passione, che sia il basket, il calcio, la pallavolo, l’atletica o la danza. Tutte queste discipline dobbiamo avere la responsabilità di supportarle e veicolarle».
Impianti sportivi, Cannizzaro: «Ho già fatto una mappatura»
Ma sostenere lo sport, per Cannizzaro, significa soprattutto intervenire sulle strutture.
Il sindaco annuncia di aver già effettuato una mappatura dell’impiantistica sportiva cittadina, parlando di strutture abbandonate e altre mai completate.
«Inizieremo da quelle più importanti», assicura.
E torna quindi sul Campo Coni, già finito nei giorni scorsi al centro del dibattito politico cittadino.
«Il Coni è quello più emblematico. Sapete bene che il finanziamento si è perso, lo do anche come notizia: è quasi ufficiale», afferma Cannizzaro.
La perdita del precedente finanziamento è una dichiarazione del sindaco; sul punto Cannizzaro assume quindi un impegno politico preciso:
«Sarà responsabilità dell’amministrazione comunale e del sindaco reperire altre risorse affinché il Coni, che è una delle strutture sportive più attrattive e interessanti della città, possa essere subito funzionale e utilizzabile per i nostri sportivi e per la collettività tutta».
Domenica il ritorno della Viola al PalaCalafiore
Archiviata la presentazione di Palazzo Alvaro, adesso la parola passa nuovamente al parquet. La Viola arriva al debutto casalingo dopo aver iniziato il campionato con una vittoria esterna e coach Carrea ha parlato di una squadra che sta procedendo nella direzione giusta, pur con ampi margini di crescita.
Domenica 4 ottobre alle 18 il PalaCalafiore riaprirà le porte alla Serie B Nazionale per Viola-Fiorenzuola.
Per i neroarancio sarà il primo vero abbraccio con Reggio nella nuova categoria. E dalla presentazione di Palazzo Alvaro arriva anche il messaggio dell’amministrazione Cannizzaro: la Viola torna sul palcoscenico nazionale e il PalaCalafiore dovrà tornare ad essere una delle case dello sport reggino.
Il futuro del centro sportivo Sant’Agata e la situazione amministrativa legata alla Reggina sono stati al centro dell’intervento del sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, nel corso della trasmissione “Realpolitik” . Durante l’intervista, il primo cittadino ha affrontato le polemiche sollevate in merito alla partecipazione di Claudio Lotito ai festeggiamenti per la vittoria di Roscioli, respingendo le critiche e spiegando la presenza del dirigente in qualità di parlamentare e conoscente, oltre a menzionare i rapporti intrattenuti dalla precedente amministrazione con i vertici calcistici dell’epoca.
Cannizzaro ha inoltre precisato la propria posizione in merito ai rapporti con il club, evidenziando di essersi astenuto dalle attività societarie dopo la conferenza di presentazione della nuova squadra, pur continuando a seguire le partite dagli spalti insieme alla giunta in veste di tifoso.
Sul piano amministrativo, l’attenzione si è spostata sull’iter per l’assegnazione del centro sportivo Sant’Agata. Il sindaco ha confermato che gli uffici competenti della Città Metropolitana stanno accelerando le procedure tecniche su sua indicazione, prospettando la pubblicazione imminente del bando.
La Salerno-Reggio Calabria ferma a causa dei blocchi stradali evidenzia una crisi economica profonda originata dal collasso dei margini di guadagno per la produzione agricola e dall’aumento insostenibile dei costi energetici, a partire dal gasolio. La protesta di agricoltori e autotrasportatori nasce dal divario drammatico tra i costi di produzione e i prezzi di vendita, come dimostrano i compensi per l’olio e le derrate agricole crollati vertiginosamente rispetto agli anni precedenti, mentre le spese per concimi, confezionamento, distribuzione e carburante continuano a crescere. La concorrenza estera non regolamentata e l’assenza di tutele strutturali da parte delle istituzioni strangolano le aziende locali, costringendo gli imprenditori a lavorare in perdita pur di non abbandonare i terreni. Le conseguenze di questa paralisi colpiscono l’intera collettività perché il collasso della filiera agroalimentare e della logistica si traduce in un impoverimento generale del tessuto economico, rendendo indispensabili interventi normativi e politici concreti sui prezzi energetici e sulla protezione del reddito agricolo insieme a misure strutturali a lungo termine.
La temporanea interruzione della circolazione intende proprio sensibilizzare e svegliare il tessuto sociale da una situazione che pare estranea e addirittura lesiva per le intrusioni nel microcosmo del proprio orticello. Tuttavia il logoramento economico causato dal dissanguamento accennato dapprima, ci fa regredire a condizioni di sottosviluppo. È una situazione che richiede tutta la forza e la partecipazione civica cui siamo capaci.