Dopo l’esodo biblico di questi giorni, ovvero la traversata di oltre 50.000 disperati i quali hanno affrontato a nuoto le 12 miglia nautiche (14 km) che separano Ceuta dalle coste spagnole, il Marocco ha sommessamente rivendicato, tramite tenui voci mediatiche nazionali la sovranità di Rabat su Ceuta e Melilla. Mentre è sempre recente un altro epocale avvenimento verificatosi in un territorio oggetto di disputa con Londra, Gibilterra, che ha aperto i confini transitabili dal confine con Madrid.
Oltre a rappresentare l’ultima postilla del lungo capitolo storico riguardante le secolari
contese fra i due imperi che hanno disseminato di oro le rotte dei galeoni spagnoli
regolarmente inseguiti dalle ciurme della stirpe di Drake, Ceuta, Melilla, e Gibilterra sono anche l’estensione di queste antiche rivalità che, specie nel caso di Gibilterra, mostrano, ad un arguto esame dei precedenti descritti sopra, quasi la puntigliosa volontà di Londra e Madrid di “controllare” lo stretto di Gibilterra; l’una, quasi a sigillare l’ultima vittoria nel Mediterraneo nella seconda Guerra Mondiale, l’altra, sia per la pertinenza della Costa di Cadice, sia per mantenere la posizione strategica delle due enclavi.
La notizia dell’apertura della frontiera di Gibilterra che, nel recente passato, ha causato
imbarazzanti querelle diplomatiche tra Londra e Madrid, giunte fino al divieto da parte spagnola del transito via terra, ha risollevato le mai sopite ambizioni di Rabat sulle due città spagnole; e non è escluso che se i migranti sono stati quasi interamente rimpatriati
dalla Spagna – dopo il forzamento delle recinzioni e dei posti di controllo di Ceuta – oltre l’invio da parte di Madrid di unità militari, le due enclavi, per tacito assenso di Madrid, a scanso di ulteriori peggioramenti della crisi, divengano poco più di un’estensione fisica della sovranità
della Corona, con un aumento della presenza araba e, in più, con provocazioni niente affatto improbabili che, in caso di pesanti reazioni militari, rischiano di innescare un altro pericoloso focolaio di crisi.
Siglazero

