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Ceuta, o della guerra ibrida

Articolo di D.C.

La boutade di Ilaria Salis sull’esclusione di Ceuta dall’Europa rispolvera una retorica anti-colonialista stantia e fuori tempo massimo, riducendosi a una provocazione puramente anacronistica. Sfruttare categorie ideologiche novecentesche per leggere le dinamiche territoriali odierne ignora la complessità degli statuti autonomistici contemporanei, piegando il passato – ignorandone una parte legata addirittura al mito – a uso e consumo di una visibilità mediatica superficiale. Questo repertorio polemico si rivela inadeguato di fronte alle reali sfide geopolitiche del continente, riducendo la geografia istituzionale a mero pretesto retorico.

Sotto la superficie di questo teatrino si muove tuttavia una partita ben più pesante, legata a doppio filo agli scacchieri mediorientali. La linea diplomatica adottata da Madrid su quei tavoli ha evidentemente irritato attori regionali pronti a utilizzare i flussi di disperati come ariete geopolitico. Le ondate migratorie gestite a tavolino dai paesi terzi configurano una strategia ostile, volta a punire le scelte di politica estera dei singoli governi membri attraverso la pressione sistematica dei confini meridionali.

Il vero fallimento strutturale risiede nel paradigma comunitario della libera circolazione. In teoria il trattato di Schengen esige perimetri esterni blindati e condivisi, ma la realtà quotidiana restituisce un mosaico frammentato in cui ogni capitale legifera in regime di emergenza permanente. Sospensioni temporanee, controlli unilaterali e barriere interne demoliscono l’idea di uno spazio comune privo di ostacoli.

Quando la politica estera interferisce con la gestione dei flussi e le istituzioni oscillano tra slogan da prima pagina e inerzia burocratica, il diritto comunitario perde ogni punto di riferimento normativo. L’Europa dimostra così di possedere mercati unici e monete condivise, ma smarrisce tragicamente il concetto stesso di confine, riducendolo a un limite negoziabile a seconda della convenienza del momento.

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