Tensione altissima a Cittanova, dove il coordinatore cittadino di Alternativa Popolare, Nino Cento, è stato vittima di un gesto violento da parte del Sindaco Domenico Antico. L’episodio è avvenuto nelle scorse ore nei pressi dell’abitazione del primo cittadino, durante un sopralluogo effettuato da Cento per documentare una presunta occupazione abusiva di suolo pubblico da parte del Sindaco stesso.
Secondo quanto riferito da testimoni e dallo stesso Cento, Antico avrebbe reagito con un’aggressione fisica, sferrando calci al coordinatore di AP e cercando di strappargli il telefono con cui stava registrando l’accaduto. Il tutto sarebbe stato ripreso da una telecamera, elemento che potrebbe costituire una prova fondamentale per le eventuali indagini delle autorità competenti.
Le accuse al Sindaco: il caso dell’abuso di suolo pubblico
L’aggressione si inserisce in un contesto già molto teso: da settimane, infatti, si discute sulla presunta occupazione abusiva di circa 5,66 metri quadrati di suolo pubblico da parte del Sindaco Antico, nei pressi della sua abitazione. Una vicenda che ha fatto molto discutere l’opinione pubblica e che ha avuto anche un impatto istituzionale: a seguito della denuncia pubblica di Nino Cento, il Prefetto è intervenuto direttamente, disponendo una modifica all’ordine del giorno dello scorso Consiglio Comunale per inserire la discussione sull’incompatibilità del Sindaco, proprio in relazione a questo presunto abuso.
Il caso era già stato sollevato in un precedente Consiglio, poi rinviato per l’acquisizione di una perizia tecnica. Ma le tensioni non si sono mai placate, anzi, si sono acuite con l’emergere di nuove presunte irregolarità e contrasti politici anche all’interno della maggioranza.
Libertà di opposizione e democrazia in pericolo
Se confermato, l’episodio rappresenterebbe un gravissimo precedente per il clima democratico della cittadina.
Intanto, da Alternativa Popolare pare sia partita la richiesta formale di dimissioni del Sindaco Domenico Antico, il cui comportamento viene definito “incompatibile con il ruolo istituzionale che ricopre”.

