Il mondo del calcio e della politica cittadina si intrecciano in un racconto fatto di retroscena curiosi, battute al vetriolo e dichiarazioni che lasciano il segno.
Al centro della scena vi è Claudio, protagonista di un incontro e di una conferenza stampa che ha lasciato il segno, svelando i dettagli più veraci dell’evento.
L’incontro si apre con l’intervento del sindaco, che accoglie il dirigente con un caloroso: “Claudio, questa è Reggio Calabria”. Subito dopo, il racconto svela l’esordio con un dettaglio conviviale e spensierato: un invito a cena.
Viene tracciata una similitudine con il “bollettino rosso amaranto”, definendo lo stadio come un luogo che ha regalato più emozioni – spesso tristi che felici negli ultimi tempi – ricordando che la Reggina è stata un punto di riferimento fondamentale per il calcio del Sud.
Il tono si fa più serio quando si affronta il futuro della squadra e della città. Il neo Sindaco sottolinea come non si potesse rimanere a guardare la Reggina soffrire, ribadendo la volontà di intervenire attraverso l’esercizio delle proprie funzioni perché “Reggio Calabria non può rimanere fuori dal calcio italiano”.
La replica del patron non si fa attendere e arriva tagliente e diretta: “Ma tu sei fottuto di testa!”.
“Qualora diventassi sindaco, userei tutte le mie funzioni per sollevare questa città”.
Emerge inoltre un botta e risposta ancora più serrato, dove si mantiene il tenore passionale: “Ventiquattro ore dopo essere diventato sindaco, dovrei muovere Lotito, parlare due ore nell’ufficio”, con la risposta del dirigente che rintuzza: “Ma quanto sei diventato pazzo di Reggio?”, e la risposta secca sul punto di abbandonare la carica parlamentare: “Sarò al fianco della nostra Reggio Calabria”.
La situazione si sposta poi sul piano istituzionale e mediatico, passando alla fase in cui — come annotato nei dettagli del momento — parla la Commissione.
Entra così in scena il punto di vista del presidente laziale, il quale esordisce affermando: “Cannizzaro mi ha stalkerizzato. Noi due siamo due uomini del fare. [Io oggi sto qui per fare i folli]”. Sottolineando l’orgoglio dell’appartenenza, egli aggiunge: “Che ci sia onestà e cooperazione tra di noi (società-tifosi ndr)”.
Nel delineare i programmi immediati, viene sottolineato come siano stati scelti l’allenatore e i giocatori, con l’obiettivo dichiarato di riportare la Reggina dove le compete: “Vogliamo portare la Reggina nel calcio che conta” , “Combatteremo affinché la Reggina abbia un percorso sportivo che riscontri l’orgoglio di ognuno di voi”.
Infine, Lotito si rivolge direttamente alla piazza con un appello alla responsabilità e alla compattezza: “Io non mi esimerò dallo sforzo per rendere competitiva la Reggina, ma voi (tifosi) dovete aiutarmi a renderla competitiva”, richiamando apertamente il fattore del tredicesimo uomo in campo.
La conferenza sfocia poi nel vivo con la sessione delle domande, aperta intorno al ventinovesimo minuto. Tra le prime questioni poste spicca l’interrogativo sul cosa abbia convinto a dire di sì alla Reggina, con riferimenti alla gestione di Sant’Agata e del Granillo. Il patron lancia una riflessione alla platea: “Secondo lei una società con questi tifosi merita una società di… o una società di leader?”, ribadendo che si sta investendo in termini di risorse, conoscenze e competenze, lavorando per un centro sportivo e uno stadio all’avanguardia.
Sul tema dell’impianto sportivo interviene anche Cannizzaro, specificando che l’amministrazione è pronta e prontissima per la gestione dello stadio, sempre seguendo il bando, mentre l’amministrazione provinciale ha già iniziato a lavorare per rendere più consono l’ambiente. Dal pubblico si alza un’altra richiesta accorata: a Reggio e alla Reggina serve rispetto, chiedendo di difendere la squadra con tutti i mezzi perché non merita la Serie C.
“Reggio Calabria vuole vincere”.
Il numero uno biancoceleste con fermezza: “Il Piave mormorò: ‘Non passa lo straniero’. Farò del mio meglio per rendere questa squadra il più competitiva possibile per questa categoria”. Il patron aggiunge che bisogna investire nel sistema perché molti club stanno scomparendo per la mancanza di investitori, trovando l’accordo di Cannizzaro sul fatto che le cose si costruiscono insieme e che c’è la volontà dell’amministrazione di avviare un progetto a lungo termine basato su fondamenta solide. Viene persino toccato un tema suggestivo sul futuro: nel caso in cui la Reggina approdasse nel professionismo, cosa farà della squadra, cederà la Lazio? Una prospettiva rimandata a un orizzonte di undici mesi.
Il dirigente rincara la dose sul piano motivazionale: “A me piacciono le sfide, specie se alimentate da elementi emotivi. Io devo solo tradurre le vostre aspirazioni in fatti concreti. Se ci riusciamo sarete contenti” e ribadisce che bisogna superare insieme gli ostacoli: “Sta a noi rendere la squadra competitiva. Sta a voi e al vostro supporto la squadra” e “Se noi siamo uniti e forti nessuno può sopraggiungerci”. Intervistato sulla possibilità di creare un club di maggior portata, risponde con un laconico “Speriamo di esserci il prima possibile”, mentre Cannizzaro invita a procedere passo dopo passo, dichiarando: “Pensiamo ad oggi. Io credo che insieme possiamo raggiungere grandi risultati”.
Durante l’incontro con i giornalisti, lo stesso imprenditore ha chiarito la sua posizione con una battuta netta: “Questa è la prima e ultima conferenza stampa”.
Dopodiché egli ha aggiunto: “Com’è giusto che sia, abbandonerò la scena…”.
Il sipario si chiude con lo spirito di un messaggio chiaro: “Noi siamo qui per creare una squadra, vogliamo sicurezza. Perciò vi raccomando, sempre tutti insieme, riporteremo in alto la Reggina, forza!”. Un epilogo che fotografa perfettamente il clima di intensità viscerale attorno ai colori amaranto.


