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Consulta: le vittime possono richiedere la ricusazione del giudice

Con la sentenza numero 132, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegalità dell’articolo 37 del codice di procedura penale, in particolare nella parte che esclude la persona offesa dall’opportunità di ricusare il giudice durante l’udienza, nonostante abbia presentato opposizione alla richiesta di archiviazione.

Tale pronuncia scaturisce da un caso occorso a Crotone, dove gli avvocati Tiziano Saporito e Andrea Filici hanno depositato un ricorso legato all’omicidio di Francesco Chimirri, il pizzaiolo assassinato il 7 ottobre 2024 nel quartiere Lampanaro da un proiettile sparato dal poliziotto Giuseppe Sortino. La Procura aveva proposto l’archiviazione del caso, qualificando l’azione dell’agente come legittima difesa, un passaggio che ha suscitato una forte opposizione da parte dei familiari della vittima.

Centrale nel dibattito giuridico era la questione della ricusazione del giudice per le indagini preliminari. Gli avvocati hanno sollevato dubbi sul fatto che il magistrato avesse già espresso un parere in una precedente ordinanza a carico dei familiari di Chimirri, definendo l’accaduto come autodifesa, il che, secondo la difesa, suggerirebbe un pregiudizio. La Corte d’appello di Catanzaro ha inizialmente respinto la richiesta degli avvocati, argomentando che la persona offesa non fosse considerata parte del processo secondo la normativa vigente. La questione è quindi giunta alla Cassazione, che ha inviato gli atti alla Consulta.

La recente pronuncia della Corte Costituzionale afferma l’importanza dell’applicazione rigorosa dell’articolo 111 della Costituzione in ogni fase del processo. I giudici hanno evidenziato come negare al soggetto offeso non solo il diritto di opporsi all’archiviazione, ma anche gli strumenti necessari per valutare l’imparzialità del magistrato, comprometterebbe il diritto stesso di difesa.

Con questa decisione di portata universale, è stata dichiarata incostituzionale la mancata inclusione della persona offesa tra coloro che possono legittimamente esercitare tali diritti.

FONTE: ANSA

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