In un inquietante tableau, diciotto corpi, uomini e donne, giacciono ammassati sul terreno, avvolti in pelli di pecora. L’individualità è scomparsa, trasformandosi in un collettivo indistinguibile, una massa biologica esposta all’arbitrio altrui. Questa è la cornice della nuova performance “Epidemia de su profittu” di Nicola Mette, un artista sardo noto per le sue audaci e provocatorie manifestazioni, che si terrà il 2 luglio a Ottana.
Tradizione e attualità
Mette spiega che le pelli evocano la tradizione dei Boes e Merdules, ma ogni aspetto rituale viene sospeso. Quella che si presenta non è una semplice rappresentazione folklorica, ma un’immagine potente di una comunità in disfacimento, una vita ridotta a elemento da gestire, controllare e, infine, sradicare. La performance trae origine da una riflessione sulle epidemie animali moderne, come la lingua blu e la dermatite nodulare bovina.
Quest’ultima, emersa per la prima volta in Africa nel 1929 e successivamente espansa in molte parti del mondo, inclusa l’Europa, diventa così il simbolo di una vulnerabilità globale: i virus non conoscono confini e mettono in discussione il legame fra essere umano, animale e ambiente.
La scelta di Ottana come sede non è stata fatta a caso. “Questo territorio – sottolinea Mette – porta con sé le vestigia di una lunga storia industriale. È un’area segnata dalla presenza del polo chimico e dal modello produttivo che ha profondamente alterato il paesaggio e la comunità. Oggi, lo stesso territorio è soggetto a nuove trasformazioni e a infrastrutture energetiche emergenti. Le forme cambiano, ma resta una domanda fondamentale: quale tipo di relazione vogliamo instaurare tra sviluppo, territorio e vita? I corpi rappresentati – chiarisce il performer – non sono solo animali abbattuti, ma riflettono comunità vulnerabili, territori feriti e memorie a rischio di essere dimenticate.”
Ma il messaggio di Mette si espande oltre la Sardegna. Il 19 agosto, in Calabria, saranno esposte dieci fotografie e il video di “Bentu Estu” durante il Cleto Festival, nella provincia di Cosenza. Il 23 agosto, nei Calanchi del Marchesato, nel Crotonese, Mette riproporrà la performance “Bentu Estu”, rinominandola “Vientu e Maistrali”, per denunciare la speculazione legata alle energie rinnovabili. L’artista guarda già al 2027, con una nuova tappa prevista in Sicilia.

