Clima sempre più teso all’interno della casa circondariale di Paola, dove il personale di Polizia penitenziaria ha dato vita a una forte protesta legata all’astensione dalla mensa di servizio.
A renderlo noto è la Fns Cisl, coordinamento territoriale di Paola, attraverso i coordinatori Andrea Lombardo e Nilo Antonio Russo, che parlano di una mobilitazione senza precedenti per denunciare le pesanti criticità organizzative e gestionali che gravano sull’istituto.
Secondo quanto riferito dal sindacato, l’iniziativa ha registrato un’adesione vicina al 90% del personale di Polizia penitenziaria, con una partecipazione definita “plebiscitaria”, alla quale si sarebbe aggiunta anche la quasi totale solidarietà del personale civile, in un clima di compattezza e rispetto istituzionale.
Al centro della protesta ci sono carenze ormai considerate non più sostenibili e ritenute non adeguate alle reali esigenze della struttura penitenziaria paolana.
La Fns Cisl, insieme al Sappe, ha confermato il mantenimento dello stato di agitazione permanente, avvertendo che, in assenza di risposte concrete e soluzioni ritenute adeguate, la protesta andrà avanti e potrebbe estendersi con forme di dissenso ancora più incisive, coinvolgendo anche altre sedi istituzionali.
Un segnale forte che fotografa il malessere crescente all’interno del carcere di Paola e rilancia il tema delle condizioni operative del personale penitenziario.

