Operazione Welcome: Rete di false dichiarazioni smascherata
L’operazione condotta dalla Polizia di Crotone, denominata “Welcome”, si è concentrata sull’importanza di garantire un’accoglienza regolamentata per gli stranieri. Il questore Renato Panvino ha chiarito che l’iniziativa ha portato alla scoperta di un’importante rete dedita alla distribuzione di false dichiarazioni di ospitalità necessarie per il rilascio di permessi di soggiorno. Questa mattina, 93 avvisi di conclusione indagini sono stati notificati, mentre 26 individui, di cui 24 italiani e 2 stranieri, sono accusati di favorire la permanenza illegale nel Paese e di false attestazioni tese a ingannare i pubblici ufficiali.
L’operazione, frutto della collaborazione tra la Squadra mobile e l’Ufficio immigrazione, ha rivelato che le persone coinvolte firmavano documenti in cui si dichiaravano ospiti di cittadini extracomunitari, pur non accogliendoli davvero. Le abitazioni, principalmente situate tra Crotone e Isola di Capo Rizzuto, risultavano spesso abbandonate. Dalle indagini è emerso un vero e proprio tariffario: gli stranieri pagavano somme variabili tra i 150 e i 1.000 euro, per lo più tramite intermediari. I controlli hanno rivelato che molti immobili erano in condizioni fatiscenti e del tutto inabitabili.
L’obiettivo principale di questa rete era quello di permettere a stranieri, molti dei quali residenti in altre regioni o addirittura all’estero, di avanzare le loro istanze alla Questura di Crotone, approfittando della sua nota rapidità nel trattare le pratiche per il rinnovo dei permessi di soggiorno, che si aggira intorno alle 6.000 all’anno.
In aggiunta, il questore ha emesso 16 avvisi orali e ha già eseguito l’espulsione di 24 stranieri ritenuti a rischio per la sicurezza sociale. Gli investigatori hanno escluso qualsiasi connessione con la criminalità organizzata.
Panvino ha commentato che l’indagine ha tratto origine dai controlli sul territorio e si è sviluppata in modo discreto, non avendo l’intento di schedare i cittadini stranieri, ma piuttosto di analizzare le problematiche legate al sistema di accoglienza. L’approccio mira a garantire il rispetto delle norme, evitando che la situazione di vulnerabilità venga sfruttata per trarne profitto. La svolta dell’indagine è stata proprio la verifica sui beni immobili coinvolti, un aspetto a cui non si era prestata particolarmente attenzione in passato. L’indagine ha dunque avuto un impatto significativo nel smantellare un sistema di sfruttamento.
FONTE: ANSA

