Nuovo duro colpo al fronte della criminalità organizzata nella Piana di Gioia Tauro. La Guardia di Finanza ha eseguito tre arresti nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria su un presunto traffico di armi da guerra, armi comuni e armi clandestine.
L’operazione è scattata a Gioia Tauro, dove il gip Andrea Iacovelli, su richiesta della Dda reggina, ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone. Tra gli indagati figura anche un soggetto ritenuto contiguo alla cosca Molé, storico clan egemone sul territorio.
L’indagine punta a far luce su un sistema di detenzione e possibile commercializzazione di armi di elevata pericolosità, un filone investigativo che torna ad accendere i riflettori sulla disponibilità di arsenali da parte delle organizzazioni mafiose del territorio.
I particolari dell’operazione saranno illustrati nel corso della mattinata dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, durante una conferenza stampa convocata al Comando provinciale della Guardia di Finanza.
Un nuovo tassello investigativo che conferma come il tema delle armi resti centrale nelle dinamiche operative delle cosche della Piana.

