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Il New York Times accende i riflettori sulla Calabria, ma la reporter resta a piedi: quattro treni cancellati in sei giorni

Articolo di L.M.

Dietro la cartolina delle bellezze naturali emergono i disservizi della rete locale. Il reportage apre il caso trasporti e riaccende lo scontro tra il governatore Occhiuto e il governo per i fondi dell’Alta Velocità.

Un ampio resoconto del New York Times dedicato alle meraviglie calabresi ha riacceso i riflettori internazionali sulla regione. Questo servizio ha innescato un immediato scontro politico. Dal contesto istituzionale regionale è subito arrivato il commento entusiastico: “Il mondo ha capito cosa si stava perdendo“. L’Osservatorio per il Socialismo Riformista “Anna Kulischioff” invita però alla cautela. L’organismo spinge a leggere l’articolo originale fino in fondo. Solo così si può comprendere la reale portata del racconto americano.

L’autrice del pezzo è Laura Rysman, giornalista statunitense che vive da anni in Italia. La reporter si occupa professionalmente di viaggi, cultura e gastronomia. Ha svolto il viaggio insieme al marito, il fotografo Pontus Berghe. Rysman ha spiegato nel suo scritto di conoscere ancora poco questa regione, nonostante risieda da tempo nel nostro Paese. Ciò che scopre le piace. L’approfondimento esalta il mare, i borghi, la storia, il cibo e le tradizioni locali rimaste autentiche. Si tratta di una bellissima pubblicità d’oltreoceano. Tuttavia, la nota dell’Osservatorio Kulischioff precisa un dettaglio. Questo patrimonio «ce lo hanno consegnato madre natura e secoli di storia, non l’azione della politica regionale».

I nodi vengono al pettine quando il quotidiano documenta l’esperienza diretta sul campo. Il testo evidenzia il netto contrasto tra l’espansione dei collegamenti aerei e i problemi delle linee su rotaia. Nel reportage viene denunciato il pesante disagio di ben quattro treni cancellati in appena sei giorni. Questo disservizio sistematico ha persino impedito alla reporter di visitare la città di Vibo Valentia, lasciandola bloccata. A dare voce al malcontento interno è Vittoria Artesi, una fresca imprenditrice calabrese intervistata per l’occasione. La sua testimonianza fotografa la parabola dei ragazzi che vorrebbero provare a rientrare dal Nord per creare nuove attività. Questi giovani si scontrano con la carenza di tutele essenziali: “La Calabria investe nel turismo ma non in sanità, scuola e trasporti”.

Al di là della dura istantanea scattata dal New York Times, la realtà delle infrastrutture calabresi vive una complessa fase di transizione e confronto istituzionale. Il territorio si trova in una condizione di cantiere aperto. Questa situazione vede impegnato il presidente della Giunta, Roberto Occhiuto, in una serrata interlocuzione con il governo centrale. Il governatore ha infatti evidenziato le criticità legate ai piani originari del PNRR, che non estendono l’Alta Velocità ferroviaria fino alla Calabria. Per colmare la mancanza di una progettazione definitiva e reperire il miliardo di euro necessario a raggiungere Praia a Mare, Occhiuto ha proposto una soluzione innovativa. A margine di un evento a Scilla, ha prospettato l’opportunità di attingere alle risorse europee del “Dual Use”. Ha accompagnato la strategia con la dichiarazione d’intenti “comprando qualche arma in meno e facendo qualche infrastruttura in più”. L’obiettivo dichiarato, al centro delle scorse settimane di un fitto dialogo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è superare i vecchi ritardi e spezzare l’atavico isolamento locale.

L’Osservatorio conclude ricordando che il compito della politica dovrebbe essere proprio quello di sbloccare questi cantieri cruciali. Le istituzioni devono far funzionare le prestazioni pubbliche e i collegamenti. Allo stesso modo, occorre garantire l’istruzione e la tutela della salute. Solo così lo straordinario patrimonio della regione potrà trasformarsi in vero sviluppo e occupazione. Il monito finale alla governance è perentorio: «Leggere solo la parte bella di un articolo non rende più bella la realtà!»

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