Articolo di L.M.
Il Nord Europa applica il regolamento “Chi lo trova se lo tiene” e rispedisce a Roma chiunque abbia osato ordinare un cappuccino oltre il Brennero.
Se pensavate che le politiche di reso di Amazon fossero imbattibili, non avete ancora visto all’opera il Nuovo Patto UE sulla migrazione e l’asilo. Gli eurocrati della Commissione hanno finalmente partorito il capolavoro logistico del secolo: un sistema di e-commerce geopolitico dove l’Italia funge contemporaneamente da magazzino di spedizione, centro logistico e cassonetto della raccolta differenziata dei sogni infranti. Il meccanismo è di una linearità burocratica disarmante. Un richiedente asilo sbarca a Lampedusa, supera lo shock, impara tre parole di italiano, capisce la situazione economica del Paese e decide giustamente di fuggire verso il Nord Europa. Arrivato in Germania o in Svezia, commette però il tragico errore di ordinare un caffè. Lì, un algoritmo tedesco di ultima generazione rileva la sua impronta digitale, scopre che ha toccato il suolo italico e attiva la procedura “Dublinante Express”.
La carica dei ventiquattromila (con biglietto di ritorno)
Il fronte del Nord ha risposto compatto all’appello della fermezza. Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Finlandia e, per non farsi mancare nulla, anche l’Olanda, hanno preso in mano il timbro dei respingimenti. Secondo i dati del Viminale, sono già 24.000 le persone pronte a essere rispedite al mittente. Fonti non ufficiali di Bruxelles suggeriscono che l’UE stia pensando di convertire i fondi del PNRR per dotare ogni migrante di un chip GPS integrato con la funzione “Riporta a Roma”, simile a quella dei droni domestici quando esauriscono la batteria. Al Viminale, nel frattempo, si festeggia il miracolo diplomatico. Il Ministro dell’Interno ha espresso profonda commozione per la solidarietà di Francia e Spagna, che hanno deciso di non unirsi al festival del rimpatrio, elevando Madrid al rango di “nazione sorella”. Gli psicologi di coppia, tuttavia, invitano alla cautela: nelle famiglie latine, l’amore fraterno dura esattamente fino al momento di decidere chi deve pagare la bolletta della luce o, in questo caso, chi deve finanziare le motovedette nel Mediterraneo.
Il Boomerang che non torna, ma atterra fermo
Dal canto suo, Palazzo Chigi difende l’accordo a spada tratta. “Il Patto UE non è un boomerang”, ha assicurato il Presidente del Consiglio, spiegando che l’Italia ha finalmente costretto l’Europa a prendere coscienza del problema dei confini esterni. Ed è vero: l’Europa ha preso talmente tanta coscienza del problema che ha deciso di appaltarlo interamente sulle nostre spalle. Il piano strategico sembra chiaro: se trasformiamo l’intera penisola in un gigantesco hotspot a cielo aperto, i migranti smetteranno di venire in Europa semplicemente perché non ci sarà più spazio fisico per scendere dal gommone. Le opposizioni, ovviamente, gridano al disastro logistico, paventando il rischio che l’Italia diventi l’unico “centro di raccolta” del continente. Ma è una visione pessimistica. Le agenzie di viaggio stanno già rimodulando l’offerta turistica per il prossimo anno: “Venite in Italia: ammirate il Colosseo, godetevi il sole e restateci per sempre, perché tanto il resto d’Europa vi rimanderà indietro”. Resta solo un dubbio burocratico da sciogliere: per i 24.000 in arrivo dal Nord, il rimborso delle spese di viaggio avverrà sul conto corrente originale o tramite un buono sconto da spendere nei negozi del centro di Roma? A Bruxelles ci stanno ancora lavorando.

