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La Reggina volta pagina: oggi il closing tra Ballarino e Lotito. Cifre e retroscena del passaggio di proprietà

L’attesa è finalmente finita per i tifosi amaranto. Nel pomeriggio di oggi, a Roma, si consumerà l’atto ufficiale che segnerà l’inizio di una nuova era. La firma davanti al notaio sancirà infatti il definitivo passaggio della Reggina dalle mani di Nino Ballarino a quelle di Claudio Lotito. Un’operazione che il Corriere dello Sport descrive come la fusione di due mondi opposti, capace di scontentare i contestatori laziali e, al contempo, di regalare una speranza a una piazza, quella di Reggio Calabria, reduce da due fallimenti, tre cambi societari e quattro anni complessivi di Serie D dal 2015 a oggi. Ballarino lascia la società in mani sicure, chiudendo la sua esperienza tra le contestazioni ma con la certezza di aver traghettato il club verso un futuro solido.

​I dettagli economici dell’affare delineano un piano di rilancio immediato e ambizioso. Per acquisire il club, Lotito ha messo sul piatto un milione e mezzo di euro, una cifra leggermente inferiore rispetto ai presunti due milioni che erano stati ipotizzati dall’offerta di Matt Rizzetta, ma comunque sufficiente a garantire un buon ritorno economico alla vecchia proprietà. Oltre al costo del cartellino, il patron della Lazio ha già pronto un budget di due milioni e mezzo di euro da investire fin da subito sul mercato estivo, con l’obiettivo dichiarato di allestire una vera e propria corazzata capace di conquistare la promozione immediata in Serie C.

​Per quanto riguarda il nuovo assetto societario, i dettagli formali verranno svelati subito dopo le firme, probabilmente a Borsa chiusa, ma emergono già le prime indiscrezioni sulla struttura del club. Lotito dovrebbe acquisire la Reggina tramite una società direttamente a lui riconducibile e non attraverso il figlio Enrico, segnando una netta differenza rispetto al passato modello gestionale visto ai tempi della Salernitana. Di conseguenza, Claudio Lotito non ricoprirà in prima persona la carica di presidente. Resta da capire se deciderà di nominarne uno, ruolo per cui Enrico Lotito rimane comunque una candidatura forte, o se preferirà la strada dell’amministratore unico, proprio come fece a Salerno. Se si scegliesse questa seconda via, la Reggina non avrà un Direttore Generale ma si affiderà esclusivamente a un Direttore Sportivo. Per questa poltrona il nome più caldo è quello di Carlo Susini, già collaboratore di Lotito a Salerno tra il 2012 e il 2014, anche se la nuova proprietà sta valutando attentamente altri profili.

​La nuova dirigenza dovrà affrontare sin da subito una rivoluzione totale sul piano sportivo, partendo dalla panchina e arrivando alla rosa. L’attuale allenatore Alfio Torrisi è di fatto giunto al capolinea, poiché il suo rinnovo fino al 2027 era legato a una scrittura privata con la vecchia gestione e non è mai stato formalizzato in un contratto federale. Sul fronte dei calciatori, il gruppo va interamente rifondato. Al momento la Reggina conta solo dieci giocatori sotto contratto, mentre ben venti elementi, inclusi i senatori Ragusa e Barillà e due prestiti, vedranno scadere il proprio accordo il prossimo 30 giugno. A confermare l’aria di totale smobilitazione c’è stato anche l’addio dell’ormai ex direttore generale amaranto Giuseppe Praticò, che ha salutato Reggio per trasferirsi al Campobasso di Rizzetta. Da oggi per la Reggina si scrive un futuro completamente nuovo, con il solo imperativo di abbandonare i dilettanti il prima possibile.

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