Il 19-05, l’associazione di volontariato “Yael”, fondata su valori cristiani, è stata audita alla riunione nata in seno alle Commissione Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria, finalizzata al dialogo sul Ddl Zan.
In primis, è stato trattato il controverso articolo 6, giudicato discordante dalla presidente, laddove l’odio fondato su sesso, orientamento sessuale e identità di genere, sottoposto giuridicamente a criterio di vulnerabilità, viene posto in maggior luce rispetto ad altri fenomeni di discriminazione.
Esempio lampante è la persecuzione dei cristiani, quale problema di dimensione mondiale. Un cristiano su otto, infatti, subisce atti discriminatori per la propria identità. Tuttavia, nessuna proposta vi è stata avanzata per la sensibilizzazione e la memoria.
L’articolo successivo, che istituisce la giornata sull’omofobia, presenta un’altra fallacia incongruente con il sistema democratico, poiché si scontra con la basilare facoltà di scelta e, quindi, con l’autodeterminazione dell’individuo, dal momento in cui un ragazzo liceale, ad esempio, può determinare la possibilità di frequentare o meno l’ora d’insegnamento della religione, ma deve “subire” la suddetta giornata. La questione è stata sollevata pure dalla filosofa femminista Marina Terragni.
Il Comune di Reggio Calabria, peraltro, non ha mai concretizzato una mozione, presentata qualche anno fa dal Consigliere di minoranza Massimo Ripepi, comprendente l’identificazione di una giornata per la famiglia naturale, venendo meno ai propri doveri nei confronti della cittadinanza.
Associazione di Volontariato “Yael”

