Una domenica sera che doveva scivolare via tra i colori del tramonto e la musica dell’aperitivo si è trasformata in pochi minuti in un incubo di fuoco e fumo. Il Sunset Beach Club, storico cuore pulsante della movida di Palmi, non esiste più, divorato da un incendio che ha ridotto in cenere undici anni di sogni e sacrifici. Erano circa le otto di sera quando il fumo ha iniziato a filtrare da una stanza accanto agli uffici, proprio mentre nel locale si trovavano tra le settanta e le ottanta persone.
«Stavamo lavorando quando abbiamo visto quel fumo uscire da una porta», racconta con lo sguardo rivolto a ciò che resta della struttura Domenico Lamanna, uno dei titolari. La reazione del personale è stata immediata, quasi istintiva. Mentre alcuni dipendenti afferravano gli estintori in un disperato tentativo di arginare le prime fiamme, altri si lanciavano nel controllo delle sale per far evacuare i clienti. «Abbiamo aperto tutte le porte e fatto uscire subito tutti, controllando stanza per stanza per verificare che non fosse rimasto nessuno», prosegue Lamanna, sottolineando come la priorità assoluta sia stata la sicurezza degli ospiti.
Tra i testimoni di quegli istanti concitati c’è Alessandro, uno dei cuochi del locale, che descrive la rapidità devastante del rogo: «Abbiamo preso gli estintori, ma quando abbiamo capito che era impossibile domare le fiamme abbiamo chiamato i vigili del fuoco». In cucina, insieme a lui, c’era anche la sua compagna Paola, al nono mese di gravidanza. «Siamo usciti subito e ho avvisato i colleghi. Ormai c’era poco da fare. Poteva andare peggio», confessa la donna con gli occhi lucidi, consapevole che, nonostante il disastro economico, il bilancio umano è rimasto miracolosamente vuoto.
I Vigili del Fuoco hanno lottato contro il fuoco per tutta la notte, riuscendo a estrarre una dozzina di bombole di gas che avrebbero potuto trasformare l’incendio in una tragedia ben più grave. Attualmente l’area è sotto sequestro e i Carabinieri sono al lavoro per accertare se la scintilla iniziale sia stata causata da un guasto accidentale o da una mano dolosa. Nel frattempo, un silenzio irreale avvolge lo scheletro annerito dello stabilimento, interrotto solo dal via vai di amici e cittadini giunti per portare conforto ai soci e ai cinquanta dipendenti che, in alta stagione, trovavano qui il proprio sostentamento.
Nonostante l’amarezza profonda, la volontà di non darla vinta al destino sembra prevalere tra le macerie. Francesco Cardone, presidente del Consiglio comunale di Palmi, ha voluto ribadire che la comunità non volterà le spalle a questi giovani imprenditori: «La solidarietà è totale e molti cittadini si sono già detti disponibili a dare una mano anche dal punto di vista economico». Una vicinanza che Domenico Lamanna accoglie con determinazione, lanciando un messaggio di speranza che sa di sfida: «Proviamo amarezza e delusione, undici anni di lavoro sono in cenere, ma dobbiamo andare avanti. Ripartiremo in qualche modo, perché arrendersi non è un’opzione».

