L’Amministratore Delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha fatto il punto sul piano economico-finanziario del Ponte e sulle prime opere che partiranno entro la fine del 2025. Ma a sorpresa — spiega — il Comune di Reggio Calabria non avrebbe ancora fatto alcuna richiesta formale per ottenere opere compensative.
Durante un incontro con la stampa tenutosi a Messina, l’AD della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha fornito importanti chiarimenti su tariffe, opere accessorie e tempi del progetto per il Ponte sullo Stretto. A partire da una delle domande più discusse dell’ultimo periodo: “Quanto costerà attraversarlo?”
Tariffa a 7 euro per le auto, “ma non è un prezzo politico”
“La tariffa di attraversamento per le autovetture è stata fissata in 7 euro,” ha spiegato Ciucci, “ma non si tratta di un prezzo politico. Il valore è il risultato di un piano economico-finanziario dettagliato, previsto dalla legge e approvato due volte: prima dal CIPES e poi dal Ministero dell’Economia e delle Infrastrutture. Nessun’altra concessione autostradale è sottoposta a una doppia approvazione”.
Il manager ha precisato che i 13,5 miliardi di euro per la realizzazione del ponte sono coperti interamente da fondi pubblici, quindi la tariffa serve solo a coprire i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria della parte stradale. Il settore ferroviario, invece, è di competenza RFI, e anche in quel caso eventuali ricavi in eccesso saranno trasferiti alla società concessionaria per legge.
“L’analisi dei costi e benefici — ha aggiunto — ci restituisce un valore positivo di 4 miliardi. Anche altre valutazioni indipendenti hanno confermato il saldo attivo. Non c’è alcuna forzatura: i dati sono prudenziali, sia sul traffico stimato che sui ricavi”.
Tariffe più alte per camion e mezzi pesanti
Le tariffe per i camion saranno naturalmente più elevate, “arriveranno a qualche decina di euro, ma sempre in linea con i costi da coprire”, ha chiarito Ciucci. Per le auto, invece, sono previste possibili riduzioni in determinate condizioni o per determinate categorie.
Reggio Calabria esclusa: “Nessuna richiesta per opere compensative”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Ciucci riguarda le opere compensative e connesse alla realizzazione del ponte.
“Le opere compensative già programmate riguardano i comuni direttamente coinvolti, cioè Villa San Giovanni e Campo Calabro. Per Reggio Calabria, nessuna richiesta è pervenuta. E quindi, al momento, non è prevista alcuna opera per la città”, ha dichiarato Ciucci.
Un’assenza che pesa, soprattutto se confrontata con l’atteggiamento molto più concreto e collaborativo del Comune di Villa San Giovanni, guidato dal sindaco Giovanni Caminiti. Pur non essendo un sostenitore del progetto, Caminiti ha comunque avviato un confronto istituzionale serio per definire priorità e interventi compensativi per il suo territorio.
“Con il sindaco Caminiti c’è stato un incontro molto collaborativo – ha raccontato Ciucci – abbiamo parlato della tempistica, degli espropri, della gradualità dei lavori e delle prime opere da concordare con l’amministrazione comunale. Domani andremo insieme a verificare il lungomare per i primi interventi. Non è un premio, ma un accompagnamento dovuto, un gesto di rispetto per una città che dovrà fare sacrifici”.
Il divario di approccio è evidente: mentre Villa San Giovanni chiede e ottiene, Reggio Calabria resta a guardare, rischiando di perdere una storica occasione di infrastrutturazione del territorio. Eppure, proprio il capoluogo – potenzialmente uno dei principali beneficiari del collegamento stabile con la Sicilia – non ha ancora avanzato una proposta formale per entrare nel piano degli investimenti accessori.
L’avvio dei lavori: tra ottobre e novembre le prime attività
Per quanto riguarda i tempi di avvio dei lavori, Ciucci ha confermato:
“Se la registrazione della delibera CIPES arriverà entro ottobre, i primi cantieri partiranno entro novembre 2025, a cominciare da interventi su viabilità e infrastrutture idriche”.
La realizzazione del ponte sarà articolata in tre fasi:
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Fase 1: progettazione e lavori a basso impatto – entro primavera 2026.
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Fase 2: lavori infrastrutturali secondari.
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Fase 3: cantieri delle torri e del blocco di ancoraggio, in partenza non prima della fine del 2026 / inizio 2027.
La progettazione a fasi permetterà di gestire in modo più ordinato e umano anche i processi di esproprio, che coinvolgeranno anche abitazioni private. “È un sacrificio necessario, ma cercheremo di gestirlo nel modo più rispettoso possibile”, ha concluso Ciucci.

