MESSINA – Una manifestazione definita “storica” e un messaggio politico chiaro: il Ponte sullo Stretto viene indicato come la grande occasione di rilancio per il Sud e per l’intero Paese. A margine dell’evento pro Ponte svoltosi oggi a Messina, Massimo Ripepi, presidente dell’associazione “Sì Ponte sullo Stretto – Sì allo sviluppo” e segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria, ha rilanciato con forza la necessità di accelerare sulla realizzazione dell’opera.
“Siamo qui per sostenere il Ponte sullo Stretto, un’opera fondamentale non soltanto per Reggio Calabria e Messina, per la Calabria e la Sicilia, ma per l’intera Italia”, ha dichiarato Ripepi al termine della manifestazione, sottolineando come il collegamento stabile tra le due sponde rappresenti una svolta strategica per il sistema infrastrutturale nazionale.
Secondo il leader di Alternativa Popolare Calabria, la mobilitazione di oggi segna “un punto importantissimo nella battaglia per la realizzazione di questo meraviglioso ponte”, anche per le ricadute economiche e occupazionali che l’opera potrà garantire. Ripepi ha richiamato infatti il tema delle migliaia di posti di lavoro attesi tra cantieri, indotto e filiera, ribadendo come il Ponte possa diventare anche un simbolo identitario del Paese: “Sarà lo skyline d’Italia, il punto di riferimento visivo e rappresentativo dell’intera nazione”.
Nel suo intervento, Ripepi ha poi ribadito la necessità che il progetto proceda di pari passo con il potenziamento delle infrastrutture connesse. “Le opere primarie devono essere fatte: strade, autostrade e ferrovie. Lo abbiamo sempre detto, anche a chi è contrario al Ponte. Ma la verità è che per decenni nessuno ha pensato davvero alla nostra terra”, ha affermato.
Da qui la convinzione che proprio la grande opera stia già producendo effetti concreti sugli investimenti pubblici. “La storia dell’economia insegna che ovunque nel mondo, quando nasce una grande infrastruttura, vengono realizzate in modo indotto tutte le opere primarie e secondarie. Oggi il maggiore investimento mai visto in Italia su strade, autostrade e ferrovie arriva proprio perché c’è in previsione il Ponte”, ha spiegato.
Ripepi ha quindi rivolto un appello al territorio e alle istituzioni affinché non si perda quella che definisce un’occasione irripetibile: “Se non facciamo ora questa grande opera, credo che non si farà mai più. Dobbiamo resistere e fare quadrato tutti insieme”.
Infine, il presidente dell’associazione ha richiamato anche gli ultimi passaggi amministrativi e giudiziari che hanno riguardato il progetto, sottolineando come la manifestazione di oggi rappresenti anche una risposta politica e civica ai tentativi di rallentamento dell’iter. “Questa mobilitazione è fondamentale per sostenere una grande opera che, dopo momenti di blocco, oggi vede nuovi segnali di sblocco anche sul piano amministrativo”, ha concluso.
La giornata messinese si chiude così con una forte partecipazione popolare e con il rilancio, da parte dei sostenitori dell’opera, di una visione che lega il Ponte allo sviluppo economico, all’occupazione e al futuro infrastrutturale del Mezzogiorno.

