La Corte dei Conti ha ufficialmente bocciato la delibera Cipess n. 41/2025 relativa al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, negando il visto di legittimità necessario per procedere con la registrazione dell’atto e l’avvio dei lavori.
La decisione è stata presa dalla Sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, al termine della Camera di consiglio seguita all’adunanza del 29 ottobre 2025.
In una nota, la Corte precisa che le motivazioni della decisione, attualmente in corso di redazione, saranno rese pubbliche entro 30 giorni tramite apposita deliberazione.
La pronuncia, che rappresenta un duro colpo per il Governo, ha scatenato immediate reazioni politiche.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la decisione della magistratura contabile come “l’ennesimo atto di invasione dei giudici in un campo che non compete loro”.
Durissimo anche il commento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha parlato di “scelta politica” e di “grave danno per il Paese”, annunciando tuttavia l’intenzione di proseguire il percorso per la realizzazione dell’opera.
“Il Ponte si farà — ha ribadito Salvini — perché è un’opera strategica per il Mezzogiorno, per l’Italia e per l’Europa”.
Sulla stessa linea anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si è detto “esterrefatto”, aggiungendo: “Non è ammissibile che, in un Paese democratico, la magistratura contabile decida quali opere strategiche debbano essere realizzate”.
Di segno opposto le reazioni dell’opposizione. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha chiesto le dimissioni del ministro Salvini, definendo la decisione della Corte “una vittoria della legalità e del buonsenso” e sottolineando “le molteplici criticità di un progetto economicamente insostenibile e ambientalmente devastante”.
La vicenda, già da tempo al centro di accesi scontri politici, apre ora un nuovo fronte istituzionale destinato a pesare sul futuro del progetto simbolo del Governo.
Fonte:ANSA

