Si è concluso con un lungo corteo il duro messaggio lanciato dagli ultrà della Reggina, che hanno attraversato il Corso Garibaldi per arrivare in Piazza De Nava e nuovamente in Piazza Italia. Lì, i tifosi hanno letto ad alta voce un documento in 10 punti che ha messo in evidenza tutte le criticità relative all’attuale gestione della società. Le richieste sono dirette e senza mezzi termini, mettendo in chiaro la loro delusione e frustrazione per la situazione della squadra e della proprietà.
Le 10 richieste degli ultrà:
- Denominazione della società: “Non era possibile chiamarsi Reggina al primo anno, ci si poteva chiamare col nome della città, invece il nome è stato Fenice, un chiaro riferimento all’Università Telematica di proprietà di Ballarino”.
- Comunicazione: “Veramente scadente e dilettantistica. Silenzio stampa dopo le sconfitte pesanti e onnipotenza dopo le vittorie”.
- Mancata competenza nelle scelte di mercato: “Mercati scellerati, vuoi per incompetenza che per mancanza di risorse”.
- Incapacità di Praticò, Minniti e Bonanno: “La figura del DG è sempre fondamentale, ma da noi si è impegnato a scattare selfie. Il Presidente è solo sulla carta. Stessa cosa per il DS, mai in prima linea”.
- Incompetenza di Ballarino: “Nonostante gli attacchi ricevuti, ha dimostrato tutta la sua incompetenza e il suo dilettantismo”.
- Fallimento del business plan: “È sotto gli occhi di tutti il fallimento. Avevano previsto la B in tre anni, ma siamo ancora nei dilettanti”.
- Antipatia generalizzata: “In tre anni la società è riuscita a farsi odiare da tutti, con evidenti figure di merda”.
- Patto di riservatezza: “Nascosti su questo, non dicono mai cosa vogliono fare della Reggina del futuro. Le voci di interessamento di altri imprenditori non vengono mai confermate, ma anzi smentite”.
- Assunzione di responsabilità di chi li ha scelti: “Brunetti aveva detto che si sarebbe assunto le responsabilità, ma non l’ha mai fatto. È arrivato il momento. E non è neanche presente”.
- Prossima Amministrazione Comunale: “Il futuro Sindaco dovrà individuare figure imprenditoriali capaci di regalare alla città una società seria e solida”.
Nel frattempo, una delle critiche più forti è arrivata nei confronti di Paolo Brunetti, il quale non ha nemmeno preso parte all’evento. Gli ultrà hanno sottolineato che, nonostante le sue dichiarazioni, il responsabile della situazione non ha mai fatto il passo decisivo per affrontare la questione, né si è presentato di fronte alla protesta.
La decisione finale degli ultrà è chiara: se la proprietà di Ballarino dovesse restare, la tifoseria non metterà più piede allo stadio. Un messaggio forte e diretto che sembra non lasciare spazio a ripensamenti.
A fronte di queste dure richieste, Francesco Cannizzaro, durante il suo discorso, ha rivelato che l’esito dell’evento in Piazza Italia, che ha visto la presenza massiccia della tifoseria, potrebbe aver agitato non poco i suoi avversari, facendo aumentare i suoi consensi. La presenza del sindaco uscente Giuseppe Falcomatà è stata praticamente assente, tanto da far dire a Cannizzaro: “Più parla Falcomatà, più aumentano i miei consensi”.
L’appuntamento ora è alle urne, con i tifosi della Reggina pronti a manifestare non solo il loro amore per la squadra, ma anche la loro richiesta di cambiamento, spingendo per una nuova gestione che possa risollevare la squadra e restituire dignità alla città di Reggio Calabria.

