REGGIO CALABRIA – Prende ufficialmente forma il nuovo corso della Reggina. Nel pomeriggio di oggi, giovedì 20 agosto, sono stati presentati alla stampa il nuovo Direttore Sportivo Giancarlo Romairone e il tecnico Marco Marchionni, chiamati a guidare la ripartenza amaranto in vista della nuova stagione.
La conferenza stampa si è svolta nella sala conferenze dell’Hotel Torrione di Reggio Calabria e ha rappresentato il primo momento pubblico per illustrare le linee guida del nuovo progetto tecnico e sportivo del club.
Ad aprire il quadro sul nuovo corso amaranto è stato il nuovo Ds, che ha raccontato innanzitutto le sensazioni vissute in questi primi giorni a Reggio Calabria, soffermandosi sull’impatto avuto con la città e con la tifoseria.
«È stata una piacevole conferma di quello che avevo visto negli anni passati e di ciò che ho potuto ammirare durante la presentazione del presidente e del sindaco. Ho girato in tutto il mondo, ma quello che si è visto al Granillo non l’avevo mai visto. Oggi ho avuto la piacevole conferma di tutto questo. Ho l’onore di rappresentare questa società».
Romairone ha quindi rivolto un ringraziamento all’Amministrazione comunale per il lavoro svolto sulle strutture messe a disposizione della squadra.
«Devo ringraziare il sindaco e il Comune. Eravamo rimasti scioccati dalle condizioni in cui versavano il campo principale e la foresteria, mentre al nostro arrivo abbiamo trovato grandi passi in avanti. Vedere che tifoseria e Amministrazione spingono forte è fantastico ed è bello poter toccare con mano tutte queste cose».
Romairone e il suo ruolo nella nuova Reggina
Il direttore ha poi chiarito quale sia, almeno in questa prima fase, il proprio ruolo all’interno dell’organigramma amaranto. Un incarico che, di fatto, va oltre la sola gestione del mercato.
«Ho svolto il ruolo di direttore generale in altre società e in categorie differenti. A me piace fare il dirigente a 360 gradi. Attualmente sono l’unica persona che rappresenta la società e sono contento di aver trovato qui persone che già lavoravano per la Reggina e che, con grande spirito e responsabilità, stanno lavorando insieme a me».
Una struttura societaria che potrà comunque evolversi nel corso dei prossimi mesi.
«Al momento ho questa responsabilità e mi occupo della squadra. Poi, se il presidente deciderà di sviluppare ulteriormente la società, lo vedremo in corso d’opera».
Mercato, ancora 2-3 innesti: attenzione particolare all’attacco
Sul fronte della costruzione della squadra, Romairone ha ribadito come il lavoro non sia ancora concluso. L’obiettivo è intervenire con attenzione, senza lasciarsi condizionare dalla fretta.
«Non avevamo campi sportivi e neanche un ritiro da fare. Abbiamo avuto tanto a cui pensare, anche perché non avevamo i giocatori. Ho potuto studiare le caratteristiche del girone ed è stato fatto un lavoro di pazienza. Una squadra va rifinita e soprattutto va chiusa bene. Questa fase di studio non è stata tempo perso: con due o tre innesti è una squadra che si può completare bene. Ci vuole attenzione e spero di chiuderla nel modo giusto».
Il numero elevato di calciatori arrivati in poco tempo impone adesso una fase di valutazione approfondita.
«Avendo preso un gran numero di giocatori li stiamo studiando. Valuteremo via via tutti i reparti, con un occhio particolare all’attacco».
Chiara anche la filosofia condivisa con Marchionni nella costruzione dell’organico: una rosa profonda e competitiva, con alternative in ogni posizione.
«Ho avuto diversi tipi di allenatori. Il mister ha voluto i giocatori più forti possibili, poi ci pensa lui. L’obiettivo è avere due giocatori per ruolo».
Tra i nomi circolati nelle ultime ore c’è quello dell’attaccante Patierno. Romairone non ha nascosto l’interesse, precisando però che il calciatore rientra in una rosa più ampia di profili monitorati dalla società.
«Patierno lo stiamo valutando insieme ad altri giocatori. Parliamo anche di calciatori tesserati con altre società e abbiamo avuto le autorizzazioni per poter dialogare con loro. I ragazzi che sono arrivati sono stati scelti per quello che hanno fatto vedere in campo. Sto parlando con alcuni giocatori, ma bisogna comprendere le dinamiche del mercato. I profili con cui stiamo dialogando hanno caratteristiche e valori simili. Sono usciti tanti nomi, ma non tutti sono reali».
Il direttore si è soffermato anche sulla situazione di Girasole, ribadendo la volontà di costruire una rosa equilibrata e competitiva.
«Ci sono un paio di giocatori che potrebbero essere chiusi. Non abbiamo pesi insostenibili. Chi è qui è perché siamo contenti che sia qui. Ci auguriamo che la squadra possa essere composta da giocatori di egual valore, a prescindere da chi poi giocherà o meno. Altrimenti non saremmo venuti qui, il sindaco non avrebbe fatto tutto quello che ha fatto e noi non avremmo fatto tutto quello che abbiamo fatto».
Diversa, invece, la situazione relativa a Di Grazia, destinato a lasciare Reggio Calabria per motivazioni personali.
«Di Grazia sarà trasferito. Ci ha comunicato che, per problemi familiari, ha la necessità di avvicinarsi a casa».
Settore giovanile e centro sportivo: «La Reggina deve tornare il fulcro del territorio»
Tra i temi affrontati anche quello del settore giovanile. Romairone ha spiegato che, nell’immediato, la priorità resta la prima squadra, mentre la ricostruzione del vivaio dovrà procedere parallelamente al recupero delle strutture.
«Attualmente mi occupo soltanto della prima squadra, ma in quest’ottica si guarderà più avanti. Intanto vanno rifatti tutti i campi e la foresteria. Dovendo effettuare tutti questi lavori, che inizieranno a breve, avere già i ragazzi qui potrebbe essere un problema. La Reggina deve tornare quello che era, il fulcro del territorio, ma questa stagione ci porterà a fare questo tipo di lavoro».
Il DS ha quindi raccontato le condizioni nelle quali è stato trovato il centro sportivo e il lavoro portato avanti nelle ultime settimane per renderlo nuovamente funzionale.
«Ho trovato un centro sportivo con potenzialità fantastiche, ma sembrava un giardino. Ci sono persone che hanno lavorato tantissimo e hanno reso disponibile un campo sul quale oggi la squadra si sta allenando alla grande. Attiveremo anche la mensa perché vorremmo fare tutto in casa. Quando mi dicevano che in venti giorni saremmo tornati e avremmo trovato un campo nuovo non ci credevo, invece hanno lavorato notte e giorno».
Il rapporto con Reggio: «Voglio il maggior contatto possibile con il territorio»
La necessità di ricostruire un legame diretto tra la società, i tifosi e l’intera città è stata dichiarata con insistenza:
«Credo che il primo a correre forte debba essere io, così quando mi giro vedo tutti correre dietro di me. Per rispetto di tutti non potevo andare singolarmente: doveva scendere il presidente in città e serviva questo tipo di approccio».»
Da qui la volontà di aprire il più possibile il nuovo corso amaranto al territorio.
«Voglio avere con le persone e con il territorio il maggior contatto possibile, così da poterli capire al meglio. Credo che la vicinanza con il territorio possa costituire un importantissimo valore aggiunto. Do la mia disponibilità, nel rispetto delle posizioni e delle idee di tutti».
Le prime impressioni sulla città, intanto, sono estremamente positive.
«Vedo una città viva, piena di giovani, frizzante. Siamo contenti di correre veloci, nella speranza che la squadra sbocci come deve».
«Non dormo di notte per questa responsabilità»
A chiudere le dichiarazioni del direttore è il peso della responsabilità assunta nel nuovo progetto amaranto. Romairone ha raccontato anche un aneddoto legato alla chiamata ricevuta dal presidente e alla corsa verso Reggio Calabria.
«Sono entusiasta. Quando il presidente ha preso la Reggina e mi ha chiesto di rappresentarlo a Reggio Calabria non ho avuto dubbi. Io sono di Genova, ero già a Roma e non so neanche quanti tutor ho bruciato per arrivare. Per me è un onore rappresentare questa società».
Una responsabilità che il DS sente particolarmente, soprattutto in queste giornate decisive per consegnare a Marchionni la rosa definitiva.
«Ho lavorato in società di altissimo livello e quello che faremo qui sarà ciò che faccio quotidianamente. La responsabilità ricade su di me e non dormo di notte per questa responsabilità. Non vedo l’ora di chiudere la squadra e consegnarla al mister. Il fatto che ancora non sia completa mi lascia quel fastidio che potrò togliermi soltanto quando riuscirò a chiuderla così come voglio».

