Proseguono con entusiasmo e partecipazione le attività del progetto “@IoDicoNoAlCyberbullo”, un innovativo percorso educativo e formativo rivolto agli studenti dell’ITE Piria – Ferraris / Da Empoli. Il progetto è promosso dall’Università Popolare di Reggio Calabria PACE ETS- Uni.Pace (afferente al Sistema A.C.U., “Azione Cristiana Umanitaria”: un sistema socio-lavorativo fondato dal Missionario cristiano Gilberto Perri) e finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del bando “Educare Insieme” per progetti di Contrasto della Povertà Educativa e Sostegno delle Opportunità Culturali ed Educative di Persone di Minore Età.
Il percorso, avviato nelle scorse settimane e tuttora in corso, affronta in maniera interattiva ed esperienziale il delicato tema del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni sempre più presenti nella quotidianità degli adolescenti. Le attività si sviluppano attraverso laboratori pratici, momenti di confronto guidato, simulazioni e peer education, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti ai ragazzi per riconoscere, prevenire e affrontare comportamenti aggressivi in rete.
Fondamentale, in questo processo, la collaborazione attiva con l’ITE Piria – Ferraris / Da Empoli di Reggio Calabria, che ha accolto il progetto con grande sensibilità e disponibilità, coinvolgendo studenti, docenti, tutor e famiglie in un lavoro corale di consapevolezza e responsabilizzazione.
“Il nostro obiettivo – spiega la Presidente dell’UniPace, dott.ssa Maria Letizia Romeo – è quello di creare uno spazio educativo in cui i ragazzi possano sentirsi ascoltati, compresi e parte attiva di un cambiamento culturale. Non si tratta solo di informare, ma di costruire relazioni, sviluppare empatia e promuovere un uso consapevole e responsabile degli strumenti digitali.”
Le attività laboratoriali, coordinate da esperti e psicologi, affrontano tematiche come la comunicazione non violenta, la gestione delle emozioni, il rispetto reciproco e l’importanza del linguaggio nella costruzione delle relazioni. Molto apprezzata dagli studenti anche la simulazione del processo contro il cyberbullo, che ha permesso loro di riflettere sulle conseguenze legali e morali di comportamenti scorretti in rete.
“È un’esperienza che ci sta aiutando a guardare le cose da un altro punto di vista” raccontano alcuni studenti, “ci sentiamo più informati, ma anche più forti e più uniti.”
Il progetto si concluderà con una manifestazione finale aperta alla comunità scolastica e alle famiglie, dove saranno condivisi i risultati, le riflessioni e i materiali prodotti durante il percorso.
L’iniziativa, resa possibile grazie al sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia, rappresenta un esempio virtuoso di come la scuola, il mondo universitario e le istituzioni possano lavorare insieme per costruire una cultura del rispetto e della legalità, a partire proprio dai più giovani.
@IoDicoNoAlCyberbullo non è solo un progetto, ma un invito a reagire, a capire e a scegliere di stare dalla parte del rispetto. Un passo concreto verso una cittadinanza digitale consapevole e responsabile.

