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REGGIO – Aeroporto di Reggio Calabria, Occhiuto ricorda il 2021: «Era morto e in condizioni incivili. Abbiamo fatto molto più di quanto chiedeva il territorio»

Il presidente della Regione ripercorre la trasformazione del Tito Minniti: «I comitati chiedevano i voli per Roma e Milano. Siamo andati oltre ogni aspettativa»

REGGIO CALABRIA – «Ma voi ve lo ricordate com’era questo aeroporto nel novembre del 2021?» Roberto Occhiuto parte da una domanda e riporta indietro di quasi cinque anni le lancette dell’orologio. Lo fa durante la conferenza stampa dedicata al futuro dell’Aeroporto dello Stretto, nella giornata in cui sono stati annunciati 64 milioni di euro di nuovi investimenti per lo scalo reggino.

Il presidente della Regione Calabria traccia un confronto netto tra il “Tito Minniti” trovato all’inizio del suo mandato e quello di oggi.

«Quando io ho cominciato a fare il presidente, l’aeroporto era morto. L’aeroporto era una roba incivile», ha affermato Occhiuto, ricordando una struttura che, a suo giudizio, non rappresentava in maniera adeguata una città come Reggio Calabria.

Parole particolarmente dure, con le quali il governatore non nasconde come, nonostante gli interventi già realizzati, ci sia ancora del lavoro da fare.

Occhiuto: «Alcune cose vanno fatte subito»

Occhiuto ha infatti richiamato l’attenzione anche su alcuni aspetti dell’attuale aerostazione che necessitano di interventi immediati.

«Ancora ci sono alcune parti dell’aeroporto incivili», ha sottolineato, facendo esplicito riferimento ai bagni dell’area arrivi e chiedendo che vengano sistemati senza attendere la realizzazione delle opere strutturali più importanti.

Il ragionamento del presidente è chiaro: per le grandi infrastrutture esistono inevitabilmente progettazioni, gare e tempi tecnici, mentre gli interventi più semplici devono essere affrontati immediatamente.

Una questione che Occhiuto lega direttamente all’immagine offerta ai viaggiatori appena atterrati in città.

«Era una cosa scandalosa, non degna di una città come Reggio Calabria. Era il biglietto da visita di Reggio Calabria ed era proprio una sciatteria, la depressione. Era una cosa bruttissima», ha ricordato parlando delle condizioni dello scalo nel 2021.

«I comitati chiedevano semplicemente Roma e Milano»

Il governatore ha quindi ricordato quali fossero, in quella fase, le principali rivendicazioni del territorio.

Le richieste erano concentrate soprattutto sulla necessità di garantire i collegamenti essenziali con le grandi città italiane.

«Vi ricordate che cosa chiedevano quelli che facevano i comitati? Chiedevano il volo per Milano, chiedevano il volo per Roma, perché non c’era nemmeno il volo per Milano. Era morto, non c’erano voli», ha affermato.

Da quelle richieste, secondo Occhiuto, si sarebbe arrivati negli anni successivi a un risultato ben più ampio rispetto alle aspettative iniziali.

«Noi abbiamo fatto oltre ogni aspettativa anche del territorio. Abbiamo fatto molto di più di quello che chiedeva il territorio», ha rivendicato il presidente.

Un percorso che oggi la Regione intende proseguire attraverso il nuovo pacchetto di investimenti annunciato per il “Tito Minniti”: dal nuovo terminal arrivi alla viabilità e ai parcheggi, passando per sicurezza, digitalizzazione e riqualificazione delle aree aeroportuali.

Per Occhiuto, dunque, il confronto è soprattutto tra due fotografie: quella di un aeroporto che nel 2021 definisce “morto” e quella di uno scalo sul quale oggi vengono programmati altri 64 milioni di euro di interventi.

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