Piazza Duomo come punto di partenza e di arrivo. Mimmo Battaglia sceglie di concludere la propria campagna elettorale nello stesso luogo in cui, settimane fa, aveva aperto la corsa verso Palazzo San Giorgio. Una chiusura dal tono fortemente politico, identitario e rivendicativo, segnata da un messaggio preciso: difendere il percorso amministrativo degli ultimi anni e contrapporsi a quella che il candidato del centrosinistra definisce una politica fatta di “grandi annunci” e “propaganda”.
Mentre a poche centinaia di metri Piazza De Nava ospitava il comizio finale di Francesco Cannizzaro, il centrosinistra si è ritrovato davanti alla Cattedrale per l’ultimo appello al voto. Sul palco, Battaglia ha alternato ricordi personali, attacchi agli avversari e rivendicazioni sull’operato dell’amministrazione uscente.
«Sono emozionato perché questa città mi ha accolto con affetto in settimane intense e difficili», ha detto in apertura. «È stata la campagna elettorale più coinvolgente che abbia mai vissuto».
Il candidato sindaco ha insistito molto sul rapporto diretto costruito con i cittadini durante questi mesi, raccontando una campagna fatta “tra la gente”, nei quartieri, tra commercianti, famiglie e associazioni.
“Abbiamo risanato la città, ora possiamo parlare di futuro”
Uno dei passaggi centrali del comizio ha riguardato il bilancio dell’amministrazione di centrosinistra degli ultimi dodici anni. Battaglia ha rivendicato il risanamento economico del Comune e la messa in sicurezza dei conti pubblici.
«Reggio Calabria ha saputo rialzarsi. Abbiamo rimesso in ordine i conti e costruito basi solide per il futuro. Oggi finalmente possiamo parlare di crescita e sviluppo».
Da qui la costruzione di una narrazione orientata alla continuità amministrativa, con l’idea di una città che – secondo Battaglia – “dopo avere imparato a camminare” sarebbe pronta adesso “a correre”.
Grande spazio anche al tema dei giovani e dell’emigrazione.
«Dobbiamo invertire la tendenza che costringe i ragazzi a lasciare Reggio. Vogliamo dare loro la possibilità di scegliere se restare o partire, ma farlo liberamente e non per necessità».
Il candidato del centrosinistra ha parlato di investimenti su università, innovazione, imprenditoria giovanile, cultura e turismo, immaginando Reggio Calabria come “hub del Mediterraneo” e polo culturale capace di attrarre visitatori e investimenti.
L’attacco a Regione e Governo
Molto duro invece il passaggio dedicato ai rapporti con il governo regionale e nazionale. Battaglia ha accusato apertamente Regione Calabria e governo Meloni di avere “tradito” Reggio Calabria.
«Reggio è stata tradita dal governo regionale quando non sono state trasferite le deleghe alla Città Metropolitana. È stata calpestata dal governo nazionale con il taglio dei fondi per l’Alta Velocità».
Nel mirino anche Roberto Occhiuto e la gestione della sanità regionale.
Secondo Battaglia, il rilancio dell’aeroporto da solo non sarebbe sufficiente a costruire una vera strategia di sviluppo turistico.
«Non si fa turismo solo modernizzando un aeroporto. Servono investimenti strutturali, servizi e infrastrutture. E intanto già dall’inverno molti voli internazionali verranno ridotti».
Da qui anche il riferimento polemico al cosiddetto “turismo sanitario”, legato – secondo Battaglia – alle criticità della sanità calabrese.
Ponte sullo Stretto, funivie e “grandi annunci”
Il candidato del centrosinistra ha poi criticato diverse proposte avanzate dal centrodestra durante la campagna elettorale, dal Ponte sullo Stretto alle idee legate alla mobilità urbana.
«Alle roboanti promesse di funivie e grandi opere, noi abbiamo risposto con servizi sociali, asili, centri di aggregazione e sostegno alle famiglie».
Non è mancata neppure una stoccata sulla questione dei manifesti elettorali e della comunicazione politica.
«Il sindaco deve essere esempio di legalità e rispetto delle regole. Per quantità e dimensioni dei manifesti abusivi, soprattutto nella zona dell’aeroporto, ormai sembra che lo scalo non si chiami più Tito Minniti ma aeroporto Cannizzaro».
Una battuta che ha strappato applausi alla piazza del centrosinistra.
“Reggio ha bisogno di un reggino”
Nel finale, Battaglia ha lanciato il proprio appello al voto, insistendo sulla necessità di evitare – a suo dire – “un ritorno al passato”.
«Non possiamo permettere che la destra torni a devastare la città. Reggio ha bisogno di chi l’ha sempre amata».
Poi la chiusura dal forte tono identitario:
«Reggio Calabria ha bisogno di un reggino. Di un reggino per Reggio».

