Reggio Calabria avvia una svolta decisiva nel risanamento ambientale attraverso un cronoprogramma infrastrutturale che trasforma la gestione delle acque da necessità tecnica a motore di sviluppo economico.Ad aprire i lavori è il Sindaco Francesco Cannizzaro che ribadisce la centralità del decoro e dell’efficienza dei servizi, definendo il potenziamento della depurazione un dovere imprescindibile per il territorio.
È il primo cittadino stesso a dettagliare l’impegno infrastrutturale, traducendo la visione politica in scadenze e cifre certe. A Gallico la consegna dei lavori è imminente, mentre per Ravagnese e Pellaro i progetti esecutivi sono attesi entro il 3 agosto 2026. Il bando di gara per il lotto di Concessa, che prevede un investimento di 10 milioni di euro, è fissato entro la fine del 2026. Per quanto riguarda le opere in corso, il depuratore di Monasterace, giunto al 92% di avanzamento, sarà consegnato entro dicembre, mese in cui è previsto il completamento anche per Scilla, intervento dal valore di 1,5 milioni di euro. Per Motta San Giovanni è previsto un investimento di 6,18 milioni di euro con obiettivo 2027, mentre per Santo Stefano in Aspromonte sono stati stanziati 5 milioni di euro con avvio del progetto esecutivo entro fine anno. Il quadro si completa con le opere di Rizziconi e Sant’Eufemia, destinatarie rispettivamente di 1,7 e 1,8 milioni di euro, e con lo sblocco di 1,2 milioni di euro per San Roberto dopo il collaudo già effettuato.
Il Commissario Nazionale per la depurazione Fabio Fatuzzo eleva la visione strategica, inquadrando l’efficienza degli impianti come pilastro della salvaguardia ambientale e dell’attrattività turistica. Per Fatuzzo, la corretta gestione delle acque reflue è una risorsa vitale per preservare la fertilità dei suoli e la salute dell’intero ecosistema, supportando agricoltura e turismo in un’ottica di equilibrio naturale.
Il sub-commissario Daffinà focalizza l’attenzione sull’attività di monitoraggio, essenziale per il rispetto delle tappe amministrative, mentre l’ingegnere Di Giuseppe fornisce il rigore tecnico necessario.
Il piano illustrato prevede un intervento su nove depuratori di taglie variegate, situati tra il tessuto urbano di Reggio – ad esempio Gallico e Ravagnese – e le aree più elevate come Oliveto e Ortì. L’attuale situazione, caratterizzata da carenze e impianti obsoleti, sarà superata dismettendo le strutture inefficienti a favore di un potenziamento di quelle a maggiore portata, garantendo così una gestione più moderna e razionale dell’intero sistema.Con questa operazione di riassetto, il sistema depurativo reggino abbandona definitivamente la logica del passato per abbracciare un modello di gestione integrata, restituendo al territorio il presidio ecologico indispensabile per la sua piena valorizzazione.

