Il passaggio formale delle elezioni comunali consegna la vittoria a Francesco Cannizzaro. Il forzista vince secondo i pronostici meno sorprendenti della storia politica reggina, grazie ad una combinazione di proficui risultati amministrativi ed avversari non irresistibili.
Evidenti, infatti, i numeri delle manifestazioni e lo spessore delle iniziative rispetto ad una controparte sempre più chiusa nel proprio paradigma.
Il divario della percentuale così alto, oltretutto, conferma una certa abitudine della sinistra nell’abbandonare a sé i candidati più deboli, tant’è che la fiammella del ballottaggio si è spenta ancora prima di aprire i primi exit poll.
Reggio Calabria certifica una propensione, unica a livello nazionale, verso il partito azzurro, probabilmente data dai singoli interpreti come Cannizzaro e Occhiuto.
La partecipazione alle urne rimane relativamente bassa, con un lieve aumento, e ciò colpisce in relazione al numero cospicuo di candidati. Sommando anche una certa incuria palesata da errori sulle schede elettorali, non esce un quadro proprio solare del processo democratico.
Adesso il neo-sindaco è chiamato a rispettare le aspettative createsi. Fondamentale sarà il rapporto tra Cannizzaro e lo stato centrale, edificato e consolidato nel periodo da deputato. Non dimentichiamo infatti tutti gli emendamenti e i provvedimenti per Reggio ottenuti grazie ad una rappresentanza presso Montecitorio.
Non sarà un processo immediato poiché la città esce da dodici anni di turpe inefficienza che, in tutta sincerità, vogliamo accantonare. E, in linea con la recente riscoperta della spiritualità cristiana in campo politico, ringraziamo il Signore Gesù Cristo per aver evitato il crollo definitivo in condizioni tanto gravose.
articolo di D.C.

