“Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome”.
(Matteo 24, 9)
C’è un silenzio, a volte, che fa più rumore di mille parole. È il silenzio dei cristiani che tacciono quando dovrebbero testimoniare, che chinano il capo di fronte alla logica del potere, che preferiscono la prudenza alla verità, la fedeltà al partito alla fedeltà al Vangelo.
È il silenzio che ha dominato la scena nell’aula del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, quando è stata negata la richiesta di un minuto di silenzio per Charlie Kirk, giovane attivista conservatore americano, assassinato a sangue freddo durante un comizio universitario per il solo fatto di portare idee scomode ma non violente, valori cristiani, parole di amore e libertà.
A farne richiesta era stato il consigliere Massimo Ripepi. A rifiutarlo, l’intera maggioranza. Ma a far più male è stato il silenzio di chi in quell’aula si professa cristiano.
I nuovi Ponzio Pilato della politica reggina
Gesù Cristo fu ucciso ma non rinnegò la sua fede. Ponzio Pilato si lavò le mani.
Quanto è scomodo dire la verità? Tanto. Può essere pericoloso.
Ma la dicono solo coloro che ci credono veramente. Altrimenti perché correre rischi!?
Così si è consumato oggi a Palazzo Alvaro un teatrino che ben ci ricorda Ponzio Pilato: colui che si lavò le mani dinanzi all’ingiustizia; che perferì tacere anziché dare l’esempio. Così è stato per Carmelo Romeo, Giuseppe Marino, Nancy Iachino. Cristiani e cattolici dichiarati, osservanti, in alcuni casi ultracattolici. Nessuno di loro ha mosso un dito, nessuno ha alzato la voce, nessuno ha difeso il proprio fratello in Cristo. Si sono lavati le mani.
Charlie Kirk era un cristiano. Uno vero. Non uno di quelli che ne parla soltanto, ma uno che viveva il Vangelo nelle piazze, nei campus, nei dibattiti, sfidando con amore e fermezza le idee avverse. Non imponeva, non odiava, non rispondeva mai con la violenza, ma si esponeva. Sempre. In uno scontro democratico fatto di parole, non di armi.
Si può essere d’accordo come no: ma la libertà è bella proprio perché è fatta così!
Eppure, oggi, lui è stato ucciso. E mentre alcuni della sinistra internazionale hanno persino applaudito la sua morte, la sinistra reggina ha taciuto. E peggio ancora, i cristiani al suo interno.
Seppur nel male, almeno a livello nazionale la sinistra si è esposta. A Reggio? Ignavi!
Dove sono i cristiani veri?
La morte di Charlie Kirk non è stata solo un omicidio. È stata una crocifissione ideologica. Come per Gesù, ucciso da un potere che non sopportava la verità, oggi un giovane attivista cristiano è stato eliminato perché dava fastidio, perché rappresentava un messaggio di speranza che rompeva la narrazione dominante.
E allora ci chiediamo: dove sono i cristiani veri? Quelli che, come insegna la Lettera di Giacomo, dimostrano la fede con le opere?
«Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede»
(Giacomo 2,18)
Qui non si tratta di condividere tutte le idee politiche di Charlie Kirk. Nessuno è chiamato a sposarne ogni posizione o battaglia. Kirk era un essere umano, e come tale avrà detto cose giuste e sbagliate, avrà avuto ragione e torto. Ma ciò che non si può negare è che il suo fondamento cristiano era evidente, costante, presente. La sua fede non era uno slogan, era vita vissuta. E anche quando le sue idee potevano apparire divisive, restavano idee. Opinioni. Parole. Mai armi.
Oggi quei consiglieri si sono nascosti dietro il cerimoniale, dietro il protocollo, dietro l’ipocrisia politica. Ma il Vangelo non ammette maschere. Il Vangelo non tollera la codardia spirituale. La fede cristiana chiama a testimoniare, sempre, anche (soprattutto) quando è scomodo.
Falcomatà prigioniero dell’ideologia
Il Sindaco Giuseppe Falcomatà, prigioniero delle sue ideologie, ha scelto di ignorare il dolore. Non solo per motivi politici, ma per puro calcolo ideologico. E così tutta la sua maggioranza.
Ma quando l’ideologia supera l’umanità, quando si nega il ricordo di un uomo ucciso solo perché “di destra”, allora non si è più nel campo democratico. Si è scivolati altrove.
In fondo, non è così che iniziano i totalitarismi? Quando si decide chi merita di essere ricordato e chi no, chi ha diritto a vivere e chi può essere eliminato nel silenzio?
E stride ancora di più, se pensiamo che lo stesso Sindaco non manca mai una processione religiosa, si commuove dinanzi all’ultimo cero votivo, ostenta rispetto per le tradizioni sacre del popolo calabrese, ma poi nega un minuto di silenzio per un cristiano assassinato per la sua fede. Eppure, la fede non è un gesto da esibire in pubblico per raccogliere consensi. La fede è scelta, coerenza, coraggio. È vita sul campo, non foto in prima fila.
L’interesse politico è nemico della fede
Oggi, in un mondo sempre più ferito, rotto, violento, la politica dovrebbe essere rifugio, guida, coscienza pubblica. Invece, diventa strumento per soffocare il dissenso, per zittire il ricordo, per calpestare la memoria.
Charlie Kirk ha pagato con la vita la coerenza tra la sua fede e la sua testimonianza. Chi, oggi, lo ha tradito pagherà con la propria coscienza la viltà del silenzio.
Perché come ha detto Gesù Cristo:
“Per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato.”
(Matteo 24,12-13)
E allora, che ognuno si interroghi: siamo tra quelli che tacciono o tra quelli che perseverano?
Almeno, abbiate il coraggio delle vostre scelte.
GIORNALISTA
SARA MANCINI

