Sette immobili, per un valore complessivo vicino ai due milioni di euro, sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria a un commercialista di Melito Porto Salvo, condannato in via definitiva per associazione mafiosa.
Il provvedimento, disposto dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale reggino su richiesta della Procura locale, riguarda un professionista ritenuto, fin dal 2002, un punto di riferimento fidato della cosca Iamonte, attiva nell’area grecanica del Reggino.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il commercialista avrebbe offerto alla cosca un ampio supporto tecnico, curando la contabilità di imprese e società intestate a prestanome, pur essendo a conoscenza dei reali proprietari. Inoltre, avrebbe fornito suggerimenti ai vertici dell’organizzazione per eludere i controlli delle autorità, soprattutto in fasi critiche come quelle legate a operazioni giudiziarie.
Nel decreto di confisca si evidenzia che la sua condotta ha assunto i caratteri di una vera e propria partecipazione associativa, grazie a un supporto continuativo e mirato a favorire l’arricchimento illecito della cosca e a rafforzarne l’influenza sull’economia del territorio, anche tramite attività apparentemente lecite.
Alla luce di queste evidenze, il Tribunale ha riconosciuto la pericolosità sociale del soggetto, sia per la sua adesione al sodalizio criminale, sia per il suo coinvolgimento in operazioni di intestazione fittizia di beni, configurabili come trasferimento fraudolento di valori.
Le indagini patrimoniali condotte dalla Guardia di Finanza di Melito Porto Salvo, in collaborazione con lo Scico, hanno infatti accertato la disponibilità – diretta e indiretta – di un patrimonio ritenuto largamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dal professionista.
Fonte: ANSA

