Ad un anno esatto dalla scadenza dei contratti di lavoro, gli impiegati precari del Ministero della Giustizia assunti tramite fondi PNRR si sono ritrovati in presidio, questa mattina, nel piazzale CEDIR, per chiedere a gran voce un serio progetto di stabilizzazione per tutti i 12mila attualmente in servizio. L’iniziativa è guidata dalle sigle sindacali FP CGIL, UILPA e USB PI ed ha visto la mobilitazione dei distretti di Ancona, Bari, Bologna, Brindisi, Foggia, Genova, Lecce, Modena, Napoli, Reggio Emilia, Taranto e Torino nella giornata di ieri 30 giugno, mentre oggi toccherà ad Alessandria, Asti, Catania, Perugia, Reggio Calabria, Milano, Nuoro, Cagliari e Roma. Ad oggi, infatti, le risorse destinate consentiranno l’assorbimento di sole tremila persone, a fronte di un corposo contingente, costituito da varie figure professionali quali Funzionari UPP, operatori Data Entry e figure tecniche, che dal 2022 sta contribuendo all’ammodernamento del sistema giustizia e all’abbattimento di un atavico arretrato. Il rischio è che tra 365 giorni, a scrivanie vuote, vi sia una paralisi degli uffici con un sovraccarico di lavoro per l’organico già sfruttato e ridotto all’osso. Preoccupazioni condivise anche dalla presidente del Tribunale di Reggio Calabria dottoressa Anna Maria Grazia Arena e dal procuratore aggiunto dott. Stefano Musolino, presenti al presidio in segno di solidarietà con il personale tutto.
REGGIO – Giustizia a rischio paralisi: i precari del PNRR in presidio chiedono stabilizzazione
- 1 Luglio 2025
- - 11:04




