Il sindacalista della Hitachi Rail, Maurizio Chiarolla, ha ottenuto la misura degli arresti domiciliari secondo la decisione del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria. Questo provvedimento è giunto dopo l’arresto avvenuto il 12 giugno da parte della Squadra mobile nell’ambito di un’inchiesta diretta dalla Procura della Repubblica.
Presieduto dal giudice Francesco Petrone, il Collegio ha accolto parzialmente l’istanza degli avvocati Francesco e Lorenzo Gatto, i quali avevano sostenuto la richiesta di scarcerazione, argomentando che non vi era più il rischio di inquinamento delle prove.
Così, Chiarolla potrà lasciare il carcere e continuare la misura cautelare nella propria abitazione. Anche altri due indagati, Salvatore Aricò e Roberto Puglia, sono stati collocati agli arresti domiciliari.
Va sottolineato che la decisione del Riesame si limita alla revisione della misura cautelare e non implica una valutazione sulla responsabilità penale degli indagati, che sarà determinata nelle fasi successive del procedimento.
Le accuse contestate nell’inchiesta
Secondo le accuse formulate, Chiarolla, Aricò e Puglia sarebbero accusati di aver minacciato due rappresentanti sindacali presso lo stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria, affiliati alla Cisl e alla Uil, al fine di forzarli a rinunciare a qualsiasi azione sindacale ostile nei confronti delle assunzioni di lavoratori scelti dagli indagati, ad opera delle cosiddette società terziste.
A Chiarolla è stata attribuita l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Gli investigatori sostengono che le sue azioni avessero lo scopo di rafforzare la posizione della sua sigla sindacale e aumentare il numero di deleghe conferite.
L’arresto era stato eseguito il 12 giugno dalla Squadra mobile, autorizzato dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e riguardava Chiarolla, Aricò e Puglia.
Chiarolla aveva respinto tutte le contestazioni
Durante l’interrogatorio di garanzia, che ha avuto luogo davanti al gip Claudia Colli e ha avuto una durata di oltre due ore, Maurizio Chiarolla ha risposto a tutte le domande. Accusato di estorsione, ha negato ogni addebito, affermando di essere oggetto di un complotto finalizzato a screditarlo.
In seguito, la difesa ha comunicato la volontà di richiedere la revoca della custodia cautelare. Così, il Tribunale del Riesame ha deciso di sostituire la detenzione in carcere con gli arresti domiciliari.
Si segnala infine che il procedimento è ancora nella fase investigativa, e tutte le accuse rimangono delle ipotesi da confermare nel corso del processo.

