Dalle gradinate di Piazza Duomo fino a Piazza De Nava, attraversando il cuore della città con canti, preghiere e testimonianze di fede. Si è svolta ieri a Reggio Calabria la “Marcia per Gesù”, manifestazione che ha visto la partecipazione di numerosi cristiani provenienti da diverse comunità e chiese del territorio reggino, uniti dal desiderio di testimoniare pubblicamente la propria fede e proclamare un messaggio semplice ma potente: Gesù Cristo è il Signore.
Particolarmente significativa la presenza del predicatore internazionale Tommie Zito, noto per il suo impegno evangelistico in numerosi Paesi del mondo e fondatore del movimento American Awakening, che ha preso parte all’iniziativa insieme alle comunità cristiane presenti sul territorio.
Nel corso della manifestazione è emerso con forza soprattutto un messaggio rivolto alle nuove generazioni. In una società sempre più segnata dall’individualismo, dalla solitudine e dalla perdita di riferimenti condivisi, molti dei partecipanti hanno voluto ribadire come il cristianesimo possa ancora rappresentare uno straordinario punto di riferimento per i giovani, offrendo una proposta fondata sull’amore fraterno, sulla solidarietà, sulla comunione e sul rispetto della dignità di ogni persona.
Il rispetto reciproco, il perdono, la misericordia, il senso della giustizia, la ricerca del bene comune e la capacità di anteporre l’interesse collettivo a quello personale rappresentano principi che non possono rimanere confinati all’interno delle chiese. D’altro canto una lampadina chiusa in un cassetto non illumina nessuno e non assolve alla funzione per cui è stata creata. Se invece viene posta al centro di una stanza, la sua luce raggiunge tutti coloro che vi si trovano. Allo stesso modo, il messaggio cristiano è chiamato a uscire dagli edifici di culto per entrare nella società, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nella cultura e persino nelle istituzioni. Per molti partecipanti, infatti, essere cristiani non significa soltanto professare una fede privata, ma assumersi la responsabilità di contribuire concretamente alla costruzione di una società migliore, portando nella vita pubblica valori come l’onestà, la coerenza, il servizio e la tutela della persona.
In un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali, crescente violenza sociale e diffuso egoismo, la “Marcia per Gesù” ha voluto dunque rappresentare un invito a riscoprire quei principi che possono ancora generare speranza e coesione.
Una domanda, più di ogni altra, sembra aver accompagnato il cammino dei partecipanti lungo il Corso Garibaldi: a cosa servono i cristiani se non sono davvero sale della terra e luce del mondo? Gesù Cristo è stato ucciso (dai 3 poteri della Falsa Cultura, Falsa Religione e Falsa Politica) proprio perché Lui, la Storia, l’ha cambiata veramente.

