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REGGIO – Mancata costituzione parte civile Miramare, a Palazzo San Giorgio conferenza stampa di Coraggio Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Lista Minicuci

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Stamattina, il presidente della Commissione Controllo e Garanzia Massimo Ripepi ha convocato una conferenza stampa in materia della mancata costituzione parte civile da parte del Comune di Reggio Calabria, alla presenza di Demetrio Marino (Capogruppo FDI), Giuseppe De Biasi (Capogruppo Lega), Nino Minicuci (ex candidato Sindaco), Guido Rulli (Lista Minicuci Sindaco) e Gianluca Califano (Coraggio Italia).

L’articolo 73 dello statuto del Comune prevede che il Sindaco intervenga in simili circostanze. Tuttavia, nel caso in cui egli sia coinvolto, subentra la figura del delegato: a Reggio Calabria, trattasi dell’avvocato Fedora Squillaci, con delega protocollo numero 3 del 3-11-2014.

Per ben tre volte, la delegata ha declinato le convocazioni della commissione presieduta da Ripepi, unico organo di vigilanza a disposizione della minoranza, denotando mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni.

La giustificazione esternata all’interno di una lettera è ridondante, poiché sovente l’abbiamo udita dalla sponda della maggioranza: la mancanza di personale. A cagion di questo, l’avvocato Squillaci sarebbe troppo impegnata.

Inoltre, pur di non menzionare il Sindaco, viene scaricata la responsabilità del potere decisionale sul capogabinetto.

Tra le dichiarazioni, oltretutto, figura l’intenzione di dare priorità ai procedimenti penali rispetto a quelli civili, al netto di enormi divergenze tra le tempistiche.

Tali negligenze compromettono l’espletamento dei danni erariali. La mancata applicazione dell’iter, infatti, preclude il doveroso risarcimento nei riguardi della collettività.

Diversamente, al processo contro Giuseppe Scopelliti, il Comune governato da Demetrio Arena si costituì parte civile, ottenendo alfine i pagamenti sin dalla sentenza di primo grado.

Viene sollevata, quindi, la questione etica, totalmente ignorata dall’attuale maggioranza, giacché emerge l’incuranza delle norme quando esse toccano i sodali politici e i relativi congiunti.

Più volte l’ attuale amministrazione comunale si è costituita contro cittadini e dipendenti. Si pensi, ad esempio, all’inchiesta dei vigili urbani arrestati e sospesi.

Contrariamente, invece, la stessa si astenne ai tempi della liquidazione della Sati, dov’era coinvolta la dirigente Spanò, madre di un amico di Giuseppe Falcomatà oggi capogabinetto alla Città Metropolitana.

Sotterfugi da colletti bianchi che perseguono il proprio istinto di conservazione in sede politica. Ignazio Marino, ex Sindaco di Roma, si dimise per uno scontrino non pagato; ma era evidente l’operazione di sabotaggio politico applicata dal Partito Democratico a trazione renziana.

La rigida chiusura della cerchia di Falcomatà è testimoniata dall’intervento del consigliere Demetrio Marino, il quale ha lamentato l’assenza di dialogo anche su questioni sanitarie di prim’ordine, come la sanificazione delle scuole, in relazione ad una mozione presentata nel giugno dell’anno precedente sull’acquisto di purificatori mai posta all’attenzione; dopodiché ha denunciato l’incoerenza dei dem sulla sottoscrizione, nel 2016, di un codice etico che include la promessa di costituirsi parte civile nei processi onde sono coinvolti amministratori pubblici, seguita da un pomposa declamazione su sforzi impiegati nel conseguimento dell’obiettivo. Il capogruppo FDI ha chiesto esplicitamente una risposta politica, affinché i diretti interessati mettano la faccia e dimostrino carattere.

Nino Minicuci, d’altro canto, attribuisce all’atteggiamento sfuggente l’inettitudine amministrativa, all’interno di un’atmosfera “surreale” contaminata dalla corruzione, fenomeno maggiormente diffuso in Italia proprio sul versante amministrativo, e conferma l’intenzione di rivolgersi alla Corte dei Conti, con lo scopo di mostrare gli atti utili a sanzionare la cattiva gestione, laddove il Sindaco facente funzioni non ha mosso un dito. Parimenti al collega di opposizione Marino, ha evidenziato lacune comunicative a motivo di un approccio ombroso e impertinente.

Massimo Ripepi, infine, ha delineato i passaggi successivi. Saranno contattate e rese partecipi le autorità cittadine (Segretario Generale, Presidente del Consiglio) e nazionali (Ministro dell’Interno, ANAC); e verrà attuata un’ispezione con i consiglieri comunali della commissione per fare trasparenza.

DC

 

 

 

 

 

 

 

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