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REGGIO – Maxi operazione dell’Ispettorato: cantieri irregolari e operai in nero

Nel corso della settimana compresa tra l’11 e il 17 maggio, gli ispettori dell’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria hanno condotto un’operazione di vigilanza focalizzata principalmente sui settori dell’edilizia e dell’agricoltura.

Durante l’attività di controllo, sono stati ispezionati 15 cantieri, distribuiti tra il capoluogo e la provincia.

Nei cantieri di Reggio, tre sono stati sottoposti a ispezione. In uno di questi, un’impresa edile è stata sospesa per aver impiegato un lavoratore irregolare su tre. Per poter continuare le operazioni, l’imprenditore è tenuto a versare una somma supplementare di 2.500 euro, un’ammenda di 3.900 euro e a regolarizzare le sanzioni per la mancanza di visite mediche e corsi di formazione sulla salute e sicurezza. In un altro cantiere, un’azienda ha subito una sospensione a causa di lavoro nero, con un lavoratore non in regola su due. Anche in questo caso, il titolare dovrà corrispondere 2.500 euro, una maxi-sanzione di 3.900 euro e affrontare le sanzioni previste per la mancata sorveglianza sanitaria e formazione.

Il terzo cantiere ha visto l’allontanamento di un’impresa per l’assenza di licenza e per inadempienze sulle misure di protezione contro le cadute. Per ottemperare alle richieste degli ispettori e riprendere l’attività, il titolare dovrà adempiere alle prescrizioni, pagare le ammende amministrative e versare ulteriori 3.000 euro per la mancanza della licenza, oltre a 2.000 euro per la patente mancante.

In Locride, si sono verificati controlli su due cantieri. Nel primo, su due lavoratori presenti, uno è risultato privo di contratto. Di conseguenza, l’azienda è stata sospesa per lavoro nero e dovrà corrispondere 2.500 euro, insieme a una maxi-sanzione di 3.900 euro, che si aggiungono alle sanzioni per la sorveglianza sanitaria e formazione. Nel secondo cantiere, è stata imposta la sospensione all’impresa per la mancanza di misure di protezione contro le cadute. L’imprenditore dovrà saldare una somma supplementare di 3.000 euro, oltre a regolarizzare le prescrizioni tecniche indicate dagli ispettori.

Nella Piana di Gioia Tauro, una ditta edile ha subito la sospensione delle attività a seguito di violazioni relative al rischio elettrico. Per riprendere l’attività, l’imprenditore sarà obbligato a rispettare le indicazioni fornite dagli ispettori e a versare una somma addizionale di 3.000 euro.

Sulla Fascia Jonica reggina, un’impresa è stata sospesa per il non rispetto riguardo la consegna dei dispositivi di protezione individuale, con un importo aggiuntivo fissato a 3.000 euro.

Nel settore agricolo, un’azienda della Piana di Gioia Tauro ha subito un’ispezione. Essa impiegava completamente in nero due lavoratori, portando alla sospensione dell’attività. Per il ripristino delle operazioni, sono previsti 2.500 euro di somma aggiuntiva, una maxi-sanzione di 7.800 euro e ulteriori sanzioni per la mancanza di sorveglianza sanitaria e formazione.

 

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