La questione Reggina torna al centro del dibattito politico cittadino, e lo fa con toni durissimi. Nella sua ultima diretta Facebook, Massimo Ripepi – segretario regionale di Alternativa Popolare e consigliere comunale – affonda il colpo contro quella che definisce senza mezzi termini una “responsabilità politica evidente” nella crisi amaranto.
«Dove sono finiti quelli che si facevano le foto in tribuna VIP?», si chiede Ripepi, facendo riferimento diretto a Giuseppe Falcomatà, Paolo Brunetti e Carmelo Versace. «Quando la Reggina vinceva erano negli spogliatoi, oggi che le cose vanno male non vanno nemmeno allo stadio. Si vergognano della loro creatura».
Un’accusa pesante, che ribalta la narrazione dominante: secondo Ripepi, prima ancora delle responsabilità della proprietà, ci sarebbe una responsabilità politica “a monte”, legata alle scelte fatte negli anni.
«Prima l’hanno partorita, poi l’hanno difesa quando non andava difesa, e adesso l’abbandonano. Non si può fare finta di niente».
Nel mirino finisce anche la gestione societaria, con un passaggio che apre nuovi interrogativi: secondo indiscrezioni, l’attuale proprietà – Ballarino – sarebbe pronta a cedere la Reggina anche a costo zero, pur di trovare un imprenditore ritenuto “serio”.
Ma proprio qui Ripepi solleva quella che definisce una contraddizione evidente: «Se chi ha gestito finora ha fallito su tutta la linea, come può essere proprio lui a stabilire chi è serio e chi no? Non è un controsenso pericoloso?».
Il ragionamento è netto: la credibilità di chi deve scegliere il futuro della Reggina è oggi, secondo il consigliere, fortemente compromessa.
Da qui l’indicazione politica, che guarda alle prossime elezioni comunali:
«Serve una guida forte per la città. E quella guida sarà Francesco Cannizzaro».
Ripepi richiama infatti l’impegno già annunciato dal candidato sindaco del centrodestra: la Reggina sarà uno dei primi dossier sul tavolo.
«Appena si insedierà, se Dio vorrà, sarà lui a occuparsi della Reggina. Non lascerà la città senza difese come è accaduto finora».
Il messaggio è chiaro: per Alternativa Popolare la crisi della squadra amaranto non è solo sportiva, ma profondamente politica. E passa da scelte, silenzi e – soprattutto – responsabilità che oggi, secondo Ripepi, qualcuno starebbe cercando di evitare.

