La Prefettura di Reggio Calabria ha formalmente adottato il nuovo protocollo operativo per la gestione delle vittime in situazioni di grave crisi o calamità. Il documento, licenziato al termine di un percorso condiviso con il sistema sanitario regionale, la Protezione Civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le amministrazioni locali, recepisce le direttive nazionali in materia di protezione civile.
L’intesa punta a superare la frammentazione operativa nei momenti critici — siano essi legati a disastri naturali o a eventi di origine umana — fornendo un quadro di riferimento certo per tutte le fasi successive all’evento: dal recupero e trasporto dei corpi fino al riconoscimento ufficiale e alla sepoltura, quando le procedure ordinarie non risultano più sufficienti.
Al centro del dispositivo vi è l’integrazione tra le diverse istituzioni coinvolte, chiamate a operare in modo coordinato grazie a una mappatura preventiva delle risorse logistiche e professionali disponibili sul territorio. In quest’ottica, il piano individua nei presidi ospedalieri di Reggio Calabria (GOM, con funzioni di Hub), Polistena e Locri (Spoke) i punti nevralgici destinati all’accoglienza temporanea delle salme e allo svolgimento delle indagini medico-legali e di identificazione da parte dei nuclei specializzati DVI.
Nel commentare l’approvazione del provvedimento, il prefetto Clara Vaccaro ha evidenziato l’importanza di un modello d’intervento strutturato che, integrandosi con i piani di protezione civile già esistenti, garantisce una risposta tempestiva, ordinata e rispettosa di tutte le procedure necessarie.

