Una Città serena e piena di speranza oppure una terra di desolazione e devasto? Oggi, in sede della seconda convocazione del Consiglio Comunale, si sono affrontate due fazioni nettamente divise: mentre da un lato abbiamo assistito ad una maggioranza sognante, che ha decantato speranza e addirittura ad un incremento del turismo di ritorno; dall’altro una minoranza che ha gridato ai problemi, ai ritardi e al lassismo politico che ha ridotto la Città ai minimi termini.
Viene naturale, dunque, chiedersi se questo Consiglio comunale stia parlando di due città differenti: perché nei due dipinti, le affermazioni fatte, colorano due quadri nettamente opposti.
Massimo Ripepi: “Maggioranza divisa in fazioni: siamo nel Palazzo del carbone!”
“L’albero si vede dai frutti: non serve spiegare che questa amministrazione ha prodotto solo frutti negativi, perché si vede.” – ha attaccato nei preliminari il Consigliere d’opposizione Massimo Ripepi – “Ci vuole determinazione e forza nel dire il falso. Mentre la città è ultima in tutte le classifiche, e questa amministrazione ne ha combinate di tutti colori: ora si parla di speranza?! Avete fatto ridere l’Italia e piangere i reggini.”
Ripepi ha poi puntato il dito contro una maggioranza che, sempre di più, appare spaccata e contrastante agli occhi di chi la osserva: “Siamo arrivati a questo Consiglio con una riunione dei capigruppo che ha visto fazioni opposte nella stessa maggioranza: questo è il prodromo di questa assise: palese sintomo di una grave crisi politica!”.
Ancora da chiarire, però, per il consigliere d’opposizione, è la situazione verificatasi nello scorso Consiglio comunale, durante il quale alle domande dei consiglieri, non è seguita nessuna risposta da parte del Sindaco Falcomatà che, invece, si è alzato ed è andato via dopo un’intensa sessione di lettura (libro di cui Ripepi ha nuovamente chiesto il titolo – senza alcuna risposta né giustificazione del Primo Cittadino).
“Ci deve dare risposte precise: vogliamo un bilancio di questi 2 anni appena trascorsi, amministrati dai facenti funzioni e anche una programmazione definita di cosa succederà nel tempo che rimane fino alla fine del mandato” – ha concluso Massimo Ripepi – “Almeno oggi, ci dia le risposte che non ci ha dato la scorsa volta.”
Ripepi ha infine nuovamente rimproverato per la questione delle password di Aurica per accedere agli atti amministrativi: richiesta che da tempo sta muovendo, ma che risulta ancora inevasa e anzi respinta: “Altro che Palazzo di cristallo! E’ diventato il Palazzo di carbone: questo Comune è una setta!”
Demetrio Marino: “Il punto di riferimento non è il Sindaco ma sono i partiti!”
Una nota anche da parte del Consigliere Demetrio Marino che ha puntualizzato: “Abbiamo capito che in questa assise non è più il Sindaco il punto di riferimento ma lo sono i partiti: abbiate il coraggio di chiudere questa partita, non è possibile che la città si ritrovi senza un sindaco!”
Armando Neri: “Siamo diventati lo zimbello di questo Paese, questa amministrazione staccata dalla carne viva dei cittadini!”
“Sentendo i primi interventi della maggioranza, sembra di essere in un’altra città. Sfido a tutti i consiglieri a uscire da questa aula e prendere dieci cittadini a caso chiedendo cosa pensano della città.” – ha criticato Neri – “Siamo in una crisi politica che si riverbera in una crisi nella gestione amministrativa. La città si trova in questo assurdo stato, che le impedisce di andare avanti: siamo diventati la macchia nera, lo zimbello di questo Paese, quando potremmo esserne il fiore all’occhiello.”
“C’è un forte clima di ipocrisia: dentro quest’aula pare che tutto vada bene, siamo totalmente scollati dalla carne viva dei cittadini.” – ha concluso Neri con un appunto sulla struttura del Girasole – “Un’amministrazione che è arrivata a svendere pure i gioielli di famiglia: hanno messo all’asta l’infrastruttura del Girasole (ai tempi riqualificata da un progetto). Una vergogna per un’amministrazione che dice di voler valorizzare il proprio patrimonio immobiliare!”.
Giuseppe Sera: “Io e Ripepi incontriamo cittadini diversi: non vedo persone che si strappano i capelli!”
Un Giuseppe Sera che, invece, ha rinnegato in toto gli interventi della minoranza: “Le persone che incontra Ripepi non le incontro io, come mai!? Tutto questo “strapparsi i capelli” non lo vedo.”
Poi l’accusa: “Mentre voi giocavate a carte, noi facevamo riunioni. Io in Città vedo persone tranquille e serene: addirittura alcune persone avrebbero detto che questa amministrazione ha dato la speranza per rimanere a Reggio.” – Segue subito però la giustificazione: ossia che non c’è nessuna fretta, e che per sviluppare i processi serve del tempo.
Federico Milia: “In Consiglio, una lezione su come presentare le cose al contrario di come sono realmente”
“Una seduta meravigliosa: esco arricchito perché oggi si è tenuta una lezione su come presentare le cose al contrario di come sono realmente.” – ha ironizzato Milia – “La Città è spenta: tra un flop natalizio e la compravendita delle poltrone (ennesima vergogna a cui Reggio ha dovuto assistere).”
Filippo Quartuccio: “Sul Natale spero si metta una pietra tombale!”
“A proposito del Natale, spero si possa mettere una pietra tombale sulla questione.” – ha attaccato un Quartuccio particolarmente accanito sia contro la minoranza che contro la stampa che, in questi giorni ha (giustamente) denunciato il flop natalizio. Un discorso acceso che termina con un augurio alquanto minaccioso del consigliere: “Attenzione che ci conosciamo tutti, buon anno!”
Roberto Vizzari: “Turismo di ritorno? I nostri figli tornano per la famiglia, non per Reggio!”
In risposta al consigliere Sera, che parla di turismo di ritorno, risponde dall’opposizione Vizzari: “I nostri figli tornano per stare con le famiglie, di certo non tornano per Reggio Calabria!”
Antonino Castorina: “L’aula merita rispetto ma anche un po’ di verità”
“Questa aula merita rispetto ma anche un po’ di verità. Dovremmo fermarci a riflettere sui motivi che hanno portato ad un rallentamento comune, che abbiamo causato insieme. Oggi non abbiamo una crisi istituzionale: è però evidente il problema di natura politico” – chiude Castorina con un richiamo alla responsabilità comune.
Falcomatà rompe il silenzio ma si giustifica
Non si chiude nel silenzio, questa volta, il Primo Cittadino che inizia subito smentendo la questione della “maggioranza spaccata”.
Nel discorso conclusivo dei preliminari, il Sindaco ha quasi dato ragione alla minoranza sulla questione “turismo di ritorno”, puntando però il dito contro la questione del flop dei voli aggiunti per le festività natalizie e che avrebbero dovuto agevolare i fuorisede a rientrare.
Sul ritardo natalizio però, si giustifica spiegando che è meglio avere i mercatini natalizi chiusi, ma aver dato soldi ad una società in-house, piuttosto che avere un Natale fenomenale riempiendo le tasche di società milanesi. Una giustificazione che comunque non sta in piedi e sminuisce il potenziale di una programmazione locale che, se fosse stata fatta a dovere, non avrebbe avuto nulla da invidiare rispetto ad una milanese.

