Il deputato leghista chiude la campagna elettorale del partito insieme a Salvini e Durigon
REGGIO CALABRIA – Ultimo appuntamento elettorale per la Lega in vista delle regionali del 5 e 6 ottobre. In Piazza a Reggio Calabria, sul palco con il vicepremier Matteo Salvini e il sottosegretario Claudio Durigon, è intervenuto anche l’onorevole Roberto Vannacci, che ha concluso la campagna elettorale del partito in Calabria con un discorso dai toni decisi e identitari.
«È bello essere qui sulla punta dello stivale – ha esordito Vannacci – quella punta che accompagnerà fuori la sinistra. Porto un po’ di Bruxelles a Reggio Calabria: le stesse persone che qui cercano consenso, in Europa votano contro gli interessi nazionali».
Il deputato ha poi criticato le politiche della sinistra in materia di sicurezza e giustizia, ribadendo la posizione della Lega: «I criminali devono stare in galera, mentre la sinistra fa sit-in in Parlamento contro i decreti sicurezza, accusandoci di criminalizzare i criminali. Noi difendiamo i cittadini onesti».
Sul tema dell’immigrazione, Vannacci ha affermato: «La Calabria è una delle regioni che accoglie più migranti, ma noi chiediamo regole chiare. Chi entra deve farlo con permesso, non illegalmente. A Bruxelles la sinistra vota contro il controllo dell’immigrazione clandestina e contro le barriere fisiche».
Il deputato si è poi soffermato sulle politiche del lavoro e del welfare: «Noi vogliamo creare occupazione e ricchezza, non sussidi. La sinistra cerca di ammaliare i calabresi con l’elemosina del reddito di cittadinanza. Il lavoro dà dignità, non l’assistenzialismo».
Riguardo alle infrastrutture, Vannacci ha ribadito il sostegno della Lega al ponte sullo Stretto di Messina: «Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo. Attorno al ponte crescerà tutto il territorio. Non vogliamo solo collegare la Calabria al resto d’Italia, ma al mondo».
Nel suo intervento, ha inoltre criticato le politiche energetiche europee: «Paghiamo l’energia più cara del mondo, fino a quattro volte più del dovuto, e questo pesa su famiglie e imprese».
Il discorso si è chiuso con un appello agli elettori: «Ora tocca a voi – ha detto –. Mandiamo via la sinistra dalla Calabria e costruiamo un futuro di pace e di lavoro».

