REGGIO CALABRIA – Massimo Ripepi torna sulle elezioni suppletive del collegio di Reggio Calabria e affronta direttamente uno degli argomenti che stanno caratterizzando la campagna elettorale: la “regginità” dei candidati. L’assessore della Giunta Cannizzaro respinge l’idea che la provenienza territoriale debba essere l’unico criterio di scelta e costruisce il proprio ragionamento attorno a una domanda: quale candidatura può essere più utile agli interessi della città di Reggio?
Le suppletive del 27 e 28 settembre vedono quattro candidati: Fabio Roscioli per il centrodestra, Domenico Giannetta per Futuro Nazionale, Frank Benedetto per il centrosinistra e Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare. Roscioli è sostenuto dalla coalizione composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Udc.
Ripepi: «Il tema è Reggio e l’interesse di Reggio»
Nella sua diretta Facebook, Ripepi parte proprio dalle critiche rivolte a Roscioli perché non reggino.
«Dice: “Io non voto quello perché non è di Reggio”. Allora, il tema è Reggio, la regginità e l’interesse di Reggio. A chi conviene votare?», afferma l’assessore.
Da qui il confronto politico con gli altri candidati. Su Domenico Giannetta, oggi candidato con Futuro Nazionale dopo l’uscita da Forza Italia, Ripepi sostiene che un voto alla sua candidatura, essendo esterna alla coalizione di centrodestra, finirebbe indirettamente per sottrarre consensi alla coalizione che sostiene Roscioli, e quindi avvantaggiare il centrosinistra.
È una valutazione politica di Ripepi, non un automatismo elettorale: ogni voto viene naturalmente attribuito al candidato scelto dagli elettori.
L’attacco a Benedetto: «All’opposizione non potrebbe incidere»
Ancora più netto il giudizio politico espresso su Frank Benedetto, candidato del centrosinistra. Ripepi sostiene che, anche in caso di elezione, la sua appartenenza all’opposizione ne limiterebbe la capacità di incidere sulle scelte del Governo nazionale.
Una tesi con cui l’assessore contrappone alla provenienza geografica dei candidati il loro possibile posizionamento parlamentare: per Ripepi, dunque, essere reggini non sarebbe di per sé sufficiente a garantire risultati per Reggio.
«Roscioli sarebbe un amplificatore dell’azione di Cannizzaro»
È qui che Ripepi arriva al cuore del proprio intervento.
Secondo l’assessore, eleggere Fabio Roscioli significherebbe soprattutto consegnare al sindaco Francesco Cannizzaro un ulteriore interlocutore all’interno della maggioranza nazionale.
«Chi vota Roscioli […] vota un amplificatore di segnale fortissimo, autorevole a Roma, del sindaco Cannizzaro», afferma Ripepi.
Il ragionamento è quindi politico: Roscioli, pur non essendo reggino, secondo Ripepi potrebbe affiancare a Roma Cannizzaro, che lo ha fortemente voluto come candidato, sostenendo le istanze dell’amministrazione comunale nei rapporti con il Governo.
Ripepi richiama inoltre l’annuncio già fatto da Cannizzaro: in futuro, secondo l’impegno politico assunto dal sindaco, Forza Italia non dovrebbe più proporre nei collegi calabresi candidature provenienti da altre regioni.
La “regginità” diventa terreno di scontro politico
È dunque su questo punto che Ripepi prova a ribaltare uno dei principali argomenti utilizzati contro Roscioli durante la campagna elettorale: non “da dove viene il candidato”, ma quale rapporto politico potrà costruire con Reggio una volta arrivato a Montecitorio.
Una posizione che l’assessore lega direttamente alla nuova amministrazione comunale, della quale fa parte dal luglio scorso con le deleghe alla Protezione civile, all’Edilizia residenziale pubblica e alle Politiche dell’Area integrata dello Stretto.
Per Ripepi, quindi, il voto a Roscioli avrebbe soprattutto una funzione politica: rafforzare a Roma l’azione istituzionale del sindaco Cannizzaro e della coalizione che governa Reggio Calabria.
È questa la tesi lanciata dall’assessore nella diretta. Saranno poi gli elettori, il 27 e 28 settembre, a decidere quale delle diverse proposte in campo debba rappresentare il collegio alla Camera.

