REGGIO – Aeroporto, al via i lavori per il nuovo terminal del Tito Minniti

Proseguono a ritmo serrato gli scavi per la realizzazione della nuova area partenze dell’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria. L’intervento, ispirato a quello già portato a termine con successo presso lo scalo di Lamezia Terme, sarà completato entro la fine dell’anno. Anche in questo caso, il tempo stimato per l’opera è di circa sei mesi.

A dare l’annuncio è stato il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, attraverso i suoi profili social, in occasione di un sopralluogo sul cantiere.

“Gli aeroporti rappresentano il primo impatto per chi arriva in Calabria – ha dichiarato Occhiuto – e Reggio merita di accogliere i viaggiatori con una struttura moderna e funzionale, proprio come già avviene a Lamezia”.

Una volta conclusi i lavori, il terminal presenterà un volto completamente rinnovato, in particolare sul versante che si affaccia sulla pista, sulle aree di parcheggio e sui cinque gate. Il nuovo layout sarà molto simile a quello dello scalo lametino, con l’obiettivo di offrire un’esperienza più efficiente e gradevole ai passeggeri.

Consulta Giovani, Scappatura: “Abbiamo la conferma: la Consulta è uno strumento politico di Falcomatà e i suoi. Se la democrazia si tradisce da giovani, il futuro è in pericolo.”

«Se prima avevamo il dubbio, ora è certezza: il principio democratico, in seno alla Consulta Giovani della Città Metropolitana di Reggio Calabria, è stato definitivamente ucciso.» – così Lorenzo Scappatura, membro dell’Assemblea ristretta, commenta quanto accaduto nell’ultima seduta. – «La mia estromissione dalla carica di responsabile della commissione social e stampa non è stata casuale. È avvenuta subito dopo un comunicato stampa da me divulgato (non in qualità di responsabile della commissione) a seguito di un mio intervento in cui, durante una seduta pubblica, esprimevo legittime critiche all’operato della Giunta Falcomatà. Quel giorno il consigliere comunale Giuseppe Giordano, anche lui presente all’incontro, non ha esitato a osteggiare ogni tentativo di esprimere il mio pensiero. E a dargli man forte sono stati proprio alcuni membri della Consulta, più intenti a difendere i loro referenti politici che il diritto di parola di un loro collega.»

«Il Direttivo ha poi agito d’imperio, estromettendomi dalla carica senza alcuna votazione, come invece impongono Statuto e Regolamento. Una rimozione politica, mascherata da “provvedimento d’urgenza”. Nessun passaggio democratico, nessuna assunzione di responsabilità. E quando ho chiesto che il Direttivo facesse un passo indietro e fosse l’Assemblea a decidere, come previsto, mi è stato semplicemente negato. Questo nonostante alcuni membri del Direttivo stesso abbiano onestamente ammesso di non aver osservato le norme statutarie.» – ha proseguito Lorenzo Scappatura – «Ma il paradosso è un altro: mentre a me si contestano presunte violazioni degli obblighi statutari (e ancora non è stato chiarito quali!), il Consiglio Direttivo continua ad agire indisturbato nella gestione stessa della Consulta calpestando in toto lo Statuto e il Regolamento. Due pesi e due misure. E questo la dice lunga sul vero obiettivo: mettere il bavaglio a chiunque esca dal coro.»

«Gravissima, poi, l’affermazione pronunciata dalla Presidente Arcano in sede di riunione: “Il Prefetto mi ha chiamato e mi ha detto che non gliene frega nulla”. Una frase riportata con tono perentorio, che non solo è inverosimile, ma che mina la credibilità delle istituzioni. Noi non crediamo affatto che il Prefetto Vaccaro – che ha sempre mostrato grande attenzione verso le problematiche della società civile e della politica – possa aver pronunciato una frase del genere. E proprio per questo, chiederò formalmente un incontro e invierò una lettera al Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, al Sindaco Giuseppe Falcomatà, al Ministero degli Interni, al Difensore civico Regionale Calabria e al RUNTS. Perché qui è in gioco l’esercizio della democrazia in un organo che dovrebbe rappresentare i giovani, non silenziarli.»

«La realtà emersa è ormai innegabile: la Consulta è stata ridotta a strumento politico di parte e dopo l’ultimo incontro ne abbiamo avuto nuovamente la conferma. Nata come organo di rappresentanza giovanile, è oggi un’Associazione di Promozione Sociale che porta un nome istituzionale ma di fatto agisce come ente privato. E, come se non bastasse, è collegata – attraverso la FISED, destinataria delle quote assicurative – all’assessore Carmelo Romeo, braccio destro del Sindaco Falcomatà. Altro che autonomia giovanile: si tratta di un vero e proprio apparato elettorale, costruito per difendere e riprodurre gli equilibri politici di Falcomatà e i suoi.» – ha concluso Lorenzo Scappatura – «Ma noi non ci arrenderemo. Continueremo a combattere per una Consulta che sia davvero uno spazio di confronto e partecipazione, non un megafono elettorale. Perché se la democrazia viene tradita già qui, quando siamo ancora giovani, allora è il futuro stesso della città a essere in pericolo.»

«I giovani reggini hanno diritto a una Consulta che garantisca davvero pluralismo, trasparenza e partecipazione reale. È esattamente per questo che, sin dall’inizio, ho aderito con convinzione a questo progetto. E proprio per questo, oggi che ne ho visto le distorsioni, non posso restare in silenzio. Denunciare le storture non è solo un dovere civico, ma un atto d’amore verso la città e verso quei giovani che, come me, ancora credono di poter cambiare le sorti della propria terra. Continueremo a presenziare alle riunioni e a collaborare ai lavori della Consulta per vigilare affinché siano rispettati i principi di legalità e democrazia, e per denunciare con fermezza ogni forma di ingiustizia o abuso.»

BRONZI DI RIACE – L’ipotesi siciliana? Daniele Castrizio critica duramente “Archeologia Viva”

Il dibattito sull’identità e l’origine dei Bronzi di Riace si è recentemente riacceso a seguito di una controversia tra l’archeologo Daniele Castrizio e la rivista “Archeologia Viva”. In un post pubblicato su Facebook, Castrizio ha espresso il suo disappunto per la pubblicazione di un articolo che attribuisce a un medico, Anselmo Madeddu, una teoria sui Bronzi priva di basi scientifiche, e per l’uso non autorizzato di ricostruzioni grafiche realizzate dal visual designer Saverio Autellitano, collaboratore di Castrizio.

Il post di Daniele Castrizio:

Gentile Redazione di Archeologia Viva,

non sono ancora riuscito a riprendermi dallo shock dello Speciale di Rai1 sui Bronzi di Riace, infarcito di falsi scoop, corroborati da un fotomontaggio diffamatorio, ma oggi aggiungete delusione su delusione.

Nell’ultimo numero della vostra pregiata rivista voi non solo date credito alla teoria sui Bronzi di Riace del dott. Madeddu, Presidente dell’Ordine dei medici di Siracusa, che non ha nulla di scientifico, come dimostrato dall’archeologo del CNR Fabio Caruso, ma mettete in copertina le ricostruzioni della mia ipotesi, il cui originale è stato realizzato dal visual designer Saverio Autellitano, attribuendole però a Madeddu. Che dire? Complimenti!!

Voi mi direte: è una notizia e noi dobbiamo darne conto. Se questo è il vostro punto di vista, devo però rispondervi che in Italia abbiamo perso il senso della misura, perché uno dei fondamenti della public history (o archeologia pubblica, se preferite) è che la divulgazione venga effettuata dagli esperti e dagli studiosi accreditati.

Pensate voi, dando la parola a un medico, che abbiate reso un buon servizio all’opinione pubblica? Assolutamente no!

Cosa può comprendere un lettore medio, posto di fronte alla scelta tra una teoria scientifica, come quella di Paolo Moreno, di Giuseppe Roma, di Vinzenz Brinkmann, e le sparate di un medico, che non ha mai sostenuto un esame di archeologia, senza un dottorato di ricerca o una Scuola di specializzazione in archeologia?

Senza un filtro, che toccava a voi porre, la confusione regna sovrana.

Mi dispiace, ma avete dato un ulteriore colpo alla disinformazione scientifica e alla squalificazione della ricerca universitaria.

In Italia, mentre le altre Nazioni, puntano sull’archeologia pubblica, si cerca di creare solo confusione, con una archeologia dell’ignoranza e delle emozioni di fronte ai Beni archeologici, così cara ai vertici burocratici del Ministero della Cultura, responsabili della decadenza delle ricerche e degli studi in Italia.

Purtroppo, non esiste l’equivalente dell’art. 348 del Codice Penale, che punisce l’abuso di professione medica, per chi abusa, invece, della professione di archeologo.

Castrizio: “Nessuna pena per chi abusa della professione di archeologo!”

L’intervento dell’archeologo Daniele Castrizio va ben oltre lo sfogo personale: è un grido d’allarme sullo stato della divulgazione scientifica in Italia, sulla necessità di rispettare le competenze e di proteggere il valore della ricerca universitaria. In un momento storico in cui l’archeologia pubblica dovrebbe rappresentare un ponte tra scienza e società, l’approssimazione e l’uso improprio delle fonti rischiano di affossare il lavoro serio e meticoloso degli studiosi.

È lecito che si raccontino storie affascinanti e si diano spazio a ipotesi alternative, ma ciò non può avvenire a discapito della verità storica e del rigore accademico. Quando a parlare di archeologia sono figure non titolate, senza mediazione critica e verifica, si rischia non solo di diffondere falsità, ma anche di svilire anni di studio, sacrificio e impegno.

Il caso sollevato da Castrizio è emblematico: senza un serio discernimento tra competenza e opinione, si finisce per dare la stessa dignità a chi studia una vita intera e a chi improvvisa. E questo, per la cultura, è un danno irreparabile.

 

Ex Cinema Orchidea, Ripepi: “Lavori a rilento, consegna forse a metà 2026”. Attivato focus permanente sulle opere pubbliche

«A Reggio Calabria le opere pubbliche “non s’hanno da fare” né domani, né mai. Chiedetelo all’embrione del ponticello del Calopinace in attesa di venire alla luce da quasi 10 anni. Metà della Via Marina è paralizzata, i chioschi assegnati sono fermi al palo per mancanza di energia elettrica e i lavori presso l’ex Cinema Orchidea hanno accumulato ritardi su ritardi. Ma la storia è sempre la stessa: si annunciano lavori, si posa una prima pietra con fanfara mediatica, si posa la seconda e si fa un altro comunicato stampa… e poi il nulla. Si parte, ma non si sa mai quando si finisce: è la sindrome cronica di questa Amministrazione.» – esordisce così il Presidente Massimo Ripepi, che questa mattina ha convocato la Commissione Controllo e Garanzia.

Durante l’audizione – presenti il RUP Architetto Coppola, il Dott. Arcano aiuto del RUP e il Direttore dei lavori e– è stato confermato che il cantiere dell’ex Orchidea, avviato formalmente a dicembre 2023, è rimasto fermo per sei mesi a causa di ritardi legati ai sottoservizi Enel e Telecom. A questi si è aggiunto anche un sequestro dell’Ispettorato del lavoro. Solo da giugno 2024, quindi, i lavori sono realmente partiti. Attualmente, l’intervento è al 40% del completamento, con fine lavori prevista – salvo altri imprevisti – per aprile 2026.

«Il problema però – prosegue Ripepi – è ben più grande. La paralisi dell’ex Orchidea si somma ad altri disastri che stanno devastando il chilometro più bello d’Italia: la Via Marina è, oggi, un cantiere a cielo aperto senza fine. Non solo il blocco della mobilità e la chiusura di via Palamolla, ma anche chioschi consegnati e attivati in netto ritardo che oggi languono perché il Comune non ha garantito i servizi essenziali, come l’allaccio dell’energia elettrica.»

«Siamo davanti a un’emergenza urbanistica ed economica nel cuore pulsante della città. È inaccettabile! Per questo ho chiesto, e richiederò formalmente nella prossima seduta, i cronoprogrammi ufficiali di tutte le opere pubbliche in corso a Reggio Calabria. Sono obbligatori per legge e vanno resi noti e controllati. La Commissione Controllo e Garanzia avvierà un vero e proprio focus permanente per verificarne lo stato, passo dopo passo

«Non ci fidiamo di questa Amministrazione – ha incalzato il Presidente – che in undici anni ha ridotto Reggio a un cantiere eterno e inconcludente. Siamo stanchi delle mistificazioni mediatiche, delle prime pietre celebrate come eventi, dei titoli su lavori annunciati e mai finiti. La città non può più aspettare.»

«Il mio impegno, in qualità di Presidente della Commissione Controllo e Garanzia – conclude Ripepi – sarà quello di portare alla luce la verità sui cantieri cittadini, mettendo ogni dato sotto gli occhi dei cittadini. Perché trasparenza e rispetto dei tempi non sono facoltativi: sono un dovere verso Reggio e verso chi la vive ogni giorno

REGGIO – Maltempo, allerta meteo arancione per il pomeriggio di oggi e per tutta la giornata di domani

A seguito del messaggio di allertamento diramato dalla Sala Operativa Regionale della Protezione Civile della Regione Calabria, che prevede il livello di allerta arancione (precipitazioni diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, accompagnate da rovesci di forte intensità attività elettrica e forti raffiche di vento) per il pomeriggio di oggi (15 maggio) e per tutta la giornata di domani (16 maggio), è in via di pubblicazione un’ordinanza a firma del sindaco Giuseppe Falcomatà per l’attivazione del Centro Operativo Comunale.

L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria invita i cittadini alla massima prudenza, richiamandosi alle raccomandazioni diffuse dalla Protezione Civile:

• non mettersi in viaggio se non strettamente necessario;

• evitare i sottopassi;

• abbandonare i piani seminterrati o interrati se ubicati in zone depresse o a ridosso di fiumi, torrenti tombati o con sezioni d’alveo ristrette per cause antropiche;

• nelle aree indicate nel punto precedente raggiungere i piani superiori;

•  non sostare in prossimità di aree con versanti acclivi che potrebbero dare origine a colate rapide di fango e crolli di blocchi rocciosi.

La situazione sarà monitorata, costantemente, dal servizio di Protezione civile comunale e dalla Polizia locale.

Per ulteriori e più precise indicazioni è possibile rifarsi alle norme comportamentali riportate al seguente link: https://www.reggiocal.it/Notizie/Details/2794

SCILLA (RC) – 5 milioni per la realizzazione del porto, Cannizzaro: “Maxi finanziamento per avviare un up-grade verso la vera vocazione”

“Siamo davvero felici di poter annunciare il finanziamento dei lavori di ammodernamento, riqualificazione e messa in sicurezza del Porto di Scilla, perla del nostro territorio. Un intervento per il quale la Regione Calabria ha deciso di investire 5 milioni di euro. È l’ennesimo risultato di Roberto Occhiuto Presidente, l’ennesimo risultato concreto portato a casa dal governo regionale di CentroDestra.”
A comunicarlo è Francesco Cannizzaro, deputato della Repubblica italiana e Segretario regionale di Forza Italia in Calabria, avendo anch’egli seguito da vicino l’iter che ha portato al risolutivo finanziamento.
“C’è stato un costante confronto con l’Assessore regionale alle Infrastrutture ed ai Lavori pubblici, Maria Stefania Caracciolo, e con il Direttore generale del settore, Claudio Moroni – spiega il parlamentare reggino – grazie ai quali, di concerto con i Commissari prefettizi del Comune di Scilla, vi è stato il decisivo impulso per la positiva conclusione dell’iter burocratico, che si concretizzerà formalmente in questi giorni con la firma della convenzione tra Regione Calabria e Comune di Scilla per dare avvio all’attività amministrativa.
Nella pianificazione dell’accordo di programma per il Fondo di Sviluppo e Coesione 21/27, la Giunta Occhiuto si è dunque determinata inserendo tra le opere la realizzazione del nuovo Porto di Scilla.
Del resto, l’attenzione della squadra di Forza Italia Calabria e di tutto il CentroDestra sulle infrastrutture è altissima, in particolare sui porti e aeroporti, a nostro avviso volano di sviluppo definitivo per le realtà turistiche e commerciali di tutta la nostra regione.
Nel dettaglio – aggiunge Cannizzaro – gli interventi previsti dal finanziamento consistono nel potenziamento della diga foranea, nell’ampliamento delle infrastrutture e delle dotazioni impiantistiche, nella realizzazione di nuovi percorsi pedonali e di strutture in grado di migliorare le relazioni tra porto e territorio; ciò consentirà di trasformare Scilla in un vero e proprio porto turistico, creando da un lato un importante indotto legato alle attività della nautica da diporto, dall’altro condizioni più idonee alla crescita del comparto ittico.
Siamo convinti che Scilla abbia bisogno di nuova linfa per poter sviluppare al meglio e al massimo le proprie potenzialità, rimaste ad oggi quasi del tutto inespresse. Eppure la sua naturale propensione è quella di diventare meta turistica di livello planetario, affacciata su un Mediterraneo di cui deve diventare, insieme a tutta l’Area metropolitana di Reggio Calabria, sempre più baricentrica. Non a caso, anche RyanAir ha deciso di utilizzarla spesso come copertina per la propria sponsorizzazione delle rotte da/per la Calabria. Se già adesso, in condizioni non ottimali, fa registrare numeri incredibili – conclude Francesco Cannizzaro – non oso immaginare cosa potrebbe diventare con i giusti investimenti e le grandi idee che abbiamo e che stiamo mettendo in campo. Avanti tutta!”

CINQUEFRONDI (RC) – Armi clandestine e munizioni nel freezer: in manette cacciatore

A Cinquefrondi, i Carabinieri hanno arrestato un 55enne incensurato con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni. L’uomo, un cacciatore titolare di porto d’armi, è stato infatti sorpreso a detenere una pistola Beretta con matricola abrasa e numerose munizioni.
L’operazione è scattata durante un regolare controllo alle armi legittimamente detenute dall’uomo, titolare di licenza per la caccia. Il comportamento del controllato, infatti, è apparso da subito molto sospetto agli occhi dei militari intervenuti, che hanno deciso di perquisire l’abitazione. E così, aprendo il pozzetto freezer in cui l’uomo custodiva la selvaggina cacciata, i Carabinieri hanno trovato anche un calzino al cui interno era custodita l’arma clandestina più munizioni di vario calibro, alcune delle quali potenzialmente letali, accuratamente conservate all’interno di involucri sottovuoto.
Il 36enne, che fino ad allora non aveva mai avuto problemi con la giustizia, è stato tratto in arresto con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni e, su disposizione della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.
La prospettazione accusatoria ha trovato, ad oggi, un preliminare accoglimento nella convalida dall’arresto effettuata dal GIP di Palmi, che nei confronti dell’uomo ha disposto la prosecuzione della misura cautelare. Il procedimento è attualmente pendente nella fase delle indagini preliminari e l’effettiva responsabilità della persona arrestata, attesa la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a suo carico, sarà vagliata nel corso del successivo processo. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore della persona sottoposta ad indagini.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controlli del territorio, volto a contrastare il traffico di armi clandestine e a prevenire episodi di violenza e criminalità organizzata in una zona spesso teatro di attività illecite. Le indagini sono ancora in corso per accertare l’eventuale provenienza delle armi e se siano state utilizzate in precedenti episodi delittuosi.

 

REGGIO – Si dimette l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Reggio Calabria, Marisa Lanucara

L’Assessora alle Attività Produttive del Comune di Reggio Calabria, Marisa Lanucara, ha comunicato al Sindaco la decisione di rimettere il proprio mandato per motivi di carattere familiare. Una scelta maturata con senso di responsabilità e nel pieno rispetto del percorso amministrativo dell’Ente, che ha accompagnato in questi mesi con dedizione e spirito di servizio.

«Lascio con la consapevolezza di aver svolto il mio incarico con senso di responsabilità, correttezza istituzionale e impegno costante – ha affermato – affrontando temi delicati come il riordino dei mercati, la riorganizzazione dell’uso del suolo pubblico, il sostegno alle attività economiche e l’elaborazione di una visione contemporanea dello sviluppo urbano, capace di connettere impresa, territorio e innovazione sociale». Tra le iniziative promosse, anche il nuovo Regolamento del servizio taxi, frutto di un lavoro di confronto e ascolto del territorio, che sarà a breve sottoposto al Consiglio Comunale per la definitiva approvazione: un passaggio atteso da anni che contribuirà a modernizzare e regolamentare un servizio essenziale per cittadini e turisti.

Nel comunicare le proprie dimissioni, Marisa Lanucara ha espresso profonda gratitudine al Sindaco Giuseppe Falcomatà, ai colleghi di Giunta e ai consiglieri comunali di maggioranza e minoranza per il lavoro condiviso e il confronto sempre leale e rispettoso. «Ringrazio il Sindaco per l’opportunità di servizio ricevuta – ha dichiarato – i colleghi della Giunta e i consiglieri di maggioranza per il percorso condiviso. Ringrazio inoltre i consiglieri di minoranza, che con le loro osservazioni e proposte hanno rappresentato un continuo stimolo al confronto e alla riflessione. A ciascuno lascio il mio saluto istituzionale, nel rispetto dei ruoli ricoperti».

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla dirigenza e al personale del Settore Sviluppo Economico, «con cui ho avuto il privilegio di lavorare: persone competenti, serie e capaci, che hanno garantito dedizione e professionalità anche nei momenti più complessi».

«È stata un’esperienza intensa e arricchente – ha aggiunto Lanucara – che porterò con me come un importante momento di crescita personale e istituzionale. Un’esperienza che ha conservato un’anima civica e territoriale, attenta ai bisogni concreti della città e delle sue comunità produttive. Lascio per motivi di carattere personale, nella serenità di chi ha dato il proprio contributo con onestà e impegno, e continuerò a seguire con attenzione e affetto il percorso amministrativo della nostra città. Rivolgo un pensiero grato alla cittadinanza – ha concluso – che ha rappresentato per me il riferimento in ogni scelta amministrativa. Auguro buon lavoro a chi proseguirà questo cammino».

Il Sindaco Giuseppe Falcomatà ha espresso il proprio ringraziamento per il lavoro svolto. «Ringrazio Marisa Lanucara per il suo lavoro e per l’attività di servizio svolta al servizio della nostra comunità. E sono lieto del fatto che continuerà ad affiancare, sotto altre forme, il lavoro che come Amministrazione stiamo portando avanti e che proseguirà con ancora maggiore vigore».

PONTE STRETTO – Ciucci: Ok odierno del consiglio dei ministri, altro passaggio fondamentale per l’iter

L’amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha commentato la notizia di questo pomeriggio, in merito all’approvazione, avvenuta in Consiglio dei Ministri, del cosiddetto “report IROPI”, acronimo inglese che sta per “Imperative Reasons of Overriding Pubblic Interest”, ovvero “motivazioni imperative di rilevante interesse pubblico”.

“L’approvazione del report IROPI – ha commentato Ciucci – è un altro passaggio fondamentale e consentirà di perfezionare le previste comunicazioni alla Commissione Europea per il completamento della Valutazione di Incidenza Ambientale. A questo seguirà l’esame del progetto definitivo e del piano economico finanziario da parte del Cipess, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile.

Dopo l’approvazione del Cipess, nella seconda metà del 2025, saranno avviati i primi lavori e la progettazione esecutiva dell’intera opera”.

GIOIA TAURO (RC) – Arrestato 24enne in possesso di sostanza stupefacente

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Nei giorni scorsi, personale della Sezione Investigativa del Commissariato della Polizia di Stato di Gioia Tauro, in esito a mirate attività di contrasto al fenomeno di produzione e spaccio di sostanza stupefacente nel comune di Rosarno, procedeva all’arresto in flagranza di reato di un cittadino di nazionalità italiana per il reato previsto e punito dall’art 73 del D.P.R. 309/90, poiché trovato in possesso di kg 3,628 di marijuana e grammi 59,95 di hashish.
L’attività che consentiva di trarre in arresto il soggetto, iniziava con la perquisizione locale della sua residenza che in un primo momento non forniva alcun riscontro, tuttavia, durante l’attività di Polizia Giudiziaria, i poliziotti della Sezione Investigativa individuavano una chiave abilmente occultata all’interno del marsupio indossato dal soggetto, che a seguito di una accurato e minuzioso controllo permetteva di verificare che la stessa permetteva l’accesso ad un secondo stabile nella disponibilità dell’indagato.
La perquisizione, estesa a questa seconda struttura, consentiva di rinvenire e sequestrare un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, nonché buste di plastica utili per il confezionamento della stessa ed un bilancino di precisione.
In esito a tale sequestro il cittadino italiano veniva tratto in arresto in flagranza di reato per possesso di sostanza stupefacente e, così come disposto dal Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Palmi condotto presso la casa circondariale di Palmi.