La vicenda di Barbara Corvi, la donna di Montecampano di Amelia scomparsa il 27 ottobre 2009, ha ripreso vigore con una nuova indagine avviata circa un anno fa a seguito di un’inchiesta giornalistica. Gli indagati, l’ex marito Roberto Lo Giudice e il cognato Maurizio Lo Giudice, sono accusati di omicidio e occultamento di cadavere, denegando qualsiasi coinvolgimento nella sparizione.
Recentemente l’avvocato Cristiano Conte ha rivelato che, circa un mese fa, la Procura di Terni ha richiesto un accertamento tecnico irripetibile su una serie di cartoline spedite da Firenze pochi giorni dopo la scomparsa. In queste cartoline, a nome di Barbara, si affermava che stava bene e aveva bisogno di tempo per sé. Conte, insieme al collega Giorgio Colangeli, rappresenta Roberto Lo Giudice, arrestato nel marzo 2021 e successivamente archiviato dal gip di Terni nel dicembre 2024. “Le cartoline erano già state analizzate in passato – ha aggiunto Conte – risultando non scritte da Barbara, dal marito, dai figli o da altre persone coinvolte”.
Alla convocazione per il nuovo accertamento, il legale ha scoperto che l’indagine era stata riaperta non a causa di nuove prove, ma grazie a un reportage realizzato da una giornalista per una trasmissione Rai nel 2024. Questo servizio si basava sulle affermazioni di un pentito originario della Puglia, le quali erano già state considerate inattendibili e irrilevanti dalla Procura e dal gip. Durante l’incontro alla procura di Terni, il team di avvocati ha formalmente chiesto al gip di attivarsi secondo le procedure di incidente probatorio, ma al momento non hanno ricevuto aggiornamenti in merito.
Conte ha sottolineato che ciò che suscita perplessità è il fatto che la riapertura delle indagini sia stata stimolata da un’inchiesta giornalistica, piuttosto che da nuove evidenze. “Appare oggettivamente poco” ha concluso.
FONTE: ANSA

