Un tragico incidente sul lavoro ha scosso la comunità di Anoia, in provincia di Reggio Calabria. Ieri, un operaio di 46 anni, Fabio Cananzi, originario di Taurianova e residente a Gioia Tauro, ha trovato la morte mentre svolgeva la sua attività in un cantiere edile di proprietà della moglie. L’uomo si trovava al terzo piano di un edificio, impegnato in lavori di carpenteria e interventi edili sul tetto.
La tragedia si è consumata quando una lamiera, staccatasi a causa del vento, lo ha colpito, facendolo precipitare. L’urto con il suolo è stato fatale e purtroppo non c’è stato nulla da fare. Sul luogo dell’incidente sono accorsi i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e i paramedici del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’operaio.
Accertamenti e reazioni dal mondo sindacale
La Procura della Repubblica di Palmi è stata informata e ha avviato indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto. Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, e Giacomo Maccarone, segretario regionale della Feneal Uil, hanno sottolineato l’ennesima “morte bianca” che riporta in primo piano il tema cruciale della sicurezza sul lavoro.
Secondo queste statistiche, il settore delle costruzioni ha registrato, nel 2024, il numero più elevato di decessi nella Gestione Industria e Servizi in Calabria, con cinque morti su un totale di diciassette (29,4%). Inoltre, si evidenzia che nel comparto artigiano, il 60% dei decessi si concentra proprio nell’edilizia.
I rappresentanti sindacali hanno messo in evidenza come le piccole imprese e i cantieri minori siano i luoghi dove la cultura della prevenzione è meno diffusa, sollecitando maggiori controlli. “La questione è strutturale,” concludono i segretari, “e non può essere affrontata solo con cordoglio. Servono ispezioni, prevenzione e risorse appropriate.”
Fonte: ANSA

