Articolo di L.M.
Presentato al Parco Peppino Impastato il fumetto educativo del cardiologo Giuseppe Colangelo, nato per portare la cultura della cardioprotezione fuori dagli ospedali e avvicinarla a scuole, famiglie e società sportive.
LAMEZIA TERME – Per diventare eroi non servono mantelli, mutazioni genetiche o poteri extraterrestri. A volte bastano una moto, un casco e, soprattutto, un defibrillatore. È questa l’idea alla base di “Vite in Salvo”, il fumetto educativo ideato dal cardiologo e istruttore di primo soccorso Giuseppe Colangelo e presentato nel corso della XVII edizione del Lamezia Comics & Co., al Parco Peppino Impastato.
Il protagonista della storia è DefibRider, un misterioso motociclista dal volto coperto da una maschera a teschio e con una missione precisa: combattere il tempo. Dietro la visiera del centauro, nella realtà, c’è lo stesso dottor Colangelo, medico di origini lametine oggi impegnato professionalmente in Campania, che ha scelto il linguaggio immediato e popolare del fumetto per trasformare la divulgazione scientifica in uno strumento accessibile anche ai più giovani.
L’idea nasce dall’esperienza maturata dall’autore come cardiologo dello sport ed esperto di cardioprotezione e dalla necessità di portare la conoscenza delle manovre salvavita al di fuori degli ospedali. L’obiettivo è superare il linguaggio tecnico e raggiungere direttamente famiglie, ragazzi e bambini in età scolare, mostrando in modo semplice che, di fronte a un arresto cardiaco, anche una persona comune può fare la differenza.
Anche l’aspetto di DefibRider è costruito attorno a questo messaggio. La maschera a teschio richiama il dramma dell’arresto cardiaco improvviso, mentre la motocicletta rappresenta la velocità e, soprattutto, l’importanza del fattore tempo. In queste situazioni, infatti, l’intervento precoce è determinante: l’avvio tempestivo della rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’utilizzo precoce del defibrillatore possono aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza.
DefibRider, però, non vola e non possiede una forza sovrumana. Le sue “armi” sono la prontezza, le mani per le compressioni toraciche e un defibrillatore semiautomatico (DAE). È proprio l’assenza di superpoteri a rendere il personaggio un modello facilmente riconoscibile: l’eroe può essere chiunque abbia imparato cosa fare nel momento in cui serve.
Il debutto nell’Artist Alley del festival lametino rappresenta soltanto la prima tappa di un progetto più ampio. Il volume, distribuito gratuitamente con l’obiettivo di favorirne la massima diffusione, è pensato come punto di partenza per una piattaforma didattica itinerante. Il fumetto, infatti, non vuole rimanere un prodotto editoriale fine a se stesso, ma diventare la porta d’ingresso a una successiva formazione pratica.
L’obiettivo di Colangelo è portare “Vite in Salvo” e i relativi laboratori di rianimazione nelle scuole, nelle piazze e nelle società sportive, contesti nei quali la diffusione della cultura della cardioprotezione può contribuire concretamente alla sicurezza di cittadini e atleti.
«In un’emergenza cardiaca il tempo conta e sapere cosa fare può salvare una vita», ha ribadito l’autore.
Con il debutto di DefibRider, dunque, il fumetto diventa qualcosa di più di una storia di supereroi: uno strumento per raccontare la rianimazione, avvicinare i giovani alla cultura del primo soccorso e ricordare che, davanti a un’emergenza, il vero superpotere è sapere come intervenire.

